Crisi Valtur, l’Italia rischia di perdere un milione di turisti

La crisi Valtur – colosso italiano dei villaggi turistici in concordato fallimentare dallo scorso marzo – sta creando scompiglio e preoccupazione non solo per i 1500 dipendenti (tra assunti a tempo determinato, indeterminato e indotto) che a buon diritto temono per il proprio posto di lavoro.
Secondo lavoratori e sindacati, infatti, la chiusura di Valtur rischia di tradursi anche in una perdita annua di oltre un milione di turisti per il nostro Paese.

Tale previsione è frutto dell’analisi dei dati diffusi dai dipendenti Valtur. Pare che per l’estate 2018 il colosso dei villaggi turistici abbia registrato un incremento delle prenotazioni del 108 per cento in sole tre settimane.

Nel 2017 le strutture ricettive Valtur hanno ospitato 1,1 milioni di turisti, con una media di clientela straniera pari al 20 per centro. Ammontano a più di 60 milioni i clienti dei villaggi del tour operator in più di 50 anni.

Lo scorso inverno le presenze sono salite del 20,1%, il fatturato ha subito un incremento del 24% e l’estate prima rispettivamente del 19,3 e del 32,6%, ma non è bastato per evitare la crisi. Il bilancio 2017 si è chiuso con un passivo di circa 80 milioni e un deficit patrimoniale di quasi 57 milioni.

Crisi Valtur, l’appello social dei dipendenti

Il tempo stringe: il piano di risanamento va presentato entro la metà di maggio. I lavoratori di Valtur non si rassegnano e hanno deciso di sfruttare anche il potere virale dei social per diffondere il più possibile il loro accorato appello per salvare l’azienda. Partirà infatti domani la campagna social #siamogentediValtur.
I dipendenti Valtur sostengono che l’azienda sia viva e si dichiarano pronti a ripartire subito con le strutture del gruppo rimaste.

 

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