Palace Hotel, Como

La Storia sul Lago di Como

Como è città antichissima con uno splendido impianto cittadino medievale. Sul Lungolago, a 100 metri dalla stazione ferroviaria, dall’imbarcadero e dalla partenza della funicolare per Brunate, nel 1992 riaprì i battenti il Palace Hotel che era stato inaugurato una prima volta nel 1898 come Grand Hotel Plinius. Il Palace Hotel si avvale di un’ala del tutto nuova, l’Ala Pianella, che include camere e ristorante. Acquisito come gestione dal Gruppo Villa d’Este, l’edificio Plinius è stato profondamente ristrutturato nel 2014. Il Palace Hotel propone 94 camere, ristorante, Centro congressi

Ceccato_03Como e il suo lago, celebrato da Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi, avevano una vocazione turistica antica, che risaliva ai Romani, che a fine 1800 si stava rinnovando grazie al ruolo centrale che i laghi ebbero nella Belle Époque. Il lago era costellato di splendide ville, la città e il territorio stavano conoscendo un interessante sviluppo industriale all’insegna dell’industria della seta. Inoltre, Como dista meno di 50 chilometri da Milano, la capitale industriale della Pianura Padana. Molti i ricchi milanesi con villa a Como o sul lago, fenomeno favorito dal collegamento ferroviario che a partire dagli anni Ottanta del 1800 raggiunse il lago con collegamenti sempre più rapidi e frequenti. Le Ferrovie Nord Milano nel 1889 avevano ottenuto la gestione e l’esercizio della Como-Laveno. Il tronco Grandate-Saronno fu costruito dalla società ferroviaria milanese allo scopo di rendere più rapidi i collegamenti ferroviari tra Como a Milano, sostituendo l’allora esistente tranvia a vapore Como-Fino Mornasco-Saronno. La nuova linea fu aperta il primo giugno 1898.
Nel 1894 era stata realizzata la funicolare che collegava Como con Brunate, sulla collina che sovrasta la città di Como. Da Brunate, a 692 metri di altezza rispetto ai 199 metri di altezza di Como, si domina il lago e si può vedere l’orizzonte fino alle Alpi piemontesi. Con una facile passeggiata si può raggiungere la panoramica cima del monte Bolettone, a 1320 metri di altezza, da cui si scorgono sia il versante comasco che quello lecchese del lago.
Infine, nel 1899 cadeva il primo centenario dell’invenzione della pila da parte di Alessandro Volta (1745-1827), il comasco più celebre la cui invenzione fu un passo formidabile sulla strada della conoscenza e dell’uso a fini civili dell’energia elettrica. Giusto in quegli anni, tra la fine degli anni Ottanta e il 1898, Milano si dotò di centrali elettriche e riuscì a elettrificare sia le abitazioni civili che la rete tramviaria. Nel 1899 a Como si sarebbe svolta una grande Esposizione Voltiana, sullo stile di un’esposizione universale: si trattava della prima grande esposizione che si teneva nell’Italia unita. La città diventò una sorta di cantiere a cielo aperto.
A Cernobbio, sul lago, di fronte alla città, a 5 chilometri di distanza, assai meno attraverso il lago, il Grand Hotel Villa d’Este era diventato albergo di lusso già nel 1873. Era Como a essere sprovvista di alberghi di lusso. Il lungolago di Como si prestava perfettamente per edificare alberghi degni della migliore clientela internazionale che sarebbe confluita in città per il grande evento. Sorse così, nel 1898, il Grand Hotel Plinius, sul lungolago, a poche centinaia di metri dalla funicolare di Brunate, di fronte all’imbarcadero del lago, con il Duomo e il centro storico della città alle spalle, con il capolinea della stazione ferroviaria a 100 metri, con una splendida vista sull’Esposizione che si sarebbe svolta l’anno successivo. Massiccio, solido, aggraziato nello stesso tempo nella forma e nelle decorazioni Liberty, il Grand Hotel Plinius si avvalse anche dell’opera di un giovane architetto milanese che si era laureato solo due anni prima, Federico Frigerio, cui si deve la decorazione architettonica dell’albergo. Frigerio (1873-1959), che ha operato a lungo a Como, nel 1927 realizzerà anche il Tempio Voltiano dove raccolse i cimeli voltiani, molti dei quali aveva recuperato egli stesso dopo l’incendio della Grande Esposizione (con i padiglioni realizzati interamente in legno) bruciata poco dopo l’inaugurazione l’8 luglio 1899, riaperta il 20 agosto successivo davanti a re Umberto, che solo 11 mesi dopo, il 29 luglio 1900, sarebbe stato assassinato a Monza. Luci e tenebre si alternavano nell’Italia dell’epoca. Nel parco dell’albergo, tra la facciata e il lago, furono impiantati due cedri del Libano che hanno dimostrato di gradire il clima lacustre e nel corso di 117 anni sono diventati autentici colossi arborei.
Il Grand Hotel Plinius fu il primo albergo della città, e tra i primi in assoluto, a disporre di acqua corrente in tutte le camere. I bagni erano ai piani. Il Grand Hotel Plinius è stato uno degli alberghi di riferimento di Como per oltre settant’anni trascorrendo indenne attraverso ben due guerre mondiali, poi, come accade anche agli edifici, giunse al termine della sua parabola e rimase chiuso per diversi anni. Era diventato obsoleto.
Un edificio di quella mole, con quella posizione importante sul lungolago, non poteva restare chiuso per sempre. Sul finire degli anni Ottanta del 1900 Como stava attraversando una profonda ristrutturazione industriale, con l’industria della seta in crisi davanti all’offensiva dei nuovi produttori asiatici: il turismo – di vacanza, d’affari, fieristico, congressuale – parve l’ideale settore in cui diversificare gli investimenti. E’ del 1990 l’inaugurazione dell’avveniristico Centro congressi Villa Erba a Cernobbio all’interno del parco della villa appartenuta agli antenati di Luchino Visconti. Per il lungolago di Como significò una nuova primavera di cantieri e iniziative imprenditoriali: il massiccio edificio del Plinius venne accorpato con un edificio ancora più antico, che risultava perfettamente perpendicolare al primo sul lato orientale, l’Ala Pianella, dall’evidente stile architettonico di un edificio civile (o sede di una manifattura industriale) dalla forma molto più tradizionale. Nell’Ala Pianella oltre a 32 nuove camere fu aperto il ristorante mentre il Plinius fu dotato di un centro congressi con diverse sale, alcune polifunzionali, tecnologicamente all’avanguardia. L’edificio che aveva ospitato il Grand Hotel Plinius si ritrovò a ospitare anche alcuni appartamenti privati, all’ultimo piano, e alcuni negozi al piano terra. La ristrutturazione spostò la hall con la Reception verso il lato confinante con l’Ala Pianella. L’insieme cambiò anche nome: nacque il Palace Hotel di Como il cui debutto è stato nel 1992 con la categoria delle 4 stelle. Nella prima decade del Terzo Millennio la gestione del complesso alberghiero è stata acquisita dal Gruppo Villa d’Este, che a Como gestiva l’Hotel Barchetta Excelsior sul lungolago nella centralissima piazza Cavour, oltre al Grand Hotel Villa d’Este di Cernobbio, uno dei più begli alberghi del mondo. I due alberghi del lungolago distano 300 metri, cosa che ha favorito la gestione di entrambi da parte dello stesso staff dirigente con un indubbio vantaggio in termini di sinergie operative.

