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Dalla Versilia con amore. Hotel Tarabella, Forte dei Marmi

L’albergo risale alla prima metà degli anni Sessanta quando la famiglia Tarabella trasformò in albergo la casa di famiglia. Giunti alla terza generazione come albergatori, i Tarabella hanno ristrutturato e ampliato nel tempo l’edificio alberghiero portandolo a 32 camere con ristorante, ampia area bar, parco esterno con piscina, parcheggio custodito, in una zona residenziale a 150 metri dal mare e a 700 metri dal centro storico di Forte dei Marmi

L'Hotel Tarabella - Copia“Mio padre Ugolino, classe 1926, ha 88 anni portati con brio tutto toscano” esordisce Lilio Tarabella, classe 1955, albergatore a Forte dei Marmi, in Versilia.
“Gli fa bene questionare tutti i giorni con sua moglie, mia madre, con la quale è felicemente sposato da sessant’anni. Finita la seconda guerra mondiale, non gli garbava l’idea di fare il cavatore di marmo, l’unico mestiere possibile all’epoca in questo territorio. Diventò meccanico e andò a lavorare per la Brown Boveri, la società svizzera che si occupava di turbine e trasformatori elettrici. Era molto bravo così gli chiesero se voleva andare a lavorare in Svizzera, presso la casa madre. Mio padre è anche un artista, suonava la fisarmonica e il contrabbasso elettrico: fondò l’orchestra Mille luci che accompagnava i migliori artisti italiani come Adriano Celentano quando si esibivano per la numerosa colonia di lavoratori italiani in Svizzera. Per quasi vent’anni abbiamo vissuto in Svizzera, dove abbiamo imparato il tedesco come seconda lingua. Mio padre si fece conoscere anche per un paio di brevetti internazionali legati al miglioramento dei processi di produzione che consigliò in Brown Boveri. Successivamente aprì anche un piccolo negozio. I soldi guadagnati li inviava a casa, ai suoi genitori, che a Forte dei Marmi acquistarono del terreno in riva al mare, terreno salmastro che all’epoca era giudicato di scarso valore. Vi costruirono la casa di famiglia, piuttosto ampia.”
Nella prima metà degli anni Sessanta in Versilia il turismo che c’era sempre stato ma che era un turismo di élite, divenne un fenomeno progressivamente di massa. Diventò famosa per esempio la Bussola di Sergio Bernardini a Focette (Pietrasanta), fondata nel 1955, dove si esibiva una giovanissima Mina oltre al meglio della canzone italiana e internazionale, da Rita Pavone a Gianni Morandi, da Ray Charles a Louis Armstrong. Sua concorrente è stata anche La Capannina di Franceschi sul lungomare di Forte dei Marmi. La Capannina Franceschi fu aperta addirittura nell’agosto 1929, quando Achille Franceschi, albergatore del posto, allestì un capanno sulla spiaggia, fino ad allora usato da un falegname come rimessa di attrezzi, sistemando tavolini, un bancone per servire bevande e un grammofono a manovella. Entrambi i locali sono ancora in piena attività. Forte dei Marmi e Viareggio si ritrovarono all’interno di un ciclone che trasformò definitivamente questo territorio. “Il nonno chiamò Ugolino: perché non trasformare la loro casa in una pensione? La migliore clientela è quella tedesca, voi il tedesco lo parlate bene, avete conoscenze in Svizzera, perché non sfruttarle per farci conoscere su quel mercato oltre che su quello tedesco?. Mio padre voleva tornare in Italia. La Svizzera è bella, ma dove si è nati è sempre meglio. Così siamo tornati a Forte dei Marmi dove nel 1964 è nato l’Hotel Tarabella, all’epoca una piccola pensione con 8 camere e servizio di ristorazione. Eravamo conosciuti come l’albergo dei tedeschi proprio perché era quella la clientela preminente da noi. I tedeschi si trovavano bene innanzitutto perché parlavamo la loro lingua e comprendevamo meglio le loro esigenze ed aspettative, poi perché fummo capaci di insegnargli ad apprezzare la cucina italiana, così diversa dalla loro. In cucina c’era mia madre, Marisa. I tedeschi erano molto abitudinari: prenotavano da un anno all’altro. Siamo arrivati alla terza generazione di clienti che continuano a frequentare Forte dei Marmi e l’Hotel Tarabella. Io ho studiato alla scuola alberghiera di Marina di Massa quindi ho affiancato i miei genitori prima di subentrare assieme a mia moglie Simonetta dopo il nostro matrimonio che è avvenuto nel 1987. L’anno successivo mi nominarono presidente dell’associazione degli albergatori di Forte dei Marmi, di cui mio padre era stato vicepresidente. Fu la scelta di dare una svolta generazionale all’associazione. Da allora sono sempre stato attivo anche in Federalberghi. Negli anni Ottanta il mercato turistico della Versilia si distribuiva tra tedeschi, svizzeri e italiani. Nel 1988 è nato Matteo, nostro figlio. Nel tempo abbiamo ampliato la costruzione acquistando del terreno all’intorno. Nel 2001 in tre anni abbiamo trasformato il vecchio albergo costruendo un nuovo edificio portandolo a 32 camere, con un bel parco e un’ampia area parcheggio, con una grande piscina esterna. C’era già stato un primo ampliamento negli anni Ottanta, quando avevamo acquistato 1000 metri quadrati di terreno vicino all’albergo. Abbiamo scelto il gres porcellanato per le pavimentazioni di camere e bagni oltre che degli spazi comuni, l’arredo è contemporaneo, chiaro e funzionale, i letti sono grandi e comodi, con materassi con le molle insacchettate, i