Hotel Domani

Il turismo internazionale in Italia nel 2015

Nel 2015 secondo i dati della Banca d’Italia relativi all’incoming (ai fatturati e ai pernottamenti generati da turisti stranieri in Italia) questi sono stati i primi 10 Paesi da cui sono arrivati i nostri ospiti:
1. Germania 5,469 miliardi di euro 62,562 milioni di pernottamenti
2. Stati Uniti d’America 4,305 miliardi di euro 29,808 milioni di pernottamenti
3. Francia 3,549 miliardi di euro 35,483 milioni di pernottamenti
4. Regno Unito 2,934 miliardi di euro 26,857 milioni di pernottamenti
5. Svizzera 2,354 miliardi di euro 15,374 milioni di pernottamenti
6. Austria 1,517 miliardi di euro 14,986 milioni di pernottamenti
7. Spagna 1,144 Miliardi di euro 14,567 milioni di pernottamenti
8. Australia 1,097 miliardi di euro 8,581 milioni di pernottamenti
9. Olanda 1,032 miliardi di euro 11,889 milioni di pernottamenti
10. Canada 988 milioni di euro 7,699 milioni di pernottamenti
11. Russia 882 milioni di euro 6,142 milioni di pernottamenti

Una prima riflessione. Stati Uniti e Australia, per la distanza che devono percorrere per venire in Italia, generano turisti a più elevato valore aggiunto (che spendono di più durante il loro soggiorno) che amano soggiornare e possono farlo negli alberghi di fascia superiore (soprattutto lusso). Il turismo di massa americano e australiano quando va all’estero sceglie mete più vicine o più economiche (Caraibi per gli americani, Cuba nel prossimo futuro) l’Asia e le isole del Pacifico per gli australiani.
Una seconda riflessione. Il Regno Unito nel quinquennio 2011-2015 è passato da 2,135 miliardi a 2,934 miliardi di euro da 21,16 milioni a 26,857 milioni di pernottamenti. Quale incidenza negativa avrà su queste cifre la Brexit?
Terza riflessione. Le sanzioni imposte alla Russia hanno avuto un impatto assai negativo sul nostro incoming. Nel 2014 il fatturato prodotto dai turisti russi era arrivato a 1,363 miliardi di euro, l’anno scorso è crollato a 882 milioni di euro. I pernottamenti erano arrivati a 8,434 milioni nel 2014, sono crollati a 6,142 milioni lo scorso anno.
Quarta riflessione. L’incoming italiano dopo la crisi post 2008, si è ripreso velocemente macinando cifre in continuo crescendo: 30,891 miliardi di euro nel 2011, 32,056 miliardi di euro nel 2012, 33,064 miliardi di euro nel 2013, 34,240 miliardi di euro nel 2014, 35,556 miliardi di euro nel 2015. L’effetto EXPO Milano 2015 probabilmente è stato più significativo nei confronti del mercato interno italiano e per una sola destinazione, Milano per l’appunto, dove coloro che comunque avevano già deciso di venire in Italia hanno programmato un passaggio.
Quinta riflessione. L’Europa orientale ex comunista è diventata un buon cliente per l’Italia. La Polonia si è attestata oltre i 600 milioni di euro (raggiungendo il Belgio, nostro tradizionale, affezionato cliente), la Repubblica Ceca oltre i 400 milioni di euro (superiore a un altro Paese che ci ama da sempre, la Danimarca), la Romania è oltre i 300 milioni di euro, buone performance, considerata l’esiguità della popolazione, anche per Croazia, Slovenia e Ungheria affiancandosi ad altre popolazioni relativamente esigue, nostre tradizionali affezionate, come quelle svedesi, norvegesi e finlandesi.
Sesta riflessione. Dal Sud America è in continua crescita l’ospite argentino (arrivato a 391 milioni di euro), è raddoppiato quello brasiliano (arrivato a 634 milioni di euro).
Settima riflessione. L’Asia è il presente nel peso che ha assunto nell’economia globale, è per molti versi ancora il futuro per il nostro incoming. Il Giappone è in grande ripresa: è passato da 514 milioni di euro nel 2011 a 755 milioni di euro nel 2015. La Cina dopo essere arrivata a quota 468 milioni nel 2014 è scesa a 387 milioni di euro nel 2015. Mancano sia i voli diretti che una politica di rilascio dei visti perlomeno analoga a quella tedesca. La Cina è vicina dal punto di vista economico, è ancora lontana dal punto di vista turistico. L’India resta un Paese lontano con 258 milioni di euro.