Boutique Hotel Orso Grigio, San Candido, Alta Val Pusteria, Sud Tirolo

Una storia lunga 700 anni

L’albergo di San Candido era locanda già nel 1300, è gestito dalla stessa famiglia da 271 anni (non arrivano a quota 50 in tutto il mondo le aziende che sono gestite dalla stessa famiglia da almeno 200 anni). Propone 30 camere, un ottimo ristorante, un bar aperto anche all’esterno, una enoteca e un piccolo centro benessere. Il Boutique Hotel Orso Grigio, di categoria 4 stelle, è collocato sulla piazza centrale del più importante borgo storico dell’Alta Val Pusteria

Lo stile è accompagnarti in cantina per scegliere il vino da bere a cena e il Legrein di Eppan si è rivelato all’altezza. Lo stile è imbastire sul momento una cena per due vegetariani individuando un primo all’altezza (ravioli sudtirolesi molto gustosi) e un secondo che il cuoco confeziona da par suo dimostrando che la cucina vegetariana non solo è la più semplice da preparare ma è soprattutto tra le più gustose oltre che la più sana per definizione. Lo stile è avere l’orgoglio di rappresentare una famiglia che gestisce il Boutique Hotel Orso Grigio da ben 271 anni con la naturalezza di un albergatore consapevole e responsabile. Questa è stato l’impatto con Franz Ladinser, classe 1962, titolare dell’albergo più antico di San Candido, in Alta Val Pusteria, tra i più antichi anche in Italia e in Europa.
Sono rari gli alberghi che hanno superato il mezzo millennio di attività ininterrotta eppure esistono: a Reggio Emilia nel 2015 ha festeggiato i suoi primi 500 anni di storia l’Hotel Posta, a Venezia l’Hotel Cavalletto e Doge Orseolo vanta oltre 800 anni di onorata attività. In Val Pusteria, nel Sud Tirolo, a San Candido, il Boutique Hotel Orso Grigio vanta la certezza di 554 anni di attività ininterrotta anche se sembra che in realtà l’albergo fosse già locanda a inizio 1300, quindi almeno 700 anni fa. Questi alberghi regalano molto di più di una consolidata arte nell’accogliere e ospitare: regalano l’emozione della Storia.
L’esilio di Dante Alighieri iniziò nel 1302 e si protrasse fino alla sua morte avvenuta a Ravenna nel 1321. L’Italia e l’Europa dei suoi tempi dal punto di vista politico assomigliavano assai poco all’Europa dei nostri giorni. I due poteri che si contendevano l’egemonia sul continente erano quelli del Papa, con sede a Roma, e dell’imperatore tedesco del Sacro Romano Impero. Dante fu una delle vittime di papa Bonifacio VIII, colui che indisse il primo Giubileo nel 1300 dopo essersi sbarazzato del suo predecessore, papa Celestino V, prima convincendolo a dimettersi e poi incarcerandolo. L’impero dominava gran parte dell’Europa centrale e tutta la Pianura Padana fin dall’epoca di Carlo Magno, diventato imperatore del Sacro Romano Impero nel Natale dell’800 incoronato a Roma da papa Leone III. Il controllo dei valichi alpini era essenziale per consentire all’imperatore e ai suoi funzionari di scendere periodicamente in Italia per incassare le tasse e vendere titoli e privilegi, era fondamentale anche per i mercanti italiani che seguivano le orme dell’imperatore all’incontrario. Mainardo conte di Gorizia a partire dal 1259 (sei anni prima della nascita di Dante) aveva iniziato a creare un dominio a cavallo delle Alpi orientali occupando i passi di Resia e del Brennero, fondamentali per i passaggi tra Nord e Sud delle Alpi. Impiegò quasi cinquant’anni per creare il suo dominio partendo dal castello avito di Tirolo, vicino a Merano. Mainardo morì nel 1295. I suoi successori mantennero un saldo controllo sulle terre conquistate, spesso tolte ai vescovi conti di Trento e Bressanone, con cui Mainardo fu sempre in guerra infischiandosene allegramente delle scomuniche che periodicamente gli venivano comminate: aveva l’imperatore dalla sua parte. La nipote Margherita nel 1363 cedette la contea agli Asburgo d’Austria che la inglobarono nei loro domini controllandola fino alla fine della prima guerra mondiale quando perdettero il controllo delle terre asburgiche a Sud delle Alpi, annesse al regno d’Italia. Perdettero anche un lembo danubiano delle Alpi, nella parte orientale della Val Pusteria oltre lo spartiacque che divide orograficamente il Mediterraneo dal Mar Nero. Sulla Sella di Dobbiaco in Alta Val Pusteria nasce la Drava, il più lungo fiume che ha origine in Italia con i suoi 749 chilometri dalle sorgenti fino al Danubio che raggiunge nei Balcani sul confine tra Croazia e Serbia. Il fiume Po è lungo solo 652 chilometri. La Drava lascia l’Italia dopo soli sei chilometri di percorso attraversando l’Austria verso Est. La val Pusteria collega sia l’Austria con l’Italia che il Veneto con il Sud Tirolo attraverso il passo di Monte Croce di Comelico a 1636 metri di altezza e il passo di Cimabanche a 1529 metri di altezza dove passa la strada statale 51 di Alemagna, importantissima via di comunicazione fin dal Medio Evo tra l’Europa centrale e Venezia. Dopo aver acquisito Venezia all’impero austriaco con la pace di Vienna del 1815, l’arciduca Ranieri d’Austria nel 1830 dispose il totale rifacimento della strada e la sua ricostruzione sull’odierno tracciato che collega Cortina d’Ampezzo e il Cadore veneto con la Val Pusteria scendendo a Dobbiaco, 5 chilometri verso Occidente rispetto a San Candido.
Ancora vivo Dante Alighieri, a San Candido iniziò a operare l’albergo Orso Grigio (Grauer Bär in tedesco). Le sue origini sono legate al diritto di tenere mercato, diritto concesso da re Alberto I d’Austria alla Marca di San Candido nel 1303. Fino alla metà del 1400 non si conoscono i nomi dei proprietari. Il primo oste dell’Orso, menzionato negli annali locali del 1462, è un certo Conrad Maus, la cui famiglia rimase in possesso della casa fino al 1554. Il fiorentino Leonardo da Vinci nel 1462 aveva 10 anni e stava per trasferirsi a Firenze dove avrebbe imparato l’arte della pittura nella bottega di Andrea del Verrocchio. L’Europa era cambiata profondamente: il papato era più forte che mai, la Francia nel 1453 dopo essersi liberata dal controllo dei monarchi inglesi dopo la guerra detta dei 100 anni, si stava imponendo come il paese militarmente più forte sul continente. L’Italia delle Signorie stava vivendo il suo crepuscolo anche se era un crepuscolo dorato: era il Rinascimento.

