Turismo & Politica

Petizione per il Ministero del Turismo con portafoglio

La riforma del Titolo V della Costituzione della Repubblica italiana è l’occasione non solo per ripensare i poteri delle Regioni e l’attribuzione di poteri di regia allo Stato in materia di sanità e turismo, è l’occasione per porre finalmente il Turismo al centro del futuro politico ed economico del Paese a partire dall’attribuzione al Ministero del Turismo di competenze strategiche per l’intero sviluppo dell’Italia. Vogliamo un Ministero del Turismo con portafoglio

Recita l’articolo 1 della Costituzione della Repubblica italiana entrata in vigore il primo gennaio 1948: “L’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Nel Governo e nella scelta e importanza dei Ministeri è riflessa da sempre l’importanza politica che è attribuita a tutto ciò che produce ricchezza sociale ed economica, dall’industria all’agricoltura, dalla sanità agli affari esteri (leggi export), dal controllo della sicurezza interna (ministero degli Interni) alla difesa delle frontiere (ministero della Difesa), alla gestione della giustizia. I ministeri importanti, quelli con portafoglio e competenze conseguenti, si distinguono proprio per la loro prossimità con settori giudicati strategici per il controllo, la protezione e la gestione dell’economia nazionale. Quelli senza portafoglio nella loro stessa terminologia hanno la sostanziale sottovalutazione dei settori di cui si occupano.

Dal 1948 fino a oggi questa importanza è stata attribuita principalmente all’industria manifatturiera e al settore delle infrastrutture civili, indispensabili per poter sviluppare la prima e trasformare un Paese povero e agricolo qual è stata l’Italia dal 1800 in poi in una moderna potenza industriale. E’ stato l’obiettivo della classe dirigente dell’immediato secondo dopoguerra e va a suo merito averlo conseguito.
A partire dagli anni Novanta dello scorso secolo, la progressiva globalizzazione dell’economia mondiale conseguente alla fine della Guerra Fredda e alla riunificazione economica del pianeta con la normalizzazione dei rapporti economici con Cina e Russia ha determinato un profondo stravolgimento degli equilibri politici ed economici internazionali. L’Unione Europea a sua volta è diventata una sorta di continente Stato, con 500 milioni di residenti sparsi nei 28 Paesi aderenti, con una moneta unica adottata da più di 300 milioni di persone, Nello stesso tempo, le economie dei Paesi avanzati stanno riconvertendosi soprattutto nei settori della comunicazione, dell’intrattenimento e dell’informatica legati a Internet e ai social network, settori che stanno sostituendo il vecchio manifatturiero in quanto sono in grado di produrre valori aggiunti significativi per Risorse Umane dotate di notevole scolarità quali sono le masse giovanili dell’Occidente.

Il turismo è diventato uno dei principali comparti economici del pianeta, con un fatturato complessivo che supera i 1000 miliardi di euro, con flussi di viaggiatori internazionali che stanno raggiungendo il miliardo e cento milioni (erano 25 milioni nel 1950), con un impatto economico trasversale che premia sia i Paesi in via di sviluppo che quelli più avanzati.

Storia, cultura, clima, natura hanno fatto dell’Italia uno dei protagonisti planetari di questo fenomeno. L’Italia possiede il maggior numero di siti iscritti nell’elenco dei beni Patrimonio dell’Umanità censiti dall’Unesco, possiede il maggior patrimonio di Beni Culturali al mondo concentrato in un singolo Paese, il suo retaggio storico attraversa oltre 3000 anni di storia e la memoria di antiche civiltà quali la Nuragica, l’Etrusca, la Greca, la Romana, l’Araba oltre a un fenomeno che è stato la sorgente dell’intera civiltà occidentale contemporanea, il Rinascimento. L’Italia possiede inoltre 1200 chilometri di arco alpino e 8000 chilometri di coste . L’arco alpino, con immensi ghiacciai nella parte occidentale e centrale e le Dolomiti in quella orientale, la protegge dai venti glaciali del Polo Nord, il Mar Mediterraneo nella quale la penisola italiana è immersa per tre quarti le regala un clima mite tutto l’anno e una agricoltura intensiva quanto ad ampio spettro che non ha eguali nel pianeta.

