Unwto (World tourism organization) è l’organizzazione mondiale del turismo aderente alle Nazioni Unite. Ogni anno pubblica il “Tourism in the global agenda”, un documento sullo stato dell’arte del turismo su scala planetaria.
Questo, in sintesi, quanto è emerso nell’ultimo rapporto pubblicato dall’organizzazione mondiale del turismo circa l’andamento del settore al livello mondiale.
Nel 2016 i viaggiatori internazionali hanno sfondato la barriera di 1,2 miliardi di unità (erano 25 milioni nel 1950). Hanno raggiunto quota 1,235 miliardi (+46 milioni rispetto al 2015) in netta crescita anche nel 2017, dove potrebbero aver sfiorato quota 1,3 miliardi che certamente supererà nel corso del 2018. È un settore che non accenna minimamente a rallentare. Negli ultimi sette anni la crescita del settore si è stabilizzata attorno a una quota del 4 per cento. Tra il 2008 e il 2016 sono stati ben 300 milioni i nuovi viaggiatori che hanno volato dal loro Paese verso un altro. Ultimo dato: nel 2016 l’incremento maggiore è stato registrato nei Paesi più avanzati (+5%) rispetto ai Paesi in via di sviluppo (+2%).

Le prime cinque destinazioni al mondo per gli arrivi di viaggiatori internazionali:

1.     Francia (84,5 milioni)

2.     USA (77,5 milioni)

3.     Spagna (68,5 milioni)

4.     Cina (56,9 milioni)

5.     Italia (50,7 milioni).

Un’avvertenza: la Francia da sempre considera un viaggiatore internazionale nel suo Paese anche chi vi transita in aereo e neppure vi dorme una notte. È un dato fasullo che la grandeur francese difende con le unghie e i denti.

I Paesi che hanno speso di più per andare nel mondo (in miliardi di dollari):

1.     Cina (261)

2.     USA (122)

3.     Germania (81)

4.     UK (64)

5.     Francia (41)

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