Il Boutique Hotel Orso Grigio
Nel 1560 un incendio devasta gran parte di San Candido, l’Orso Grigio passa alla famiglia Dinzl. Un secolo dopo, Michael Dinzl, ultimo rampollo della dinastia, vende l’albergo a suo cognato Jakob Peintner. I tempi sono difficili: c’è stata la peste del 1630 e la Guerra dei Trent’Anni, terminata nel 1648. Il Tirolo è terra di arruolamento dei mercenari più poveri e disperati dell’epoca, i Lanzichenecchi, nello stesso tempo è terra di passaggio di milizie armate che lasciano dietro di sé distruzioni e pandemie. Nel 1715 Josef, figlio di Jakob Peintner, cede l’Orso ad Andrä Hueber di Dobbiaco, all’epoca proprietario anche dei Bagni di San Candido. Andrä Hueber non ha fortuna: il 3 gennaio 1745 cede l’albergo ad Andrä Kopfsgueter, macellaio e carrettiere di Sillian. Da allora l’Orso Grigio è di proprietà di questa famiglia, trasmesso ininterrottamente per via ereditaria per ben 271 anni. Da Josef Kopfsgueter (1758-1805) a suo figlio Andreas Kopfsgueter (1785-1853) cui l’imperatore d’Austria Francesco I conferisce la medaglia d’oro al merito per il suo comportamento durante la guerra di liberazione tirolese, condotta contro francesi e bavaresi, la stessa guerra che nel 1809 ha visto il sacrificio di Andreas Hofer, originario di San Martino in Passiria, fucilato dai francesi a Mantova. Nel 1837 Andreas cede l’albergo al figlio Josef Bonaventura Kopfsgueter (1811-1858) che, non avendo prole, lascia l’albergo al nipote Franz Hellenstainer, figlio della sorella Anna.
Franz, che fu anche pronipote di Emma Hellenstainer, titolare del famosissimo “Hotel Emma” a Villabassa, sposa Anna Stemberger, figlia di albergatori di Brunico. Hanno 8 figli. Il primogenito Franz sposa una cameriera: è uno scandalo. Sarà la sorella più giovane, Hedwig Hellenstainer (1878-1939), a gestire l’Orso Grigio di San Candido. Nel 1921 Hedwig, che non si sposa e non ha figli, adotta l’ufficiale degli Alpini Alfredo Benincasa (1897-1971), nato a Caposele in provincia di Avellino. Hedwig organizza anche il matrimonio di Alfredo con Flora Hellenstainer (1904-1973), sua giovane cugina e figlia dello zio Ferdinand di Villabassa. Avranno ben 10 figli. E’ la primogenita Hedwig Benincasa, coniugata Ladinser, ha proseguire l’attività di famiglia. Hedwig Ladinser muore nel 1987. Da allora l’oste dell’Orso Grigio è suo figlio Franz, nato nel 1962, che ha cinque figli. Con lui si è giunti alla nona generazione che gestisce l’albergo fin dal 1745, 271 anni fa. La prossima generazione sta crescendo.
Il nome Orso Grigio dell’albergo di San Candido trae origine da una leggenda che risale ai tempi del dominio ecclesiastico di Frisinga, i vescovi della città tedesca che precedettero nel dominio della Val Pusteria Mainardo e gli Asburgo. La leggenda vuole che San Corbiniano, fondatore della diocesi bavarese e insieme a Candido patrono di San Candido, fosse assalito da un orso durante un suo pellegrinaggio a Roma. L’orso uccise il mulo che portava i bagagli del santo. Corbiniano ammansì e addomesticò l’orso imponendogli il basto.

