Serve una lenta gavetta professionale per acquisire competenza

Francesca FecchioFrancesca Fecchio, F&B Director dell’Hotel Viù Milan parla della sua esperienza professionale nel settore.

Qual è la differenza maggiore tra lavorare in Italia e lavorare all’estero?
Sicuramente la gestione del personale. All’estero il turnover è veloce e per chi si impegna ci sono enormi opportunità di crescere velocemente. Quando si è molto giovani e c’è poca maturità, però, il rischio di un’ascesa molto rapida è quello di bruciarsi. A volte, è meglio rallentare, fare un passo indietro o di lato, per estendere le proprie conoscenze. Io, per esempio, ho fatto un percorso a gambero, passando da bar supervisor a responsabile breakfast, proprio per approfondire tutti gli aspetti del reparto F&B. In Italia, forse l’evoluzione della carriera è più lenta, ma questo può portare a conoscere la materia in maniera più intelligente e a non bruciarsi.

Quali sono le tendenze da tenere d’occhio per il futuro?
Per quanto riguarda le location, Milano, secondo me, diventerà la nuova capitale del cibo. Poi, l’evoluzione della tendenza degli ultimi anni verso il ritorno alla tradizione. Dopo i giochi della cucina molecolare, c’è voglia di tornare alla materia, alla semplicità. I clienti chiedono trasparenza, vogliono avere di fronte professionisti che vendono prodotti di cui conoscono tutto, dalla provenienza al modo di trattarli. La qualità dei prodotti è importante. Lo è già nel mondo del cibo e lo sarà sempre più nel mondo del beverage. Quanto al servizio, i clienti vogliono un servizio meno ostentato e meno invasivo, anche se non freddo, vogliono sentirsi a casa, essere coccolati.

Quali le sfide maggiori per la ristorazione d’hotel?
La formazione del personale. Ci sono persone che si sentono arrivate dopo due-tre anni di esperienza, il concetto di gavetta è superato. Sta ai formatori e ai responsabili della gestione essere di ispirazione e guidare non con manuali, standard e diktat, ma attraverso l’esempio, trasmettendo la propria passione. I primi clienti che un responsabile F&B ha sono i propri ragazzi.

Che cosa significa buon servizio, per lei?
È offrire una qualità a 360 gradi che è fatta di una serie di passi, dall’accoglienza al prodotto finale. Significa dare al cliente un’esperienza interessante, che può piacere o no, ma di cui si percepisce sempre la qualità.

Il fatto di essere donna apporta qualcosa di diverso al ruolo di F&B manager?
Non penso ci siano differenze tra uomini e donne, penso ci siano differenze tra persone competenti e no. Poi, certo, si tratta di un lavoro che richiede un po’ più di fatica fisica e magari una donna con un progetto di vita differente da quello della carriera tende a fare passi diversi.

Quale qualità apprezza di più in chi lavora con lei?
L’onestà. Ho bisogno di fidarmi dei miei collaboratori e uno dei presupposti è la trasparenza. Parlando, si può risolvere qualsiasi problema. Fatiche e difficoltà si affrontano insieme, le tecniche si imparano, le attitudini no.

Il prodotti F&B più gettonati

Due bicchieri di spritz a bordo piscinaIl rooftop del Viù, con terrazza estiva e piscina esterna, entra nel vivo la mattina con la prima colazione e al momento dell’aperitivo serale.
Per il breakfast, l’offerta è incentrata sul buffet. La particolarità: ogni ospite può comporre il proprio box, una scatola di legno che ricorda i bento giapponesi. Il rooftop bar ha un’offerta di Spritz twistati, tra cui lo Spritz Viù, il signature drink della casa, a base di Prosecco, Aperol, liquore al sambuco e succo di pomplemo. Per quanto riguarda il food, il fiore all’occhiello è il Club Sandwich firmato da Giancarlo Morelli.

Chi è Francesca Fecchio

Veneziana, classe 1984, diploma in ragioneria, già durante la scuola lavora nel settore F&B per la Biennale di Venezia e la Mostra del Cinema. Dopo il diploma vola a Londra, dove fa gavetta come cameriera e presto approda all’Hilton Gatwick Airport, 823 camere, dove rimane 5 anni in vari ruoli. “Un’ottima palestra”, commenta. Rientrata in Italia, è all’Hilton Molino Stucky di Venezia, anche qui ricoprendo diverse posizioni. A Milano partecipa all’apertura dell’Armani Hotel, di cui in seguito diventa responsabile F&B. Dopo due anni come F&B director del Grand Hotel Tremezzo Palace, nel 2017 torna a Milano come F&B director del Viu.

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