Una vocazione scoperta nel 1960
L’Italia del turismo è stata scoperta a livello internazionale nel 1960 in occasione delle Olimpiadi di Roma, è diventata una potenza mondiale nel decennio successivo, si è attestata stabilmente tra i primi Paesi turistici al mondo. Nel 1980 era la terza potenza mondiale nel turismo internazionale dopo Stati Uniti e Francia, nel 2012 è risultata sesta come fatturati prodotti dal turismo internazionale dopo Stati Uniti, Spagna, Francia, Cina e Macao. Macao in realtà è la Las Vegas della Cina e come tale le sue statistiche, come quelle di Hong Kong, andrebbero attribuite anch’esse alla Cina, che così diventerebbe il secondo Paese al mondo per fatturati prodotti dal turismo internazionale scavalcando Spagna e Francia.

In trent’anni, il turismo internazionale si è moltiplicato di 3,85 volte. Ciò nonostante, l’Italia ha mantenuto le posizioni di vertice scavalcata solo da Spagna (che ha scavalcato anche la Francia) e Cina, Paese che è 31 volte più grande e con una popolazione 21 volte più numerosa rispetto all’Italia. Il Giappone ha il secondo patrimonio alberghiero del pianeta dopo gli Stati Uniti, la Germania è seconda in Europa dopo l’Italia. Gli Stati Uniti resterebbero primi come lo sono da almeno un secolo grazie alle dimensioni geografiche e alla robustezza del suo tessuto economico almeno dagli anni Novanta del 1800.

Il turismo in Italia rappresenta oltre il 10 per cento del PIL nazionale, stima che va rivalutata di gran lunga se al turismo si attribuisce un ruolo di motore primario per sviluppare anche altri settori a esso connessi, dall’agricoltura ai trasporti, dalle infrastrutture civili all’artigianato, dal Design alla moda.
Il boom dell’enogastronomia italiana per esempio è un fenomeno intimamente connesso con la crescita del turismo nazionale che ha creato lo zoccolo duro perché una splendida generazione di cuochi valorizzasse al meglio l’antica cucina regionale italiana. Stime ragionevoli pongono il turismo al centro di una galassia di settori economici, compresi quelli dell’intrattenimento e di Internet, che “influenzano “ almeno la metà del PIL nazionale.
La questione fondamentale è quella di valutare il turismo non più come un settore subalterno, com’è stato dagli anni Cinquanta fino alla fine degli anni Novanta .
Per l’Italia del 2014, il turismo è diventato il settore strategico sul quale incardinare una nuova economia, la Green Economy e la Mobilità Dolce, basata sulla comunicazione online, sulla gestione del tempo libero, sulla valorizzazione della memoria, su uno stile di vita imperniato sul mangiare bene e sano, su un consumo sostenibile e responsabile dell’energia che superi la dipendenza dai combustibili di origine fossile, sulla promozione del Made in Italy sia all’estero che in Italia nei confronti del mercato domestico ma soprattutto nei confronti dei flussi internazionali attirati in Italia dalla rete di eccellenze che rende l’Italia un Paese enormemente più importante e “visibile” rispetto sia alle sue dimensioni geografiche che demografiche.