Franz Ladinser
“Il segreto del Sud Tirolo si basa su tre pilastri” spiega Franz Ladinser, geometra per volontà paterna, albergatore per vocazione. “Il primo pilastro è rappresentato dalle associazioni turistiche locali, che curano l’arredo urbano delle singole destinazioni, che mettono a disposizione l’entusiasmo dei volontari per gestire molte manifestazioni compresi i mercatini di Natale, il secondo pilastro sono i consorzi territoriali (14 in Sud Tirolo) che garantiscono l’efficienza della filiera turistica che comprende l’agricoltura, l’artigianato, i trasporti, gli impianti di risalita, le strutture ricettive, coordinando e condividendo i valori ambientali del turismo, il terzo pilastro è Marketing Sud Tirolo, con sede a Bolzano, che è responsabile della promocommercializzazione dell’intero territorio completando anche la filiera politica tra territorio e amministrazione provinciale consentendo non solo la massima coerenza tra ciò che si propone e ciò che l’ospite trova al suo arrivo ma anche verificando continuamente lo stato dell’arte e il posizionamento di mercato del Sud Tirolo nei confronti sia del resto d’Italia che del mondo. E’ un sistema vincente che spero continui a operare con la massima efficienza anche in futuro. Nessun territorio in Europa si è emancipato dai tour operators come il Sud Tirolo dove l’incidenza del turismo diretto, e individuale, è altissima.”
Franz Ladinser è un albergatore entusiasta del suo lavoro, impegnato sul territorio oltre che in albergo. “In albergo sono responsabile di offrire un prodotto intellettualmente onesto, autentico, che tenga conto delle varie epoche in cui l’Orso Grigio è stato costruito, modificato, ampliato, ristrutturato. La hall ha le volte a crociera e le colonne di pietra del 1300, della stessa epoca è la piccola cantina interrata con il pavimento di ciottoli grossolani di fiume, vi organizziamo la degustazione dei vini (in casa ci sono 250 etichette di vini dell’Alto Adige, Piemonte, Toscana, Austria, Germania e Francia), l’adiacente sala soggiorno, che una volta era anche il luogo dove si incontrava il consiglio comunale di San Candido Montagna (una delle frazioni accorpate nel comune nel 1928), ha la boiserie e il mobilio in stile Biedermeier, che imperò in Austria nella seconda metà del 1800, la sala posteriore del Bar e il ristorante sono stati realizzati dopo la seconda guerra mondiale e riflettono lo stile che andava negli anni Cinquanta, in alcune camere ci sono letti e mobili di fine 1800, una camera ha mobili originali tirolesi, il tutto appartenuto sempre alla nostra famiglia che non ha mai buttato nulla. I bagni delle camere sono fasciati e pavimentati con marmo di Carrara acquistato per le varie ristrutturazioni dal 1995 al 2010, l’ultima. I quadri alle pareti sono autentici, alcuni sono dedicati ai miei avi e delle targhe indicano i nomi e l’epoca in cui sono vissuti. Ancora nel secondo dopoguerra, l’albergo fu ampliato con un corpo di fabbrica sul retro, nascosto alla vista dalla piazza principale su cui la facciata dell’Orso Grigio aggetta da sempre, mostra due piani più un piano mansardato che è stato sopraelevato di un metro per ricavare sia le camere mansardate del terzo piano che per creare il piccolo centro benessere con sauna, bagno turco, docce, vasca idromassaggio e un’area relax attrezzata al piano superiore, con vista sulle montagne che circondano San Candido. L’imponente scala centrale con la ringhiera in ferro battuta è opera mia: ho sacrificato la grande soffitta dove andavo a giocare con i miei fratelli ricavandone le camere mansardate del terzo piano. Sul tetto del corpo aggiunto abbiamo creato anche una terrazza esterna solarium pavimentata con legno di tek che nel 2016 ospiterà un paio di saune. Il mio obiettivo è garantire un ambiente alberghiero affascinante ed esclusivo, grazie al felice connubio tra il fascino del passato e l’eleganza moderna. Alle strutture originali, testimoni della storia, si accostano elementi di design moderno e l’appassionata cura dei particolari come i fiori sempre freschi. Negli ultimi decenni tre generazioni di noti architetti hanno coniato lo stile e l’ambiente particolare dell’albergo: Franz Prey, Arno Gamper, Christoph Mayr-Fingerle e Armin Durnwalder. Ognuno di loro ha lasciato la propria impronta. L’arredo delle camere è stato suddiviso in quattro categorie. L’arredo storico con mobili originali Biedermeier dell’800 con lampade di design e poltrone moderne. L’arredo moderno, un moderno classico per il quale abbiamo utilizzato materiali tradizionali posti in un linguaggio moderno e lineare. Le lampade di design sono di Artemide, Flos, Santa & Coole. L’arredo classico con mobili degli anni ’90 del 1900 in legno massiccio che ripescano lo stile tradizionale alpino. L’illuminazione si avvale sempre di lampade di design. L’arredo tipico perché originale: abbiamo fatto restaurare gli arredi per rimetterli a disposizione dei ospiti. Anche in questo caso gli elementi nuovi (poltrone e lampade) sono moderni e autentici.”
L’albergo, facilmente riconoscibile per l’intonaco rosso della facciata esterna e il nome Orso Grigio (Grauer Bär) scritto a lettere cubitali, si presenta con un massiccio parallelepipedo di due piani più la mansarda con l’entrata dell’albergo e quella limitrofa del bar sulla piazza principale di San Candido, dove il bar si allarga con tavoli e sedie, con un corpo aggiunto di colore candido sul retro chiuso a sua volta dall’area dedicata al parcheggio degli ospiti, area videosorvegliata e regolata con una sbarra telecomandata.

