Vincenzo Bianconi, Ospitalità Bianconi, Norcia

Essere Unici. Originali. Cosmopoliti

La famiglia Bianconi è presente a Norcia dal 1850, è proprietaria e gestisce tre alberghi tra cui il prestigioso Palazzo Seneca, affiliato ai Relais & Chateaux, il cui ristorante Vespasia lo scorso anno è stato insignito della prima stella Michelin, diversi ristoranti e un paio di negozi di prodotti tipici del territorio. Vincenzo Bianconi è stato presidente dei giovani albergatori di Federalberghi, è presidente di Federalberghi Perugia e di Relais & Chateaux Italia
La famiglia Bianconi. Vincenzo è il primo da sinistra
La famiglia Bianconi. Vincenzo è il primo da sinistra

Il terremoto del 24 agosto del 2016 ha dato paradossalmente una incredibile visibilità a Norcia perché non ci sono state conseguenze causate dal sisma nonostante che Norcia disti solo una ventina di chilometri da Amatrice dove il terremoto ha distrutto un intero paese. La nostra storia sismica conosciuta risale ad almeno 500 anni. Da allora gli edifici pubblici e privati sono stati ristrutturati in maniera antisismica e i risultati si sono potuti vedere proprio quest’anno. Abbiamo avuto tempo e modo per riflettere sui nostri errori e porvi rimedio. Ogni volta è iniziata una ricostruzione che cercava di tenere conto della lezione introducendo nuove accortezze nel modo di costruire, nuove tecnologie edilizie. Finalmente sembra che ci siamo riusciti. Quando è avvenuto il sisma, Norcia era al massimo della sua capienza turistica con 18.000 ospiti presenti nella nostra valle. Non c’è stato neppure un ferito. Questo è stato un messaggio importante per l’intera Italia, che è sismica da Nord a Sud, da Est a Ovest. Noi siamo in zona T1, buona parte di Roma è in zona T2. Il Colosseo è un ricordo permanente di un terremoto che lo spaccò in due in passato. Ha poca importanza dividere il territorio in zone di diverso rischio sismico, l’intera penisola deve essere messa in sicurezza. E lo si può fare. Noi siamo in una area a elevato rischio sismico, eppure il sisma non ha provocato danni. Quel che conta è come si interviene, con quale serietà, con quali controlli. Norcia è in una zona sismica come Los Angeles, come Tokio, eppure la gente viaggia e ci va perché è convinta che siano territori diventati sicuri grazie alle leggi e agli interventi di prevenzione. Lo stesso è accaduto a Norcia e ciò costituisce una sicurezza per i nostri ospiti. Gli stranieri soprattutto lo hanno capito infatti anche all’indomani del sisma abbiamo avuto famiglie di stranieri, brasiliani, francesi, americani tedeschi, inglesi, che sono venuti tranquillamente a Norcia per trascorre un periodo di soggiorno. Ci hanno sorpreso e rassicurati. Abbiamo ospitato molti giornalisti che sono venuti da tutto il mondo per studiare da vicino il fenomeno Norcia. Giornalisti delle televisioni giapponesi sono giunti a definire il nostro sindaco come il primo sindaco giapponese d’Italia. Un complimento davvero importante. Ingegneri per esempio dei Balcani, dove i terremoti hanno lasciato ricordi di morti e distruzioni, sono venuti per capire perché palazzi che hanno molti secoli di vita non hanno avuto alcuna crepa. In Giappone, che i bombardamenti della seconda guerra mondiale hanno letteralmente spianato, non esiste un edificio anteriore a quel periodo. Da noi all’opposto tutti gli edifici sono antichi. Noi per la nostra parte, scossa o non scossa tellurica, abbiamo mantenuto inalterati i ritmi del servizio, l’ora in cui serviamo le colazioni, i pranzi, le cene. Abbiamo operato con la massima imperturbabilità. Questo è stato il nostro messaggio ed è stato recepito con grande entusiasmo. Grazie a Internet e ai social, questo messaggio è stato trasmesso worldwide con la stessa velocità delle onde sonore emesse dal sisma. La famiglia Bianconi è presente a Norcia dal 1850 sia come albergatori che come ristoratori. Abbiamo vissuto il terremoto come gli altri cittadini di Norcia. Scossa alle 3,30 del mattino, controllo che la famiglia stesse bene poi dalle 3,45 negli alberghi per interagire con gli ospiti, controllare lo stato degli edifici, quindi inizio della giornata lavorativa come tutti i giorni, con la prima colazione che inizia alle 7 del mattino e la cena che termina verso mezzanotte.

