Estate, in vacanza 6,8 milioni di italiani in meno

L’analisi di Federalberghi: a casa il 53,7% di connazionali. Giro d’affari giù del 34,4%. Tiene il mare, male le città d’arte. Ma l’hotel resta prima scelta

Il 53,7% degli italiani a casa senza vacanze, giro d’affari giù del 34,4% e soggiorni più brevi per chi parte. È questa l’estate 2020 per il turismo domestico e i dati emersi da una indagine previsionale realizzata da Federalberghi con il supporto tecnico dell’Istituto Acs Marketing Solutions. L’analisi spiega che “è in netta diminuzione il numero degli italiani che hanno trascorso o trascorreranno una vacanza fuori casa durante il periodo estivo. Circa il 46,0% della popolazione, pari a 27,8 milioni di persone, ha già fatto una vacanza nel mese di giugno o si appresta a farla nei mesi di luglio, agosto e di settembre”.

Rispetto all’estate 2019, quando gli italiani in vacanza furono 34,6 milioni, mancano quindi all’appello 6,8 milioni di persone, -19,7%. A rimanere a casa saranno 32,4 milioni di persone, rispetto ai 20 milioni del 2019. Il giro d’affari complessivo stimato  è di 14,3 miliardi di euro, con un crollo verticale del 34,4% rispetto ai 21,8 miliardi dell’estate 2019. La vacanza principale costerà 639 euro a chi rimane in Italia e 1.600 euro a chi va all’estero.

Vacanza: durata e budget in calo

Altri dati di interesse: si riduce del 10% la durata media della vacanza principale e si dimezza il numero di coloro che faranno da 8 a 14 giorni di vacanza (16,9% vs 34,0%), con un travaso pressoché speculare verso coloro che passeranno da 4 a 7 notti fuori casa (da 41,8% a 57,1%) o si potranno permettere un week end o poco più (da 5,2% a 7,8%).
Cala anche il numero di coloro (2,0% contro il 9,4% del 2019) che, oltre alla vacanza principale, durante l’estate faranno anche delle vacanze brevi. La vacanza sarà più breve perché il budget è ridotto (60,6% degli intervistati), perché parte delle ferie è stata consumata durante il periodo di lockdown (59,8%), perché si dovrà lavorare, in quanto l’azienda quest’estate non chiuderà (16,1%).

I trend: hotel prima scelta, mare d’agosto leader

Il 96,2% degli italiani che ha effettuato o effettuerà una vacanza nel corso dell’estate rimarrà in Italia, per un totale di 26,7 milioni di persone. Anche se, complice il coronavirus, la quota di coloro che rimangono in Italia è cresciuta rispetto all’84,1% del 2019, il saldo è tragicamente negativo, con una diminuzione in valore assoluto di 2,4 milioni di persone. Il 2,8% andrà all’estero, mentre l’1,0% è ancora indeciso.

Quanto alle preferenze, mentre il mare si conferma la meta preferita, seppur in flessione rispetto allo scorso anno (77% vs 71%), seguita dalla montagna (9,5%) e dalle località lacuali (5,4%). Disastroso il bilancio delle città d’arte e delle località termali, con un calo superiore al 70%.

La spesa media complessiva (comprensiva di viaggio, vitto, alloggio e divertimenti) stimata per tutto il periodo estivo risulta in calo rispetto allo scorso anno (anche per effetto della durata ridotta), attestandosi sui 673 euro a persona contro gli 837 euro del 2019. Tra le tipologie di soggiorno scelte dagli italiani per trascorrere la vacanza principale, l’albergo rimane la scelta privilegiata, con il 24,7% delle preferenze. Seguono la casa di parenti o amici (22,1%), la casa di proprietà (15,4%) e il b&b (14,2%).

Agosto si conferma il mese leader, con il 66,3% degli italiani che lo scelgono per la propria vacanza principale, seguito dal mese di luglio, che fa registrare un 18,7% di presenze, mentre il 13,0% di chi andrà in vacanza ha preferito settembre.

Le parole di Bocca

“I programmi degli italiani per l’estate 2020 – osserva il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca – mostrano le drammatiche conseguenze della pandemia. Solo il 46% farà una vacanza (con un calo di quasi il 20% rispetto al 2019), mentre la maggioranza (circa 32,5 milioni di persone, il 53,7% della popolazione) resterà a casa, principalmente a causa delle ristrettezze economiche, che costringono gli italiani ad una drastica riduzione della spesa”.

“Dopo una primavera all’insegna del blocco totale – prosegue Bocca – l’estate stenta ad ingranare la marcia, con segnali di ripartenza a dir poco timidi e rilevabili solo in una parte del mercato. Giugno è stato penalizzato dalle incertezze post-lockdown, luglio sta vedendo i primi movimenti degli italiani e degli stranieri, ma siamo ben lontani dai livelli degli anni passati. A complicare il quadro interviene il blocco totale di alcuni mercati che esprimono una importante capacità di spesa (americani, russi e cinesi)”.

“Le imprese continuano a soffrire e a lottare – conclude Bocca – ma in assenza di interventi urgenti molte potrebbero non farcela. Ribadiamo dunque le misure che è indispensabile adottare se si vogliono salvare le imprese e i posti di lavoro: prorogare la cassa integrazione sino a fine anno, ridurre il cuneo fiscale per le aziende che richiamano in servizio il personale e completare le misure sull’IMU e sugli affitti, da estendere nella durata ed applicare a tutte le imprese alberghiere. Senza dimenticare che alla riapertura ci dovremo confrontare con un mercato internazionale ancor più competitivo ed occorre quindi incentivare la riqualificazione delle strutture, approfittando di questo periodo in cui molte aziende sono purtroppo vuote”.

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