Tribuna Stampa

La Cultura Che Crea Ricchezza

Bacini Culturali & Economia

 

 

Il “Giovane” di Mozia, scultura greca di 2500 anni fa ospitata nel Museo di Mozia, l’isola antistante Marsala, in Sicilia

Nel 1988 il capo dello Stato francese, François Mitterrand, decise di trasformare il museo nazionale del Louvre di Parigi nel più grande museo del mondo: tra l’altro affidò all’architetto cinoamericano Ieoh Ming Pei la costruzione della Piramide in acciaio e cristallo nel cortile interno dei palazzi delle Tuileries che ospitano il museo. I numeri gli hanno dato ragione: nel 2011 8,9 milioni di visitatori da tutto il mondo hanno speso 50 milioni di euro solo per i biglietti. Il fatturato del Louvre, www.louvre.fr, ammonta a 94 milioni di euro (compreso il merchandising) cui vanno aggiunti altri 116 milioni versati dallo Stato. In totale si tratta di una dotazione di 210 milioni di euro. 108 milioni di euro rappresentano il costo dei 2100 collaboratori del museo, 60 milioni di euro rappresentano gli investimenti per ampliare e impreziosire le collezioni presenti. Quanto rende il Louvre alla Francia e a Parigi in particolare? Centinaia di milioni di euro.

Gli è vicino il Metropolitan Museum of Art di New York, www.metmuseum.org, che nel 2011 con 5,7 milioni di visitatori ha incassato 226,2 milioni di dollari (174 milioni di euro). Il Metropolitan ha anche registrato un surplus di 1,3 milioni di dollari. Gli incassi diretti (biglietti, abbonamenti, merchandising) sono ammontati a 83,9 milioni di dollari (64,5 milioni di euro, +6,5 milioni di dollari rispetto al 2010 pari a un +8.4%).

Altro colosso museale è il British Museum di Londra. Il report ufficiale del museo, www.britishmuseum.org, per il 2011 dichiara 5,9 milioni di visitatori ed entrate per 95,091 milioni di sterline pari a 117 milioni di euro. Il museo britannico vanta un attivo patrimoniale di ben 583,094 milioni di sterline (717 milioni di euro). Nel Report del British Museum di Londra sono illustrati fin nel minimo dettaglio anche gli stipendi dei manager compresi gli accantonamenti pensionistici.

Identica situazione di trasparenza per il Museo Nacional del Prado di Madrid, www.museodelprado.es, che ogni anno pubblica e mette in Internet un Report assai esaustivo (di ben 348 pagine) con i dettagli sia delle attività del Museo, delle acquisizioni, degli eventi, che le cifre del conto economico: oltre 2,7 milioni di visitatori, un fatturato di 50 milioni di euro di cui oltre 18,6 milioni di euro dai soli biglietti d’ingresso.

 

E l’Italia?

Se provate a cercare in Internet dati simili per qualsiasi museo italiano, dagli Uffizi di Firenze alla Pinacoteca di Brera a Milano, trovate ben poco. Gli Uffizi di Firenze nel 2011 hanno realizzato il loro record storico con 1,766 milioni di visitatori incassando 8,639 milioni di euro dai soli biglietti (fonte Direzione Generale Ministero Beni e Attività Culturali). A quanto ammontano i costi del personale ? A quanto ammonta il merchandising attivato dall’ente? Quant’è l’indotto per la città di Firenze? Mistero. Nel sito ufficiale del polo museale fiorentino, www.uffizi.firenze.it, non esiste nulla in merito. Ci sono i siti dei musei ma non raccontano quanto costano e quanto rendono gli stessi. Sono segreti di Stato! Lo stesso vale per i Musei del Vaticano che con i loro 5 milioni di visitatori dovrebbero fatturare poco meno del British Museum di Londra e avere un patrimonio consolidato di certo non inferiore. Anche qui i dati ufficiali sono del tutto assenti: la Città del Vaticano è una delle ultime monarchie assolute esistenti sul pianeta, immaginarsi se divulga a noi poveri peccatori i sui segreti contabili…

Sempre grazie al Ministero dei Beni Culturali sappiamo che il Circuito archeologico Colosseo e Foro Romano nel 2011 ha registrato 5,391 milioni di visitatori procurando un fatturato diretto di 36,285 milioni di euro. Al secondo posto gli Scavi Vecchi e Nuovi di Pompei con 2,329 milioni di visitatori e 8,639 milioni di euro di fatturato prodotto dalla vendita dei biglietti. Ancora sopra il milione di visitatori c’è la Galleria dell’Accademia di Firenze (1,252 milioni) con un incasso di 6,443 milioni di euro. Sfiora il milione di visitatori il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, sempre a Roma, con 981.821 visitatori e un fatturato di 3,191 milioni di euro in biglietti venduti.