L’Alta Val Pusteria
Dal punto di vista turistico, l’Alta Val Pusteria è una vera e propria enclave italiana: rappresentano l’82 per cento dei nostri ospiti. Sarà per la presenza storica di due importanti caserme dell’esercito italiano, sarà per il fascino di essere una cittadina di confine, sarà perché la Val Pusteria è da sempre assai ben collegata sia con la Pianura Padana che con l’Austria, San Candido gode di una notevole visibilità sul mercato italiano che ci ha premiato e continua a premiarci nei dieci mesi di apertura dell’albergo (otto mesi con il ristorante funzionante). Siamo chiusi solo nei mesi di aprile e novembre, la cucina è chiusa nei mesi di maggio e ottobre. La qualità del ristorante è un nostro punto di forza fin dal 1800, quando il turismo esplose la prima volta nel Sud Tirolo grazie alla ricca borghesia e all’aristocrazia dell’impero che amavano frequentare il nostro territorio nel periodo estivo. Sosteniamo l’economia locale, i piccoli circuiti e i prodotti di coltivazione biologica e biodinamica. E’ mia cura personale scegliere i migliori produttori per garantire che lo speck sia stato confezionato con maiali allevati in Sud Tirolo, che i formaggi siano stati prodotti nei caseifici della valle, che il latte sia quello delle mucche podoliche di San Candido. Che si tratti di carne, formaggio, spezie, frutta, verdura o pane: Mino Chirico, pugliese trapiantato da molti anni in Sud Tirolo, cuoco di gran prestigio, e il suo staff preparano piatti dai sapori indimenticabili sia nella sala da pranzo, il Bürgerzimmer, oppure nella Stube. Infine, nell’intero Sud Tirolo cittadini e operatori del turismo sono impegnati nella raccolta differenziata dei rifiuti e nell’abbattimento dei consumi energetici: ci siamo allacciati alla centrale termica di biomassa di Dobbiaco (tutta le regione della Alta Val Pusteria si fornisce di energia rinnovabile con il teleriscaldamento), pratichiamo la raccolta differenziata dei rifiuti, usiamo prodotti per la pulizia senza cloro, sul nostro tetto abbiamo panelli solari, cerchiamo possibilmente di acquistare prodotti regionali e infine favoriamo gli ospiti che viaggiano in treno andando a prenderli gratuitamente alla stazione di San Candido. Tutti gli ospiti degli alberghi del Sud Tirolo nel periodo invernale ricevono una speciale card che consente di utilizzare gratuitamente tutti i trasporti pubblici, che da noi sono molto frequenti ed efficienti. A San Candido ogni mezz’ora arriva il treno locale che percorre l’intera Val Pusteria e ci collega con Fortezza e la linea ferroviaria del Brennero”.

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