Il Veneto gioca la sua Carta dell’accoglienza e dell’ospitalità

Una turista guarda una gondolaIl Veneto ha presentato la “Carta fondamentale dell’Accoglienza e dell’Ospitalità“, parte del più ampio Piano Strategico del Turismo messo a punto dalla Regione. Il progetto è stato annunciato ufficialmente a Venezia dall’assessore regionale al turismo, Federico Caner. Questo nuovo strumento riassume in un decalogo, declinato per le diverse tipologie d’accoglienza, i valori fondanti per un turismo di qualità in Veneto, frutto di un ampio percorso partecipativo, attuato attraverso il Tavolo Tematico Accoglienza e Capitale Umano coordinato da Massimiliano Schiavon. Nei prossimi mesi la Carta dell’Accoglienza sarà illustrata tecnicamente agli staff delle 16 OGD venete, ai tecnici delle associazioni di categoria, agli operatori di ciascuna destinazione, al sistema camerale.

“Da un lavoro di impegnativa analisi ed elaborazione – spiega l’assessore -, realizzato con passione dai nostri uffici insieme a numerosi rappresentanti del sistema dell’ospitalità veneta, è scaturito uno strumento di grande semplicità e immediatezza, una guida comportamentale per tutti, in primis per gli innumerevoli attori del settore turistico, ma utile anche per chi vive in una terra interamente vocata al turismo come la nostra”.

“Il turismo siamo noi – prosegue Federico Caner – e siamo noi a decretare il successo o meno di una destinazione. La qualità dell’accoglienza è data dal comportamento di tutti noi, da chi sorride al cliente in un qualsiasi desk o biglietteria, da chi cura con attenzione i luoghi in cui vive, da chi è bendisposto a fornire indicazioni all’ospite”. Secondo l’assessore, infatti, per il successo di una destinazione è necessario che tutti contribuiscano a creale le condizioni affinché il turismo sia vissuto come un bene comune, “ma perché lo si consideri tale – precisa – deve concretamente essere una fonte di benessere, di crescita, di occupazione, di ricchezza economica e culturale diffusa, non per pochi ma per l’intera comunità”.

La vera sfida ora, secondo l’assessore, è fare in modo che tutti gli attori del turismo nelle varie destinazioni della Regione Veneto mettano in pratica i consigli della Carta, perché l’esperienza che gli ospiti si portano a casa è la somma di tutto ciò che vivono sul territorio, dei servizi che trovano, di come vengono accolti durante il periodo della vacanza, di come interagiscono con le persone del luogo. “Di fatto è l’insieme di tanti elementi – precisa Caner -, che talvolta possono apparire banali ma non lo sono e dare qualità a tutti questi elementi significa contribuire a migliorare l’immagine complessiva della destinazione“.

I dieci plus del Veneto

La Carta parte da dieci caratteristiche salienti della destinazione Veneto che la rendono una meta turistica “Per tutti”, “Affidabile”, “Autentica”, “Competente”, “Connessa”, “Bella”, “Informata”, “Sicura”, “Rispettosa” e “Sostenibile”. Il documento è diviso quindi in dieci sezioni che presentano i valori e le linee guida cui devono ispirarsi gli attori del sistema, gli operatori del multiforme mosaico dell’offerta turistica veneta. La Carta in particolare si rivolge a:

1. Musei, siti archeologici, ville, borghi, castelli, centri storici, parchi e riserve naturali, parchi a tema e divertimento
2. Enti locali e Organizzazioni di gestione della destinazione (OGD)
3. Agenzie di viaggio
4. Strutture ricettive e locazioni turistiche
5. Guide turistiche, accompagnatori turistici, guide naturalistico-ambientali, guide alpine, accompagnatori di media montagna, maestri di sci
6. Attività commerciali, artigianali ed agricole
7. Pubblici esercizi, agriturismi, malghe e cantine
8. Impianti a fune, impianti sciistici, bike park e stabilimenti balneari
9. Trasporti pubblici e privati
10. Organizzatori di eventi pubblici e privati.

“Il Covid ci ha fatto e ci sta facendo tanto male – ha concluso l’assessore – ma almeno ha rafforzato alcune fondamentali consapevolezze: le persone hanno necessità di muoversi, di scoprire, di conoscere e di conoscersi e i luoghi nei quali è radicata la cultura dell’accoglienza sono e saranno quelli maggiormente capaci di soddisfare questa domanda”.

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