Il Museo delle Antichità Egizie di Torino, secondo al mondo dopo quello del Cairo in Egitto, accoglie “solo” 577.042 persone con un incasso di 1,715 milioni di euro. Incassa di più Caserta (Circuito museale Complesso Vanvitelliano Reggia di Caserta) con 2,193 milioni di euro a fronte di soli 571.368 visitatori.

L’asse Firenze-Roma-Pompei-Caserta occupa i primi 11 posti (con l’eccezione di Torino al settimo posto), Milano subentra al dodicesimo posto con il Cenacolo Vinciano (388.796 visitatori, 1,956 milioni di euro di fatturato). Nei primi trenta oltre Toscana (solo Firenze), Lazio (Roma e Tivoli) e Campania (Pompei, Caserta, Ercolano, Napoli, Paestum) ci sono Piemonte (Torino), Veneto (Venezia), Lombardia (Milano, Mantova, Sirmione), Venezia Giulia (Trieste) e Puglia (Castel del Monte ad Andria).

Nei primi trenta posti non c’è alcun sito siciliano (Valle dei Templi, Cappella Palatina di Palermo, Segesta e Selinunte, Villa Armerina), non c’è Reggio Calabria con i Bronzi di Riace. Il primo sito veneziano è al tredicesimo posto, quello napoletano al sedicesimo…

 

Il futuro è Berlino

In Germania a Berlino entro il 2015 verrà creata l’isola dei musei che collegherà tutti i musei esistenti in città da oltre un secolo, rimasti divisi tra Berlino Ovest e Berlino Est dal 1945 fino alla riunificazione dello stato tedesco nel 1990, ristrutturandoli e collegandoli con passaggi diretti. Il polo museale che ne risulterà diventerà il concorrente più temibile per il Louvre di Parigi cui contenderà il primato sia del numero dei visitatori che delle performance economiche. Il complesso, al centro della città lungo le rive della Spree, il fiume che attraversa Berlino, occuperà un’area di un chilometro quadrato di superficie. Disporrà anche di librerie, negozi, caffè, ristoranti.

In Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti i dati statistici e finanziari di tutte le istituzioni culturali sono pubblici e facilmente reperibili in Internet con il risultato di poter valutare anche nel dettaglio sia ciò che fatturano (e i posti di lavoro che creano) che l’indotto che procurano al territorio. I milioni di visitatori dei musei di Parigi, Londra, New York, Madrid e Berlino dormono in albergo, viaggiano con aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, mangiano nei ristoranti, frequentano i bar e i coffee shop, spendono nelle boutique e nei negozi, acquistano libri, stampe, audiovisivi, promuovono le loro esperienze attraverso i twitter, i social network, gli sms telefonici, le email, i blog in Internet. In questi Paesi la cultura non è solo un esercizio retorico per chi va in televisione o scrive sui giornali che l’Italia possiede il più importante patrimonio culturale del pianeta, i famosi Bacini Culturali, è un fantastico business che sposa cultura e finanza producendo ricchezza, posti di lavoro, sapere diffuso.

 

Una ripartenza per il turismo italiano

Egregio Dottor Monti, non basta aumentare l’Iva e le tasse dichiarando ogni volta che lo si fa per innescare lo sviluppo economico se poi i musei, gli scavi archeologici, i beni culturali restano nelle mani di manager professionalmente incompetenti e politicamente irresponsabili. I Sovrintendenti alle Belle Arti che gestiscono musei e scavi archeologici nulla sanno di economia: la materia non faceva parte del loro curriculum scolastico. Nulla sanno di impatto sociale della cultura: loro appartengono a una elite. Se poi non si introduce lo strumento della donazione esentasse a favore dei Bacini Culturali, come avviene altrove. Se poi Stato, Regioni, Province continuano a gestire una quota importante del nostro patrimonio culturale applicando la sola logica dell’assunzione clientelare degli addetti ai lavori senza alcun criterio legato alla professionalità, alla meritocrazia, ai risultati economici prodotti sia dagli investimenti che dalla gestione dei beni culturali stessi. Se poi… il turismo italiano continuerà a essere una sorta di Bella Addormentata che rende assai meno di quanto potrebbe, che rende ancora meno più si va a Sud nonostante che Storia, Clima, Cultura dovrebbero far registrare risultati opposti rispetto al presente.

