Federalberghi: urge intervento per sommerso e sicurezza

Il sommerso nel turismo è giunto a livelli di guardia, che generano una minor sicurezza sociale e il dilagare indiscriminato dell’evasione fiscale e del lavoro in nero” è il grido di allarme di Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, in commento ai risultati di un’indagine commissionata Incipit Consulting.

Airbnb

I dati evidenziano che il numero di alloggi venduti in Italia sul portale Airbnb ha subito una crescita esponenziale (176.870 ad ottobre 2015 contro 234 nel 2009) cui non corrisponde un analogo aumento delle attività extralberghiere ufficialmente autorizzate. Inoltre, in barba alle leggi che obbligano il gestore a risiedere all’interno del b&b, la stragrande maggioranza degli affitti proposti riguardano l’intera proprietà (72,5% dei casi) e gli inserzionisti spesso gestiscono più di un alloggio (57%), talvolta centinaia.

“I numeri dunque smentiscono la ‘favoletta’ del gestore che accoglie l’ospite in casa propria” sottolinea Bocca “Il consumatore è ingannato due volte: viene tradita la promessa di vivere un’esperienza autentica e vengono eluse le norme poste a tutela della salute e della sicurezza. Né può essere sottaciuta la responsabilità delle piattaforme online, che adottano una posizione pilatesca e fanno finta di non vedere il traffico sospetto che transita attraverso i propri canali”.

“Inoltre, si pone con tutta evidenza un problema di evasione fiscale e di concorrenza sleale, che danneggia tanto le imprese turistiche tradizionali quanto coloro che gestiscono in modo corretto le nuove forme di accoglienza”.

“A livello europeo molti Paesi si stanno muovendo per sconfiggere le degenerazioni della sharing economy nel turismo” conclude Bocca. “Tocca ora all’Italia dare un segnale importante, dettando regole ed istituendo controlli volti ad azzerare l’illegalità in uno dei settori tra i più importanti per l’economia del Paese”.

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