L’incoming turistico è una forma assai sofisticata di attività orientata all’export che impegna tutte le sue energie nel convincere il consumatore internazionale a venire in Italia ad acquistare le nostre eccellenze anziché portargliele sotto casa. E’ anche un modo assai intelligente per contrastare la contraffazione del Made in Italy, attività che ci costa centinaia di miliardi di euro ogni anno in prodotti realizzati all’estero e venduti come Made in Italy, soprattutto nella filiera enogastronomica.
L’Italia è diventata una potenza mondiale nel settore dell’enogastronomia dove la dieta mediterranea e la cucina italiana in particolare è considerata tra le tre maggiori ristorazioni del pianeta assieme alle cucine francese e cinese. La moda e il design italiano sono percepiti tra i migliori al mondo.
Altro tema delicato riguarda l’istruzione e la formazione nel turismo che in Italia per tradizione sono stati delegati alle scuole professionali, alle scuole alberghiere e agli istituti tecnici per il turismo senza una strategia formativa che chiudesse la filiera dell’istruzione con l’istituzione di università dedicate al settore.
Il turismo contemporaneo può continuare a essere artigianale nelle dimensioni, deve diventare industriale nella cultura. Il problema è anche politico: le università creano i gruppi dirigenti e i valori da loro condivisi.

Il Ministero del Turismo con portafoglio
Nel 1993 un referendum nazionale votò per l’abolizione del Ministero del Turismo senza portafoglio. Nel 2001 con la modifica del Titolo V della Costituzione della Repubblica italiana le competenze sul turismo furono delegate in toto alle Regioni mantenendo a livello nazionale il solo ENIT, l’ente nazionale di promozione del turismo italiano, riducendone le funzioni innanzitutto con la sostanziale decurtazione del budget finanziario che allo stato attuale copre pressoché esclusivamente gli stipendi dei funzionari e degli impiegati dell’ENIT.
A oltre vent’anni dal Referendum del 1993, e a 13 anni dalla riforma del Titolo V, il sostanziale fallimento delle Regioni, che hanno moltiplicato i costi e le spese senza incidere sostanzialmente sulla qualità del turismo nazionale, hanno reso urgente sia la riforma del Titolo V, per ripristinare una solida cabina di regia nazionale, che per dar vita a un Ministero del turismo dotato di una nuova personalità politica adeguata al livello della sfida competitiva in un settore, il Turismo, diventato uno dei comparti più importanti e in crescita del nostro pianeta.
Si tratta sia di ridisegnare il prodotto turistico italiano, all’insegna della biodiversità culturale, dando vita a una Rete delle Eccellenze all’insegna della Green Economy e della Mobilità Dolce. Nello stesso tempo è fondamentale far emergere con maggiore chiarezza ciò che caratterizza il Made in Italy all’interno dell’Unione Europea di cui l’Italia è una delle 28 regioni, di certo la più interessante dal punto di vista del turismo culturale, naturale, enogastronomico.

Attualmente, i ministeri con portafoglio sono: Affari Esteri, Ministero dell’Interno, Giustizia, Difesa, Economia e Finanze, Sviluppo Economico, Infrastrutture e trasporti, Politiche agricole alimentari e forestali, Ambiente, tutela del territorio e del mare, Lavoro e Politiche sociali con delega alle Pari opportunità, Istruzione, Università e ricerca, Beni e attività culturali con delega al turismo, Salute.
I ministeri senza portafoglio sono: Affari europei, Affari regionali, autonomie e sport, Coesione territoriale, Rapporti con il Parlamento e coordinamento attività di Governo, Riforme costituzionali, Integrazione, Pubblica amministrazione e semplificazione. Il Turismo ha sempre fatto parte di questa categoria. Nell’attuale Governo è stato accorpato ai Beni e attività culturali dove langue pressoché dimenticato.
Qual è il Core Business di un Paese come l’Italia che deve affrontare una profonda ristrutturazione mondiale degli equilibri geopolitici? Da un lato, è la ricerca tecnologica e l’industria di punta che presenta valori aggiunti significativi, dall’aerospaziale alla meccanica di precisione, nella quale l’Italia vanta una lunga tradizione e una realtà assai consistente, dall’altro è tutto ciò che ruota attorno al turismo inteso come bellezza, conservazione e valorizzazione del territorio, bellezza, conservazione e valorizzazione dei Bacini Culturali, dai musei agli scavi archeologici ai borghi storici, Qualità della vita intesa come valorizzazione di stili di vita sani e altruistici, Benessere inteso come valorizzazione dell’essere umano attraverso un impiego consapevole e responsabile del tempo libero, dallo sport alla cura preventiva della salute alla migliore conservazione della stessa nel corso del tempo.

