Grande successo per il convegno sulla Legionella

Un momento del convegno Stop alla legionellaÈ stato un successo il convegno “Stop alla legionella negli hotel, negli ospedali e nelle strutture socio-sanitarie” organizzato dalle riviste RCI, Hotel Domani e Tecnica Ospedaliera nel Palazzo della Cultura, sede milanese del Gruppo editoriale Tecniche Nuove.

Dedicato a progettisti, installatori e manutentori di impianti, responsabili tecnici e direttori di hotel, ospedali, cliniche e case di riposo, facility manager, il convegno ha registrato la partecipazione di un pubblico numeroso che ha molto apprezzato il contributo dei diversi esperti della materia che hanno affrontato il tema della legionellosi sotto il profilo sanitario, normativo, progettuale, gestionale e giuridico legale.

Il convegno ha beneficiato anche del sostegno di qualificate aziende che hanno messo a disposizione dei partecipanti informazioni e documentazione tecnica sui più innovativi prodotti e sistemi per la prevenzione del rischio Legionella o per la bonifica degli impianti: Aquasoft, Caleffi, Sistemi Idrotermici Comparato, Enki Water Systems, Iniziative Venete Group, Nch Chem-Aqua, Nobel, Viega Italia, Watts Industries Italia.

L'intervento di Ivo Nardella al convegno Stop alla legionella«Quello dell’edificio salubre – ha dichiarato Ivo Nardella, Editore del Gruppo Tecniche Nuove, durante l’apertura dei lavori – è un tema fondamentale per Tecniche Nuove, che coinvolge le “tre anime” dell’azienda: la tecnica, la scienza e la cultura dell’aggiornamento professionale. Solo tramite un’azione basata su questi tre pilastri, infatti, è possibile garantire l’efficienza e la sicurezza di una costruzione. Una tematica, quella della salubrità dell’edificio, che sarà anche al centro della fiera SAIE di Bologna, che abbiamo acquisito per le prossime dieci edizioni».

Stefano Risolé (Château Monfort, Gruppo Planetaria Hotel) ha spiegato come il Gruppo alberghiero abbia adottato un’efficace proceduta contro la Legionella, sostenendo che disporre di protocolli certi e garantiti relativi alla sicurezza non comporta neppure oneri economici impegnativi e che il rapporto costi/benefici è di certo positivo.

Fabrizio Ernesto Pregliasco, Direttore sanitario I.R.C.C.S. Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, ha rilevato che «La legionella è una problematica in crescita e sono fondamentali la prevenzione e la sorveglianza, che devono essere espletate in un’ottica di rete fra le istituzioni pubbliche e i gestori. Soprattutto i responsabili delle strutture alberghiere, perché alcuni episodi epidemici sono occorsi anche in Italia, e i responsabili degli ospedali, in quanto le forma più pesanti di polmonite possono determinare nel soggetto immunodepresso un notevole numero di casi di mortalità: si arriva al 44% di decessi. Sono quindi fondamentali la gestione e la manutenzione delle reti idriche ma anche dell’ambiente in generale, poiché questo batterio ha la capacità di vivere e svilupparsi nei circuiti di distribuzione anche in condizioni di acidità e a temperature abbastanza elevate, specialmente nei punti di ristagno quando si produce il biofilm, una problematica che siamo affrontando in senso lato, non solo per gli aspetti strumentali ma anche dal punto di vista infettivologico».

«Il rischio Legionella – ha sottolineato, in particolare, Cesare Maria Joppolo del Politecnico di Milano – non è solamente un problema dell’acqua. Sicuramente il batterio vive e prolifica nell’acqua e quindi dobbiamo curare molto bene la progettazione, la gestione e la manutenzione delle reti idriche, ma dobbiamo occuparci anche della qualità dell’aria cioè del fatto che questi contaminanti si disperdono nell’aria e la loro dannosità si verifica proprio quando vengono inalate dalle persone. Questo aspetto del controllo della presenza di goccioline di acqua contaminate dalla Legionella nell’aria non è però ancora sufficientemente considerato».

Luca Stefanutti, progettista di Tekne, coordinatore scientifico dell’evento, ha spiegato come lo scopo del convegno fosse di riunire i massimi esperti nel campo sia della progettazione sia dell’utilizzo degli edifici e degli impianti, dove maggiormente è presente il rischio di questa patologia. «In veste di progettista – ha continuato Stefanutti – sento la grande responsabilità di trovare delle soluzioni che possano ridurre al minimo i rischi, come per altro prescrive l’ultima edizione, del 2005, delle “Linee Guida per la prevenzione e il controllo della Legionellosi”. Oltre alla scrupolosa applicazione della normativa, per noi progettisti è doveroso utilizzare al meglio tutte le moderne tecnologie il mercato ci mette a disposizione per ridurre al minimo i rischi».

In quest’ottica, Stefanutti ha presentato due relazioni: una dedicata alla progettazione come primo strumento di prevenzione; la seconda che ha avuto come oggetto i metodi di bonifica e disinfezione degli impianti contaminati.

Marina Tesauro – del Laboratorio Igiene ambientale, Dipartimento di Scienze Biomediche Chirurgiche e Odontoiatriche, Università degli Studi di Milano -ha riportato l’esperienza relativa alla sorveglianza di Legionella Pneumophila negli impianti idrici e aeraulici di 13 strutture sanitarie dedicate all’assistenza e alla riabilitazione residenziale o solo diurna, di circa 2500 tra minori e adulti disabili e anziani, evidenziando aspetti positivi e criticità.

L’ultima relazione, presentata da Simone Riva dello Studio Legale Riva e Associati, ha affrontato il tema, anch’esso di grande interesse, degli aspetti giuridici, finora molto sottovalutati, relativi alle responsabilità in capo a progettisti e dirigenti in caso di epidemie da legionellosi in strutture non conformi alle prescrizioni normative.

 

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