Best Western Albergo Roma, Castelfranco Veneto

La Fenice di Castelfranco Veneto è tornata più bella che mai

Il 16 giugno del 2014 un drammatico incendio obbliga alla chiusura l’albergo più importante della cittadina veneta. Dopo più di due anni il Best Western Albergo Roma di Castelfranco Veneto ha riaperto ristrutturato profondamente con 73 camere, ristorante panoramico all’ultimo piano e Centro benessere al piano interrato. La famiglia Antonello ha confermato il suo motto: Volontà, tenacia e amore per il prossimo
Il Best Western Albergo Roma
Il Best Western Albergo Roma
Le antiche mura di Castelfranco Veneto
Le antiche mura di Castelfranco Veneto

A Castelfranco Veneto è accaduto un miracolo: giovedì 17 novembre 2016 ha ricominciato a lavorare il Best Western Albergo Roma della famiglia Antonello danneggiato in maniera assai grave da un incendio il 16 giugno del 2014, due anni, cinque mesi e due giorni prima. Rino e il figlio Sergio non si sono arresi, classe 1937 il primo, classe 1964 il secondo, hanno ristrutturato l’intero albergo, hanno trasformato il quarto e ultimo piano dotandolo di uno splendido ristorante panoramico sulle mura storiche di Castelfranco, nel piano interrato hanno realizzato un Centro benessere con palestra, sauna, bagno turco, docce, area relax, cabina massaggio. L’albergo è salito di categoria alle 4 stelle. La partenza è stata subito eccezionale grazie alla reputazione di una famiglia che opera a Castelfranco da più di cinquant’anni e a imprenditori eccezionali che hanno sempre investito in innovazione oltre che nella qualità del servizio. L’assicurazione, la Zurich, ha coperto i costi con 3,8 milioni di euro (il primo versamento di 500.000 euro a 72 ore dall’incendio), un altro milione di euro l’hanno investito Rino e Sergio di tasca loro. Il territorio, le aziende, hanno risposto immediatamente. Così si fa quando si è veri albergatori!
I problemi burocratici sono stati il maggior ostacolo che ha provocato oltre un anno di ritardo nella riapertura dell’albergo. Ciò si è tradotto in maggiori costi, legati ai mutui da pagare, al protrarsi del cantiere, ai mancati guadagni, ai posti di lavoro non coperti di cui politica e amministrazioni locali dovrebbero tener conto quando si opera in queste emergenze. Un albergo è innanzitutto un presidio sociale ed economico del territorio oltre che un osservatorio dei cambiamenti culturali dello stesso attraverso il tempo. Favorirne l’insediamento, e meglio ancora il recupero del suo ruolo quando è venuto meno a causa di un evento eccezionale come un incendio, dovrebbe essere una priorità per tutti coloro che vi hanno voce in capitolo, dalle sovrintendenze alle amministrazioni pubbliche. E’ un tema fondamentale per un Paese con un denso tessuto storico diffuso in maniera capillare sul territorio come l’Italia.
L’aspetto positivo riguarda i nuovi servizi che sono stati creati come il ristorante panoramico che aggetta sulle mura guelfe (con le sommità squadrate) di Castelfranco Veneto, la città Natale del Giorgione, uno dei massimi pittori del Rinascimento. Coetaneo di Tiziano Vecellio, l’altro gigante del Rinascimento veneziano, Giorgione morì a Venezia a soli 32 anni nel 1510. Del Giorgione a Castelfranco Veneto in una cappella del Duomo è conservata la famosa Pala di Castelfranco dipinta attorno al 1504.
Un altro splendido servizio è costituito dal Centro benessere che è stato ricavato nell’area del piano interrato che ospitava in precedenza la sala colazioni. Vi sono state installate una palestra con attrezzature TechnoGym, una sauna finlandese, un bagno turco, una sala per ossigenazioni con una grande gigantografia dedicata a un bosco, docce emozionali e una sala relax con chaise long e un’amaca sospesa.