Il Palace Hotel Como
Il Palace Hotel Como dispone di 94 camere ed è composto dall’edificio Plinius e dall’Ala Pianella. I lavori di ristrutturazione del 2014 hanno riguardato l’edificio Plinius, vale a dire 62 camere radicalmente rinnovate nella struttura e negli arredi; 4 junior suite vista lago, 2 executive con vista sul Duomo, 38 camere doppie classic con vista sulla città e 18 vista lago. Le 32 camere dell’Ala Pianella vantano grandi metrature, bagni con luce naturale, un’atmosfera tradizionale che ha convinti sostenitori tra i clienti abituali. I due stili, più contemporaneo quello del Plinius, più tradizionale quello dell’Ala Pianella, consentono una maggiore offerta anche in fatto di gusti. La ristrutturazione del Plinius ha mutato il lay out delle camere puntando a spazi più confortevoli e più vicini a gusti moderni, nel rispetto dell’atmosfera Liberty e della tradizione estetica tipica del lago: nuances dei verdi e dei gialli, specchi a foglia d’oro, tessuti delle tradizionali “case” comasche, tappezzerie, temi evocativi del Lago di Como legati soprattutto alla tradizione setaiola della città, disegni floreali, mobili laccati in doppia finitura, boiserie in legno wengè: le camere offrono un habitat fortemente evocativo ed esperienziale. L’Ala Pianella si caratterizza per le pavimentazioni in cotto rosso, il Plinius ha adottato la moquette nei corridoi e nelle camere, il gres porcellanato nei bagni dove sono stati realizzati box doccia a tutta parete, assai comodi e funzionali. Le camere del Plinius hanno il letto bianco con il piumino, grandi testiere in ecopelle, televisori lcd di fronte ai letti, le pareti del televisore sono state ricoperte con carta da parati che propone temi assai originali, dalle cravatte ai foulards alle sciarpe riprendendo réclame pubblicitarie di inizio secolo.
“La proprietà del Palace di Como è della famiglia Rocchi, che possiede diverse altre strutture ricettive in Italia” spiega Robert Webber, General Manager sia dell’albergo che dell’Hotel Barchetta. “Quella avvenuta al Palace Hotel è stata una ristrutturazione radicale dell’edificio Plinius, che richiedeva anche una modifica degli spazi interni. Abbiamo scelto di scendere da 100 a 94 camere per disporre di junior suites d’angolo davvero ampie. Il progetto è stato proposto dall’architetto Noè. Tutti gli arredi prodotti e gli imbottiti utilizzati sono rigorosamente Made in Italy: sono stati realizzati dalla valtellinese BMItalia. La ristrutturazione è stata anche di tipo strutturale per dotare l’edificio di serramenti di ultima generazione con tripla vetrocamera e pareti in cartongesso multistrato anch’esse di ultima generazione con l’anima fonoassorbente e isolante. L’isolamento termico e acustico verso l’esterno e tra le camere è pressoché assoluto. Abbiamo murato gli scuri esterni sostituendoli con tende oscuranti interne. L’accesso alle camere avviene con tessera elettronica dotata di transponder che viene riposta nell’apposito marsupio per attivare l’energia elettrica. Il televisore riceve anche i programmi Sky. Il lavoro è terminato nell’aprile 2014.”
Robert Webber è nato a Leeds, in Gran Bretagna, nel 1963, da una famiglia italoinglese: i nonni materni arrivavano da Pontremoli, nella Lunigiana toscana, ed erano ristoratori (hanno aperto il primo ristorante italiano a Leeds). Conseguito il diploma in ragioneria e lingue in Inghilterra (ha studiato francese e russo, è bilingue italiano e inglese), Robert è tornato in Italia con i genitori. La sua carriera alberghiera si è svolta innanzitutto in Jolly Hotels (dove ha lavorato per vent’anni) dove ha effettuato la gavetta professionale e ha diretto diversi alberghi. Nel 2006 è giunto a Como per dirigere i due alberghi cittadini acquisiti come gestione dal Gruppo Villa d’Este. Webber è il General Manager sia dell’Hotel Barchetta che del Palace Hotel.
L’hotel dispone di un grande parco interno con piante secolari, di un ampio parcheggio, di 5 sale congressi di ultima generazione, e del ristorante Antica Darsena, posizionato sulla darsena dell’Ala Pianella. Il ristorante a sua volta si avvale di diverse sale interne e di uno spazio esterno che gli consente di raddoppiare la capienza nella bella stagione. La sala principale è l’antico salone delle feste del palazzo, regala ogni mattina colazioni regali tra specchi antichi, argenteria e l’immancabile vista mattutina del lago, la sala si affaccia sull’antica darsena e oltre a servire ogni mattina una ricca colazione a buffet è altresì la location ideale per cene e colazioni di lavoro istituzionali, banchetti, cerimonie, feste private, arrivando a ospitare fino a 200 persone. Il luogo è oltremodo suggestivo: grandi lampadari swarovski sul soffitto, la parete di fondo opposta a quella che affaccia verso il lago è interamente ricoperta da specchi anticati, la parete più lunga è arredata con enormi quadri che richiamano soggetti agresti e romantici, l’esterno offre un suggestivo panorama del primo bacino del lago. Il ristorante Antica Darsena è il regno dello chef Ercole Sandionigi (bravissimo in tutto, eccezionali i suoi risotti). Il ristorante è composto da 2 sale interne.
Nei caldi mesi estivi il ristorante si trasferisce sulla splendida terrazza esterna, tra il rigoglioso giardino e il vecchio porticciolo dell’Ala Pianella lungo la passeggiata che costeggia il lago. Aggettante sul Longolago, l’antico chiosco dei primi del ‘900 con terrazza affacciata sul lago ospita il Garden Bar Ceccato utilizzato anche per cocktails.