 

Che cosa fare

Valorizziamo innanzitutto la professionalità. Puntiamo per esempio su personaggi come il professor Silvano Vinceti, presidente del Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni storici, culturali e ambientali (Convab, www.convab.it), impegnato da anni nella ricerca dei resti di personaggi storici come Michelangelo Merisi detto Il Caravaggio, le cui ossa sono state ritrovare nel cimitero di Porto Ercole dove fu frettolosamente sepolto nel 1610. La sua équipe (composta da Giorgio Gruppioni, ordinario di antropologia dell’università di Bologna, dal professor Mallegni, ordinario di microbiologia dell’università di Pisa, dal professor Calcanile dell’università di Lecce, da Luciano Garofano ex responsabile del Ris di Parma, dallo storico e critico d’arte Massimo Marini e da altri esperti) nel maggio 2009 si è messa sulle tracce del più grande e rivoluzionario pittore di tutti i tempi e l’ha ritrovato giusto in tempo per celebrarne degnamente i 400 anni dalla morte nel 2010. Prima ancora l’équipe di Vinceti aveva indagato sulle spoglie mortali del Boiardo, del Poliziano, di Pico della Mirandola. Vinceti si sta occupando del ritrovamento dello scheletro di Lisa Gherardini, colei che dovrebbe essere stata la prima modella di Leonardo Da Vinci per la Monna Lisa e dei segreti che Vinceti ha scoperto sulla tela stessa. I curatori del Louvre sono insorti quasi si trattasse di lesa maestà: la Monna Lisa è loro e solo loro. Non è che gli italiani, dopo il furto di un secolo fa da parte di Vincenzo Peruggia, che la trafugò dal museo nel 1911 portandola in Italia, vogliano rimetterci sopra le mani? Vincenti ricorda amabilmente agli amici francesi che fu la polizia italiana a ritrovarla due anni dopo riconsegnandola ai legittimi proprietari. Le sue intuizioni sono geniali e vale la pena approfondirle.

La mostra itinerante sul Caravaggio (dove Caravaggio stesso era interpretato da giovani attori che ne raccontavano la vita con gustosi gossip) ha riscosso un successo superiore alle previsioni a dimostrazione che quando la cultura viene declinata con intelligenza e senso dello spettacolo si trasforma in evento di massa. E’ quel che accade a Bolzano fin dal 1998 vale a dire da quando è stato inaugurato il Museo archeologico della città incentrato sul ritrovamento della Mummia del Similaun, Ötzi, risalente a 5300 anni fa. Si tratta di un museo archeologico dinamico, multimediale, in continuo divenire. E’ ciò che in Italia si dovrebbe organizzare attorno al nostro immenso patrimonio culturale lasciandoci alle spalle l’atteggiamento da eruditi tipico delle sovrintendenze delle belle arti, che credono che la cultura sia solo ed esclusivamente cosa loro e che “non deve fare soldi” come mi disse uno dei massimi studiosi di Tiziano Vecellio quando gli venne affidata la gestione della mostra dedicata al grande pittore veneziano che si è svolta a Belluno alcuni anni fa. Il cd della mostra fu messo in vendita… l’ultimo giorno della mostra.

Vincenzo Vinceti per fortuna appartiene alla categoria dei curiosi della vita. Lo dico per averlo incontrato personalmente durante un convegno sul turismo a Giulianova Lido, nel Teramano, dove concordammo pienamente sulla necessità di svecchiare l’approccio al turismo e alla cultura nel nostro Paese. Caravaggio, Leonardo e i mille altri personaggi che hanno popolato la nostra mirabile storia meriterebbero un approccio creativo e spettacolare alla loro memoria pari almeno a quello che essi stessi ebbero in vita.

Walt Disney raccontò che attraversò gli anni della Grande Depressione americana degli anni Trenta dello scorso secolo attaccato alla coda del suo topolino, il cui successo al cinema gli evitò la disoccupazione che colpì milioni di suoi connazionali. L’Italia ha una coda assai più robusta e importante cui attaccarsi, la Storia, la Cultura, la Memoria del nostro Paese. Purché sappia trasformarla in Prodotti Culturali Multimediali legandola a un’offerta turistica ad ampio spettro incentrata innanzitutto sull’enogastronomia a Chilometro Zero che ha reso l’Italia una meta enogastronomica ambita al pari di quella turistica, climatica e culturale.

 

 

 
           
                     
Direzione Generale per l’organizzazione, gli Affari generali, l’Innovazione, il Bilancio e il personale Ministero per i Beni e le Attività Culturali Rilevazione 2011 Musei, monumenti e aree archeologiche statali        
           
Top 30 Visitatori Istituti a pagamento        
                     

N.