Il ristorante occupa la gran parte del quarto piano, quella che aggetta sulle mura di Castelfranco Veneto. L’ala occidentale del quarto piano è stata riservata a cinque camere realizzate ex novo in stile contemporaneo. Il ristorante si affaccia sulle mura storiche con una vetrata lunga 19 metri, parzialmente mobile per poterla aprire nella bella stagione. Il ristorante può ospitare fino a 150 persone. Un affresco di Alessandro Gatto realizzato sulla parete di fondo illustra in maniera originale lo stato dei lavori durante il cantiere con Rino nella veste di direttore d’orchestra, Sergio con la fidata bicicletta (è un appassionato ciclista) al fianco e il telefonino all’orecchio, gli architetti alle prese con i disegni esecutivi, gli operai e gli artigiani al lavoro, perfino due personaggi che seguono i lavori seminascosti dietro a dei tendaggi: i concorrenti? Nella hall troneggia ancora il guerriero cinese copia in scala uno a uno di uno dei famosi 10.000 guerrieri di terra ritrovati in uno scavo archeologico in Cina e risalenti a oltre 2200 anni fa, la Pala di Castelfranco del Giorgione, la riproduzione digitale su carta da parati di altri dipinti surrealisti di Gatto, un quotato artista di Castelfranco che sta esibendo le sue opere in giro per il mondo, una splendida riproduzione di una cartina geografica del pianeta stampata in Germania nel 1748: ci puoi passare davanti l’intera giornata scoprendo ciò che sapevano e soprattutto ciò che non sapevano gli occidentali giusto alla vigilia della rivoluzione industriale inglese e della formazione dell’impero navale della Gran Bretagna. Federico il Grande di Prussia era re da otto anni e avrebbe fatto parlare di sé l’Europa per altri quarant’anni. Voltaire era all’apice della sua fama. E’ una cartina che merita davvero che ci si soffermi.
Lo Studio di architettura associato Argentin-Daminato di Castelfranco Veneto ha seguito i lavori di ristrutturazione e ampliamento del Best Western Albergo Roma, MaxHotel Contract di Volpago del Montello di Serafino Favero ha curato il recupero e la ristrutturazione degli spazi comuni e di tutte le camere esistenti dell’albergo, Fior Arredamenti di Castelfranco Veneto ha arredato le cinque camere realizzate ex novo al quarto piano, VDA ha ripristinato la domotica dell’albergo e aggiunto il controllo degli accessi negli ascensori affinché chi sale al ristorante del quarto piano non possa fermarsi ai piani delle camere (dal primo al terzo) se non è un ospite abilitato.
“Per realizzare il ristorante al quarto piano abbiamo ridotto il numero complessivo delle camere che sono passate da 82 a 73” spiegano Rino e Sergio Antonello. “Con la realizzazione del ristorante e del Centro benessere, completiamo la gamma dei servizi offerti dall’albergo e saliamo alla categoria delle 4 stelle, che ci era già stata proposta ma per la quale non eravamo pronti non disponendo di questi servizi. Oggi siamo coerentemente pronti per ospitare una clientela che voglia disporre di un albergo completo sia che giunga a Castelfranco Veneto per affari piuttosto che per turismo. Castelfranco è di per sé una destinazione turistica sia per la bellezza del borgo murato che per il territorio che ci circonda con Venezia a 45 chilometri e Vicenza, Padova, Treviso, Cittadella, Marostica e Bassano del Grappa ancora più vicini. La stessa Cortina d’Ampezzo, perla delle Dolomiti, è a soli 140 chilometri di distanza.”
Chef del ristorante è Walter Pegoraro, giovane cuoco con un notevole talento, profondamente radicato nella cucina del territorio. Classe 1977, scuola alberghiera a Castelfranco, Walter ha lavorato nei migliori ristoranti del territorio. Da provare il suo risotto al radicchio con amarone. Bravissimo anche a guarnire i piatti. Grissini e crackers per la cena, le torte per la prima colazione sono preparate direttamente nella cucina dell’albergo. Ottima anche la cantina incentrata soprattutto sui prestigiosi vini del territorio veneto.
In albergo lavorano Sergio Antonello, che dal gennaio 2017 è diventato il titolare dell’albergo, la moglie Lucia Bado, le nipoti di Rino, Lisa e Alice. La famiglia Antonello nella migliore tradizione ha trasmesso il testimone da una generazione all’altra preparando quella successiva attraverso la gavetta del lavoro in prima linea a diretto contatto con gli ospiti. La prima università, in albergo, è saper servire a tavola nel ristorante, saper accogliere gli ospiti alla Reception, saper progettare l’ospitalità attraverso una comunicazione empatica, sempre.
“La qualità paga e ripaga, sempre” è la convinzione che ha accompagnato Rino Antonello in tutta la sua avventura professionale iniziata servendo ai tavoli della rosticceria a Roma prima, a Castelfranco Veneto poi quando papà Andrea e mamma Assunta rilevarono la gestione dell’Albergo Roma. Oggi è la filosofia professionale del figlio Sergio.

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here