Il Centro congressi
Il Centro Congressi del Palace Hotel rappresenta una delle realtà congressuali più all’avanguardia nell’area di Como. L’Area Business si articola in 5 sale congressuali polivalenti, con una capienza variabile da 10 a 230 persone. La Sala Manzoni, la Sala Verdi, la Sala Puccini, la Sala Rossini e per finire il fiore all’occhiello la Sala New Congress, sale di ultima generazione, perfettamente arredate e illuminate in stile contemporaneo, godono di luce naturale, vista lago o centro storico. Sono ideali per ogni tipo di evento, oggi considerate tra le più moderne e funzionali della città, grazie alle attrezzature tecnologiche di ultima generazione di cui dispongono: sala regia autonoma, illuminazione programmabile e i più moderni dispositivi audio-video, televisione a circuito chiuso, videoproiettori fissi, schermi giganti, microfoni fissi e radiomicrofoni, amplificazione, DVD, CD, VHS, cancelleria, acqua minerale per il tavolo relatori. Disponibili su richiesta: connessione di rete con accesso internet Wi-Fi, registrazione eventi audio e video, traduzione simultanea e videoconferenza.
Gli spazi per il benvenuto, per la registrazione degli ospiti e per i servizi catering sono studiati per permettere la realizzazione di eventi in simultanea, senza disturbare in alcun momento gli spazi di lavoro:
• Sala Plinius: 40 posti a sedere
• Sala Magna: 150 posti a sedere
• Ristorante Antica Darsena ristorante à la carte: 60 posti a sedere
• Garden Bar Ceccato: 100 posti in piedi