Norcia. Una comunità solidale
Come imprenditori nei nostri alberghi, ma anche come cittadini nelle nostre case, a partire dagli anni Ottanta abbiamo applicato le normative antisismiche che via via sono state elaborate, abbiamo applicato le tecniche e le tecnologie che sono state sviluppate nel settore edilizio e ciò ci ha consentito di sentirci tranquilli nel caso di un evento come quello del 24 agosto del 2016. A Palazzo Seneca, che è un imponente edificio nobile del 1500, nel corso della ristrutturazione abbiamo applicato al manufatto una sorta di rete metallica tenuta insieme con tiranti in acciaio, il tutto è invisibile all’esterno ma è estremamente funzionale per sopportare le onde sussultorie di un eventuale terremoto. Abbiamo operato come comunità, non solo come singoli, utilizzando sempre ditte locali. Ciò crea un legame umano con chi opera che va oltre l’appalto ma persiste nel tempo. Se chi lavora lo fa male, non rispettando le normative, utilizzando materiali non idonei, in caso di un crollo, di un dramma, dovrà convivere nello stesso territorio, nello stesso paese, con le vittime della sua negligenza. I suoi figli frequenteranno la stessa scuola di chi ha avuto un dramma famigliare causato dal suo operato. Ciò crea un forte legame e un forte senso di responsabilità reciproca in tutta la comunità che vive a Norcia e nella sua valle. E’ un forte elemento di deterrenza. Funziona. C’è la consapevolezza della ciclicità degli eventi sismici che possono colpire chiunque. Questa consapevolezza è molto forte in chi abita in questo territorio. La nostra è una comunità molto unita e solidale. Ciò si è rivelato un elemento di forza e di successo anche nel turismo dove è fondamentale operare come un insieme e non come singoli divisi e frazionati. Il 2016 per Norcia è stato un anno record, almeno fino al 24 agosto, il giorno del terremoto del Centro Italia che ha avuto inevitabili conseguenze negative nell’immediato anche per noi. Fino al 23 agosto avevamo registrato un incremento del 10 per cento su base annua. Norcia, la sua valle, il parco naturale dei Sibillini si sono affermati come destinazione turistica emergente per definizione. Il nostro è un prodotto turistico omogeneo e armonico. Stiamo cavalcando trend turistici che hanno in comune parametri di unicità, naturalità, sincerità che affondano le radici in centinaia di anni di storia e nello stesso tempo si proiettano verso il futuro, verso i bisogni antropologici dei tempi in cui viviamo. Quali sono gli elementi cardine della nostra offerta? La natura, con un parco nazionale di altissima qualità, l’enogastronomia con una tradizione importante, e con nuovi piccoli produttori che si stanno proiettando verso il futuro lavorando sempre di più e sempre meglio sulla filiera corta dell’eccellenza certificata e garantita, abbiamo un’offerta ristorativa che va dal mangiare più tradizionale – siamo la patria della norcineria – a quello più creativo e sofisticato certificato dalle migliori guide nazionali e internazionali: dal 2015 il ristorante Vespasia di Palazzo Seneca vanta la stella Michelin. Norcia rappresenta una valenza mistica e spirituale indiscutibile per la presenza dei monaci benedettini: Norcia ha dato i natali a Benedetto, patrono dell’Europa, oltre 1500 anni fa. I benedettini anche per la loro formazione culturale oltre che spirituale interagiscono da sempre con il mondo anche attraverso momenti di contemplazione individuale che attirano a Norcia personaggi da tutti i continenti, credenti e non credenti. Abbiamo un patrimonio artistico importante a partire dalla struttura urbanistica di Norcia, città murata nata ben 600 anni prima di Roma, per arrivare alle opere d’arte che vi sono conservate. Ci sono tante piccole gemme culturali e storiche disseminate nella nostra valle. Tutto ciò ci consente di proporci in una vasta gamma di forme di turismo, da quello outdoor legato al deltaplano, al parapendio, alla mountain bike come al