Albergo diffuso: un nuovo modello di turismo sostenibile

Il 24 ottobre all’Auditorium Leonardo Petruzzi presso il Museo delle Genti d’Abruzzo si terrà lincontro “Un nuovo modello di turismo sostenibile – albergo diffuso”. In tale occasione verrà presentata la legge regionale Abruzzese sugli Alberghi Diffusi.
Questa legge vuole cercare nella sua specificità di andare oltre la classificazione alberghiera e definire un modello di sviluppo esportabile, ricalcato sulla progettualità di Santo Stefano di Sessanio.
In questo delizioso borgo, all’interno del parco nazionale Gran Sasso Monti delle Laghe, l’inedita tutela del Patrimonio storico minore e del suo legame arcaico col territorio, insieme alla tutela dell´elemento umano (altro elemento caratterizzante l’identità del territorio, con le sue culture materiali e immateriali sopravvissute alla contemporaneità, ovvero l’artigianato domestico, il cibo, dalla povera quotidianità all’abbondanza agricola e rituale) sono i principi fondanti alla base dello sviluppo dell’albergo diffuso.
Prendendo spunto da questo progetto che coniuga tutela del territorio e sviluppo economico, attraverso le attività ricettive e la proposta turistica, la regione Abruzzo ha elaborato una legge per gli alberghi diffusi, limitandola ai soli luoghi storici. Oltre a ciò la legge richiede un approccio di tutela e di Restauro, declinandolo con specifici disciplinari (uso esclusivo di materiale di recupero locale laddove spogliato dal tempo, conservazione delle tracce del vissuto sedimentate nei secoli, e altro), a cui si sono aggiunti i riferimenti sulla tutela degli interni e su un approccio identitario anche per le culture materiali (cibo\artigianato autoctono) fino all’esigenza di organi di certificazione per ognuno di questi aspetti.
È in questo Patrimonio Minore che si trova una Italia vera, ancora sopravvissuta. Una Italia che dalla sua marginalità, dai suoi tragici destini di abbandono e povertà può trarre nuova linfa per uno nuovo sviluppo, in cui questi patrimoni non vengono negati ma riproposti ad un pubblico articolato e consapevole che solitamente gli si rapporta con grande rispetto e interesse. Prendendo sempre ad esempio Santo Stefano di Sessanio, i numeri ad oggi, di questo progetto sperimentale, danno il senso di una rivoluzione copernicana. Gli alberghi sono passati da 1 a 20 senza costruire nulla ex nuovo, il valore patrimoniale è triplicato e dopo centocinquant’anni si è interrotta la scesa a valle. Ora dalle vallate vengono a Santo Stefano per lavorare. È in progetto un accordo tra Comune e Regione che farà di S. Stefano di Sessanio il primo borgo in Italia totalmente inedificabile che lo renderà così il primo borgo dove il paesaggio viene tutelato come patrimonio da consegnare nella sua integrità alle future generazioni.

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