bagni sono dotati di ampi box doccia e hanno luce naturale. Abbiamo installato i televisori da 32 pollici con i programmi digitali, due grandi televisori sono anche in sala soggiorno, le camere hanno un sistema di accesso con spinotto dotato di transponder che si inserisce in un marsupio per attivare le funzioni elettriche, l’accesso a Internet è gratuito in modalità wifi. Lo chef è calabrese, si chiama Sandro Sità, è molto apprezzato dalla nostra clientela. Proponiamo una cucina toscana e mediterranea innanzitutto, proponiamo il nostro vino biologico oltre ai migliori vini di Toscana. In cucina pratichiamo la cultura del Chilometro Zero affidandoci ai migliori produttori del territorio. In prospettiva, vorremmo ampliare ulteriormente l’albergo salendo alla categoria delle 4 stelle e dotandolo di una Spa. La forza della nostra proposta turistica è il territorio, tranquillo, gradevole. E’ la nostra cultura dell’accoglienza, votata alla soddisfazione del cliente. E’ la capacità di ospitare e far sentire a casa l’ospite che si trasforma in fedeltà da parte della clientela, che continua a venire e si tramanda il testimone attraverso le generazioni. Nel 2005 Matteo, che aveva 17 anni, mi ha annunciato che da grande voleva fare l’albergatore. Così ha deciso di frequentare il liceo scientifico e poi specializzarsi frequentando l’università di Lucca, nella facoltà di Scienza del turismo. Si laureerà quest’anno. L’estate lavorava in albergo, nel resto dell’anno frequentava la scuola, le vacanze di Natale le passava in Svizzera, sul passo del Maloja, in uno dei più begli alberghi d’Europa, l’Hotel Waldhaus a Sils Maria, a 10 chilometri da St. Moritz, gestito dalla famiglia Dietrich, che ne anche proprietaria, giunta alla quinta generazione. L’albergo vanta un secolo di vita. Qui Matteo si è fatto le ossa nei vari reparti dell’albergo, dalla cucina alla sala. Per alcune stagioni ha lavorato come stagista per l’ENIT nell’ufficio di New York. Nel 2013 gli ho passato la titolarità dell’albergo anche se io e mia moglie continuiamo ad affiancarlo alla Reception, in sala e in cucina. La sua generazione deve affrontare ora la sfida del turismo globale, di un turismo che per molti versi ha cambiato pelle e cerca nuovi stimoli a partire dalle SPA e dai parchi a tema, culturali, naturali, sportivi. Il turismo contemporaneo è soprattutto un turismo a tema: Forte dei Marmi in questo senso rischia di essere una destinazione datata anche se di grande prestigio. Ci vogliono nuovi stimoli, nuovi prodotti, una reinterpretazione di ciò che ci ha resi grandi in passato a partire dalla promozione dei grandi artisti che hanno vissuto a Forte dei Marmi. Ci vogliono parchi d’acqua dedicati al benessere che riprendano la tradizione del termalismo che risale ai nostri antenati romani e che in Toscana è assai importante anche per la presenza di numerose fonti termali naturali. Ci vogliono musei multimediali che rileggano il nostro passato rendendolo ancora più attrattivo per le nuove generazioni di turisti italiani e internazionali. Dobbiamo promuovere meglio la nostra cultura enogastronomica che in Toscana è particolarmente pregiata e apprezzata in tutto il mondo.”
BICICLETTA E CUCINA
Lilio Tarabella ha due grandi passioni, l’enogastronomia e il mondo delle corse, nella sala soggiorno esibisce una delle ultime biciclette da corsa utilizzate dal mitico Gino Bartali. Lilio era amico di Vincenzo Torriani, il mitico patron del giro d’Italia, coltiva l’amicizia con uno dei figli di Vincenzo, Marco. Nel 1910 Alberto Cougnet (1850-1916) scrisse un famoso trattato in due volumi, “L’arte cucinaria in Italia. Trattato tecnico pratico e dimostrativo della cucina italiana e delle principali straniere applicabile a qualsiasi servizio, sia per cucina di lusso che per quelle d’albergo e di famiglia compilato per iniziativa del Circolo Gastronomico Milanese dal Cav. Alberto Cougnet”.
“Con Marco siamo riusciti a trovare a Napoli una delle tre copie ancora esistenti” spiega Lilio Tarabella. “Il fratello di Cougnet, Armando, fu il vero ideatore e fac totum del Giro d’Italia fin dalla sua fondazione e fino al 1948. Fu lui che nel 1931 decise di istituire per il leader della corsa un simbolo che lo rendesse riconoscibile a prima vista in mezzo al folto plotone. Fu così introdotta la maglia rosa, che venne vestita da Learco Guerra per primo, al termine della prima tappa del Giro del 1931 tra Milano e Mantova.
Un nostro progetto è il piatto forte indirizzato al mondo del ciclismo non agonistico.”
L’Hotel Tarabella si trova al centro di un grande quartiere residenziale con alberi secolari che danno l’impressione che l’hotel si trovi all’interno di un parco. L’albergo dispone di un giardino con piscina, dotata anche di un impianto a corrente d’acqua alternata. Per i momenti di svago, l’albergo mette a disposizione un tavolo da biliardo, un biliardino, un tavolo da ping-pong, una sala proiezione e una sala giochi per bambini attrezzata con le console X-box 360, Nintendo Wii e Playstation 3 e 4. Vengono organizzati inoltre corsi di nuoto in piscina e di vela per i bambini oltre al servizio di baby sitter.
L’hotel si trova a circa 150 metri dalla spiaggia, e a 700 metri dal centro di Forte dei Marmi.
L’albergo è stagionale: apre per cinque mesi da fine aprile a fine settembre.