La Belle Époque
In Europa la Belle Époque, il periodo storico che va dal 1890 al 1914, si è caratterizzata per uno sviluppo economico turbinoso che portò sul palcoscenico della storia sia vecchi protagonisti, l’aristocrazia del sangue che si coagulava attorno alle principali dinastie regnanti, che una nuova classe emergente, l’aristocrazia delle professioni liberali e del denaro, figlia di un capitalismo arrembante che sposava scienza e tecnologia, sapere e saper fare, una nuova religione capace di rivaleggiare con quelle millenarie che sorreggevano i troni. L’Europa non era in guerra dal 1870. Nel 1878 c’era stata l’ultima crisi finanziaria su scala continentale. Nel decennio successivo l’Europa si era lanciata nella definitiva conquista coloniale del pianeta. Gli eserciti di Francia, Germania, Belgio, Regno Unito, Russia completarono la conquista dell’orbe terracqueo che era iniziata con spagnoli e portoghesi più di tre secoli prima, proseguita successivamente da olandesi, francesi e inglesi. Gli europei si divisero l’Africa, la Russia conquistò il Caucaso a Sud, l’Asia centrale e la Siberia a Est acquisendo anche la proprietà dell’Alaska nel continente americano, gli Stati Uniti subentrarono agli spagnoli nel controllo delle Filippine, del Porto Rico e dell’isola di Guam. Occuparono anche le Hawaii. Anche l’Italia partecipò alla corsa al posto al sole: prese l’Eritrea ma subì una umiliante battuta d’arresto in Abissinia, l’odierna Etiopia, nel 1896: fu la disfatta di Adua. L’Italia si sarebbe rifatta nel 1911 in Libia contro i Turchi: siamo stati i primi a utilizzare gli aerei (inventati l’anno precedente) in azioni belliche. La regina Vittoria regnava sul più vasto impero navale che si fosse mai visto ma anche gli altri Stati avevano avuto il loro tornaconto. Ad Atene nel 1896 si svolsero le prime Olimpiadi dell’età moderna che si ispiravano idealmente a quelle che per 1169 anni erano state organizzate a Olimpia, in Grecia, dal 776 a.C. al 393 d.C. Le olimpiadi annunciavano un’era di pace e di prosperità all’insegna della scienza e del progresso tecnologico. Almeno era ciò in cui credeva l’opinione pubblica del tempo. Nell’architettura si affermò uno stile floreale che a seconda dei Paesi venne chiamato Liberty in Gran Bretagna, Art Nouveau in Francia, Jugendtstil nei Paesi di lingua tedesca.
L’aristocrazia trionfante e la borghesia industriale e finanziaria dettero vita al primo fenomeno di consumismo di massa su scala continentale. Nacque il fenomeno delle vacanze al mare, in montagna, ai laghi, alle terme, nelle città d’arte come Roma, Firenze e Venezia. Rispetto alle ristrette élite del secolo precedente, era un fenomeno di massa. Ville e castelli privati non bastavano più per rispondere alle richieste di questa nuova clientela, assai più numerosa e mobile rispetto al passato. Alberghi di lusso, che nella struttura architettonica si ispiravano alle ville e ai castelli gentilizi, sorsero come funghi dalle fredde coste inglesi del Mare del Nord fino a quelle assai più calde del Mare Mediterraneo. Un simbolo che illumina letteralmente quel periodo storico? L’elettricità, e non lo scriviamo per caso. Fu l’elettricità a illuminare progressivamente l’intero continente e a diventare uno dei cardini dello sviluppo industriale assieme ai motori a vapore e a scoppio.

Scheda hotel
Palace Hotel
4 stelle
Lungo Lario Trieste, 16 – 22100 Como
Tel. +39 03123391 –
Fax +39 031303170
info@palacehotel.it
www.palacehotel.it
Gestione: Gruppo Villa d’Este
General Manager: Robert Webber
Camere: 94
Ristorante Antica Darsena
Garden Bar Ceccato
Centro congressi: Sala Manzoni (150 posti), Sala Verdi (110 posti), Sala Rossini (30 posti), Sala Puccini (30 posti) Sala New Congress (200 posti). Aree espositive esterne: 200 mq. Aree espositive interne: 100 mq.
Parcheggio

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