Da qui la richiesta di un Ministero del Turismo con portafoglio che assorba le deleghe del ministero della Cultura e che divenga la sala di regia della Nuova Economia italiana.

Si tratta di creare una cabina di regia nazionale che sappia rapportarsi con il territorio per dar vita a prodotti turistici di ultima generazione che creino sinergie tra la Rete delle Eccellenze italiane, dall’agricoltura all’artigianato, dalla moda al design, dallo sport alla cultura.

La nostra Petizione si inquadra nella riforma del Titolo V della Costituzione affinché vengano ridisegnati i poteri attribuiti alle Regioni e ai Comuni restituendo allo Stato e in primis al nuovo Ministero del Turismo Italiano funzioni di regia, controllo e promocommercializzazione dell’intero patrimonio turistico del nostro Paese.

Petizione per la costituzione di un Ministero Italiano del Turismo con portafoglio

1. Il Turismo è diventato una delle industrie più importanti del Pianeta Terra, per i Paesi ricchi come per i Paesi poveri. Oggi viaggiano un miliardo e cento milioni di persone, altre 4 miliardi fanno turismo a casa loro. E’ un fenomeno in continua crescita, inarrestabile.
2. Il Turismo da fenomeno accessorio legato allo sviluppo del tenore di vita prodotto dalla rivoluzione industriale, è diventato esso stesso la vera rivoluzione del modo di vivere del mondo moderno: Green Economy e Mobilità Dolce rappresentano il futuro della civiltà umana
3. I Valori del Turismo: Bellezza, Sostenibilità, Responsabilità, Rispetto della Biodiversità culturale e di genere forniscono un nuovo spessore ai valori di Fratellanza, Uguaglianza e Libertà che sono stati alla base della rivoluzione industriale
4. Il Turismo rappresenta la nuova Fabbrica della comunicazione, dell’incontro, dello scambio di idee e prodotti su scala planetaria. L’Italia è tra i protagonisti di questo fenomeno. Dotarsi di una strategia turistica coerente aiuterà a sviluppare piani di fattibilità e prodotti coerenti con i bisogni di un mercato mondiale destinato a caratterizzare il presente e il futuro dell’economia del pianeta
5. L’Italia è tra i protagonisti assoluti di un fenomeno che fattura oltre 1000 miliardi di euro solo come fatturato incoming a livello mondiale, cifra che si moltiplica di almeno tre volte tenendo conto dei mercati domestici
6. Il Turismo è un settore trainante sia per l’industria manifatturiera tradizionale che per la nuova industria della comunicazione e dell’intrattenimento oltre che per il settore agricolo legato all’enogastronomia
7. In Italia il Turismo copre il 10 per cento del PIL nazionale ma in realtà incide su circa il 50 per cento del PIL nazionale. E’ un motore di sviluppo del Made in Italy e la miglior risposta alla contraffazione internazionale, soprattutto nell’agroalimentare, nei confronti della nostra filiera dell’Eccellenza
8. Bisogna dar vita a un Sistema Turistico Italia che mantenga il nostro Paese nell’Eccellenza mondiale e sviluppi l’area meridionale, il territorio con il maggior potenziale di sviluppo, al fine sia di raddoppiare i 33 miliardi di euro di incoming che di migliorare le sinergie tra Turismo e Territorio. Turismo, Industria, Artigianato, Agricoltura, Istruzione, Infrastrutture sono settori che devono operare in sinergia e richiedono una forte e autorevole cabina di regia nazionale
9. Nell’ambito della riforma del Titolo V della Costituzione, che restituisca allo Stato nazionale anche il ruolo di regia nel settore del turismo, va costituito un Ministero del Turismo con portafoglio che assorba le competenze oggi attribuite al Ministero dei beni culturali
10. E’ necessario altresì dar vita a una Università dedicata al turismo che qualifichi le Risorse Umane nei settori del Management, del Marketing, della Ristorazione, dell’Enologia

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