ciclismo su strada, al trekking e al Nordic Walking, al rafting, alla canoa, alla pesca, il tutto declinato in un ambiente naturale silenzioso, armonioso, con proposte enogastronomiche indubbiamente interessanti. Chi fa sport in mezzo alla natura coglie più facilmente anche la declinazione spirituale di un luogo: ossigena la mente oltre che il corpo. Il turismo gastronomico è stato il primo turismo di Norcia, basato all’inizio sulla salsiccia, evolutosi in forme decisamente più sofisticate ma sempre legate alla tradizione e al territorio. Norcia è diventata per esempio la capitale italiana del tartufo nero oltre che delle lenticchie di Castelluccio. La nostra gastronomia si è bipartita in due direzione: gli amanti goderecci della salumeria, della norcineria, dei formaggi, con il ritorno alla filiera corta attraverso per esempio il recupero dell’allevamento del maialino cinturello, rappresentato nei quadri dedicati a sant’Antonio in tutte le chiese della nostra valle, un maiale nero con una caratteristica striscetta bianca. L’altro filone riguarda i cultori della cucina vegana, vegetariana, biologica, che a Norcia e in questa valle trovano prodotti e tradizioni non meno orientate a una cucina salutistica in cucina quanto biologica nel terreno dove sono coltivate le materie prime. E’ una cucina che ha saputo rivalutare l’uso delle lenticchie, del farro, della cicerchia, della rovelia, dei fagioli. Ricerca e qualità sono alla base di tutte queste offerte, che si rifanno decisamente alla tradizione o che siano influenzate dai nuovi trend alimentari. E’ una gastronomia che diventa esperienziale anche attraverso corsi di cucina realizzati direttamente nelle cucine high tech dei ristoranti o in case di privati o in laboratori di alcuni produttori. Il turismo esperienziale a Norcia si sposa con un ambiente di qualità e con i valori benedettini legati al rispetto delle persone, della comunità, del territorio. Ciò ci ha permesso di mantenerci integri come comunità e come ambiente e nello stesso tempo di proiettarci nel mondo sposando i valori di questa piccola valle con quelli dell’intero pianeta. La consapevolezza del proprio Genius Loci è indispensabile per essere anche cosmopoliti nel modo di porsi verso gli altri, da qualunque posto vengano, qualunque lingua o religione pratichino.
La spiritualità benedettina di Norcia attira persone da tutto il pianeta, di qualunque censo sociale, l’eccellenza ambientale del territorio fa lo stesso, idem la tradizione gastronomica. Norcia è visitata da un turismo di elevato valore aggiunto proprio perché offre prodotti assai ben mirati e nello stesso tempo variegati, per colui che cerca una rinascita spirituale come per chi vuol godere della incredibile fioritura primaverile di Castelluccio o vuol assaporare gli impagabili tartufi neri di Norcia o vuol partecipare a uno dei numerosi eventi che la nostra comunità organizza durante l’anno conditi da buon vino e ottima birra artigianale, assaporando i non meno impagabili panini imbottiti con il salame piuttosto che con il formaggio. Per chi cerca atmosfere veramente antiche c’è la compieta al tramonto, la messa cantata in latino da parte dei monaci che è ossigeno per il cervello oltre che per l’anima, anche per chi non è credente. Dura mezz’ora. E’ un immergersi in tempi davvero lontani, ancestrali, affascinanti. Ha un risvolto assai interessante anche per i professionisti che cercano nuove forme di concentrazione psicologica, di interiorizzazione psichica. Steve Jobs andò a meditare in India da giovane. Frequentò la meditazione tutta la vita e gli servì anche come imprenditore. Lo stesso accade a Norcia. Ci sono aziende olandesi che si sono approcciate a Norcia con questo spirito che è sia spirituale che aziendale. E’ risultato molto efficace sia per imprenditori che professionisti e creativi provenienti da tutto il mondo. Ci sono aziende che si sono specializzate in questo segmento di mercato molto esclusivo.