Denominazione Museo

Codice Circuito Associato (a)

Provincia

Comune

Totale Visitatori

Totale Introiti Lordi (Euro) *

       

1

Circuito Archeologico “Colosseo, Palatino e Foro Romano” (dal 1° dicembre 2007 il  circuito comprende anche il Foro Romano)                              (b)

3

Roma Roma

5.391.978

36.285.097,50

       

2

Scavi Vecchi e Nuovi di Pompei

23

Napoli Pompei

2.329.375

17.735.946,20

       

3

Galleria degli Uffizi e Corridoio Vasariano

 

Firenze Firenze

1.766.692

8.639.244,25

       

4

Galleria dell’Accademia di Firenze

 

Firenze Firenze

1.252.506

6.443.739,25

       

5

Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo

 

Roma Roma

981.821

3.191.787,50

       

6

Circuito Museale (Museo degli Argenti, Museo delle Porcellane, Giardino di Boboli, Galleria del Costume, Giardino Bardini (non statale)                    (b)

4

Firenze Firenze

714.223

2.316.336,50

       

7

Museo delle Antichità Egizie

 

Torino Torino

577.042

1.715.817,50

       

8

Circuito Museale Complesso Vanvitelliano – Reggia di Caserta (Palazzo Reale e Parco di Caserta, Giardino all”Inglese, Museo dell”Opera e del Territorio)

 

Caserta Caserta

571.368

2.193.751,12

       

9

Museo e Galleria Borghese

 

Roma Roma

506.368

2.270.294,00

       

10

Villa d’Este

 

Roma Tivoli

458.710

2.079.148,00

       

11

Circuito museale (Galleria Palatina e Appartamenti Monumentali Palazzo Pitti, Galleria d’Arte Moderna)     (b)

4

Firenze Firenze

406.579

1.987.478,50

       

12

Cenacolo Vinciano

 

Milano Milano

388.796

1.956.990,75

       

13

Gallerie dell’Accademia   Venezia Venezia

329.822

1.393.229,50

       

14

Cappelle Medicee

 

Firenze Firenze

323.579

771.896,00

       

15

Scavi e Teatro Antico di Ercolano

23

Napoli Ercolano

314.421

1.635.459,45

       

16

Museo Archeologico Nazionale

 

Napoli Napoli

294.523

786.296,97

       

17

Scavi di Ostia Antica e Museo

 

Roma Roma

293.845

714.603,50

       

18

Pinacoteca di Brera

 

Milano Milano

287.390

745.148,00

       

19

Palazzo Reale di Torino

 

Torino Torino

284.455

406.288,55

       

20

Grotta Azzurra

 

Napoli Anacapri

269.953

940.062,00

       

21

Templi di Paestum

11

Salerno Capaccio

256.625

537.838,00

       

22

Circuito del Museo Nazionale Romano (Palazzo Massimo, Palazzo Altemps, Terme di Diocleziano, Crypta Balbi)   (b)

3

Roma Roma

251.103

883.974,00

       

23

Circuito Archeologico (Terme di Caracalla, Tomba di Cecilia Metella, Villa dei Quintili)                (b)

3

Roma Roma

246.460

886.416,00

       

24

Museo Storico del Castello di Miramare

 

Trieste Trieste

238.603

494.444,00

       

25

Museo Archeologico di Venezia -Visitabile con biglietto del Percorso museale “I musei di p.zza S.Marco” negli orari previsti

 

Venezia Venezia

234.830

241.716,85

       

26

Area Archeologica di Villa Adriana

 

Roma Tivoli

224.296

716.031,25

       

27

Museo di Palazzo Ducale

 

Mantova Mantova

220.141

659.759,75

       

28

Castel del Monte

 

Barletta-Andria-Trani Andria

205.226

348.811,50

       

29

Grotte di Catullo e Museo Archeologico di Sirmione

 

Brescia Sirmione

199.042

444.336,00

       

30

Museo Nazionale del Bargello

 

Firenze Firenze

197.828

433.106,00

       
                     
* Al lordo dell’eventuale aggio spettante al Concessionario del servizio di biglietteria, ove presente.        
I dati rilevati si riferiscono ai biglietti singoli o cumulativi, emessi rispettivamente per ogni Istituto o Circuito museale. I biglietti cumulativi non sono inclusi in quelli dei singoli Istituti museali componenti il Circuito, in quanto l’indagine ha per oggetto il biglietto venduto e non l’accesso del visitatore, nell’impossibilità di rilevare gli ingressi di quei visitatori in possesso di biglietto cumulativo.        
       
Note:                  
(a) Il numero individua il circuito associato all’Istituto nella tabella allegata.        
(b) Per gli Istituti che compongono questo Circuito è ammesso l’ingresso con il solo biglietto cumulativo.        
                     
                     

 

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