Scheda albergo
Hotel Tarabella
3 stelle
Viale Versilia 13-b – 55042 Forte dei Marmi (LU) – Italy
Tel. +39 0584787070
Fax +39 0584787260
SKYPE: tarabellahotel
matteo@tarabellahotel.it
tarabellahotel@pec.it
Proprietà e gestione: Famiglia Tarabella
Camere: 32
Ristorante
Bar
Parco
Piscina all’aperto
Parcheggio custodito

Forte dei Marmi
Forte dei Marmi il 26 aprile del 2014 ha festeggiato i suoi primi 100 anni come Comune. Forte dei Marmi è un piccolo borgo turistico di soli 7600 residenti che d’estate si moltiplicano non poco anche se restano relativamente dispersi nelle splendide vilette a un solo piano che costellano il territorio alle spalle della lunghissima striscia di sabbia che caratterizza la costa della Versilia praticamente dal confine con il territorio ligure di La Spezia fino all’Alto Lazio. In passato il territorio compreso tra il mare e le pendici dei monti che salgono verso l’Appennino era paludoso e malarico. Vi pascolavano gli armenti mentre pellegrini e mercanti si muovevano lungo la dorsale dei monti seguendo l’antica via Francigena che collegava Roma con il continente europeo seguendo la dorsale appenninica stando parallelo al Mar Tirreno. Furono i Medici come Granduchi di Toscana a inurbare questo spicchio di territorio al fine di portare al mare i marmi che venivano cavati sulle Alpi Apuane. I Medici diventarono padroni delle cave nel 1515, nel 1788 il duca Leopoldo fece costruire sulla costa un fortino per difendere il molo dove venivano imbarcati i preziosi marmi che a partire dal Rinascimento erano giudicati i migliori in assoluto per realizzare i gruppi marmorei che hanno reso celebri Firenze quanto Roma. Michelangelo Buonarroti era di casa da queste parti ogni volta che si recava nelle cave per scegliere il marmo che spesso aiutava anche a cavare materialmente dalla montagna. Il fortino serviva a proteggere gli abitanti del luogo e le operazioni di imbarco dei marmi dalle razzie dei corsari algerini, i Barbareschi, che dalla loro sede di Algeri gestivano vere e proprie flotte di pirati. Il commercio di esseri umani e il furto erano attività assai lucrose che alimentavano l’economia del Nordafrica da parecchi secoli e che sarebbero cessate definitivamente solo nel 1830 quando i Francesi sbarcarono ad Algeri e trasformarono quei territori in una loro colonia di sfruttamento. I Francesi vi sarebbero rimasti fino al 1963.
Forte dei Marmi crebbe all’ombra del commercio dei marmi e della protezione medicea. Negli anni tra le due guerre mondiali Forte dei Marmi fu scoperta dalle élite industriali e aristocratiche dell’epoca, di cui la famiglia Agnelli è stata di certo la più nota. E’ a Forte dei Marmi che nel 1937 è nata la principessa Paola Ruffo di Calabria, dal 1993 al 2013 Regina del Belgio.
La spiaggia di Forte dei Marmi è interamente composta da sabbia finissima di color oro. Il mare in certi periodi dell’anno, e comunque con l’ausilio di correnti marine favorevoli risulta relativamente limpido e trasparente anche fino al largo, non trovando batimetriche oltre i 4-5 metri di profondità sino a oltre 500 metri dalla riva. Le Alpi Apuane, che caratterizzano l’orizzonte nell’entroterra, propongono la visita delle cave e un artigianato assai suggestivo legato alla lavorazione del marmo. Da non mancare la visita del Duomo di Carrara.
Forte dei Marmi si trova a soli tre chilometri dall’uscita Versilia del casello dell’autostrada A12 che collega la Liguria con il Lazio e della Firenze Mare per chi arriva da Sud. L’aeroporto di Pisa dista 20 chilometri.

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