Il futuro è nel Genius Loci
Norcia non è destinata a un turismo di massa. La sua vocazione è per un variegato turismo di nicchia. Dal turismo spirituale a quello godereccio a quello sportivo a quello ambientale, che spesso dialogano e raramente entrano in conflitto, Norcia si propone come una destinazione turistica cosmopolita per i valori, antropologicamente elitaria per la sua capacità di selezionare le sensibilità e le scelte di coloro che la sanno apprezzare. E’ un trend in crescita ma ha anche una limitazione oggettiva nelle dimensioni del territorio, del parco naturale, della ricettività stessa che viene proposta sul territorio. Noi per esempio abbiamo scelto nel corso dei decenni di segmentare la nostra offerta con tre alberghi, due di fascia media, uno di fascia lusso, portando a Norcia due marchi internazionali, Best Western e Relais & Chateaux, che hanno aiutato a migliorare la visibilità della destinazione senza compromettere le dimensioni dell’offerta. Il piano regolatore di Norcia è la garanzia che Norcia non crescerà ulteriormente dal punto di vista dell’offerta quantitativa. Noi si lavora sulla qualità, certificata e garantita. Sull’eccellenza. Sulla promozione di prodotti turistici che parlano tutte le lingue del mondo con una forte identità locale, il Genius Loci di Norcia. Norcia è unica e tale resterà nel tempo. In fin dei conti dovrebbe essere il paradigma del turismo italiano, dei suoi 20.000 borghi storici, di una biodiversità storica, culturale, naturale che è veramente unica sull’intero pianeta e ce lo raccontano i nostri ospiti stranieri. La nostra è una sfida possibile, dovrebbe diventare la sfida dell’intero Paese. Dobbiamo essere unici, originali ma anche cosmopoliti nella comunicazione e nella promozione. Intervisto personalmente tutti coloro che vengono in albergo per capire perché sono venuti, come ci hanno trovato, come si trovano. Anche nella scelta di un brand come Relais & Chateaux abbiamo individuato innanzitutto la coerenza tra la nostra scala di valori e quella di questo consorzio internazionale. Non ci siamo limitati ad aderire al marchio, ne siamo diventati attori e protagonisti. Attualmente sono il presidente di Relais & Chateaux Italia. Ciò mi consente di confrontarmi quotidianamente con i miei colleghi in Italia e nel mondo, di partecipare alla promozione e allo sviluppo del marchio. Relais & Chateaux da due anni ha assunto un proprio Manifesto Etico legato soprattutto al settore food, centrale in quel brand. Il senso di responsabilità che bisogna assumere se si vuole fare ospitalità e ristorazione di qualità, di eccellenza, nei confronti del territorio, dei produttori, degli ospiti. Continueremo a muoverci su questa strada a Norcia anche con gli altri alberghi di Ospitalità Bianconi. In passato con mio fratello Federico avevamo avuto la tentazione di uscire da Norcia e assumere la gestione di alberghi in altre località, in Italia e all’estero. Poi ci siamo resi conto che la nostra forza nasceva proprio dalle nostre robuste radici locali, dalla nostra storia, che è quella della nostra famiglia come del territorio. Così abbiamo deciso che era più corretto far venire il mondo da noi che andare noi nel mondo. Questo è ciò che definisco essere cosmopoliti: cittadini del mondo che al mondo offrono la loro particolare esperienza, la loro forte identità locale. Il nostro prodotto turistico è disegnato su misura dell’ospite che soggiorni in un albergo di fascia media come in un albergo di fascia più elevata. Esiste un ulteriore aspetto che è diventato centrale nella nostra vita con il passare degli anni: far parte di una comunità unita e solidale, con valori condivisi e il senso della responsabilità per la propria storia consente di vivere una vita familiare più piena e armoniosa. Anche questo è Norcia per noi. E’ la più grande lezione che ci hanno insegnato i nostri genitori e che noi figli abbiamo messo in discussione prima, accettato e interpretato poi con la massima convinzione. La vita è fatta di valori. Viverli laddove sono nati e li ritrovi ogni giorno è qualcosa di unico e impagabile.

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