Dal facility management al noleggio degli impianti, GES affianca le strutture ricettive nella gestione tecnica, nell’efficientamento energetico e nel rinnovamento delle tecnologie. Un modello fondato su continuità operativa, costi prevedibili e un unico interlocutore

Dietro le quinte di un hotel opera un sistema di impianti che deve garantire – senza interruzioni – temperatura, acqua calda, illuminazione, sicurezza e comfort. È un’infrastruttura che rimane invisibile finché tutto funziona, ma che diventa immediatamente centrale quando un malfunzionamento compromette la qualità del soggiorno o rende indisponibili camere e servizi. In una struttura ricettiva, infatti, il problema tecnico non rimane confinato al locale impianti: può incidere direttamente sull’esperienza dell’ospite, sulla piena operatività dell’hotel e, in ultima analisi, sul risultato economico. È in questo spazio, tra complessità tecnologica e necessità di assicurare continuità al servizio, che si colloca GES – Green Energie Service. L’azienda guidata dal CEO Mirco Vannucchi ha trasformato l’esperienza maturata nell’impiantistica in un modello di facility management integrato rivolto anche al settore alberghiero. L’obiettivo è superare la frammentazione tradizionale degli interventi, affidando a un unico soggetto il coordinamento della gestione tecnica, delle manutenzioni, degli adempimenti normativi e degli investimenti destinati al rinnovamento degli impianti.
Il modello di facility management integrato

La storia di GES parte dal lavoro svolto direttamente sugli impianti che ha portato l’azienda a ripensare il rapporto tra manutentore e cliente. “Per molti anni abbiamo lavorato esclusivamente nel settore impiantistico, occupandoci della realizzazione e della manutenzione di impianti tecnologici. Questo ci ha permesso di conoscere molto bene le esigenze delle strutture ricettive e di comprendere quali fossero i limiti del modello tradizionale”, racconta Mirco Vannucchi. La gestione di impianti termici, elettrici, idraulici, antincendio e di climatizzazione viene spesso suddivisa tra soggetti differenti, rendendo difficile mantenere una visione unitaria dell’edificio e delle sue necessità. “Ci siamo accorti che gli hotel erano costretti a gestire decine di fornitori diversi e ciò significava perdita di tempo, difficoltà di coordinamento e costi spesso fuori controllo, dedicando risorse a un’attività lontana dal core business”. GES ha sviluppato il proprio modello di facility management integrato proprio per assorbire questa complessità e assicurare una presa in carico complessiva della gestione tecnica.
Il CEO spiega che il passaggio dall’intervento puntuale al coordinamento centralizzato ha richiesto anche un’evoluzione organizzativa su scala nazionale, investendo nella formazione delle risorse interne e nella creazione di una rete di collaboratori qualificati.
“Oggi GES gestisce il patrimonio impiantistico del cliente accompagnandolo in un percorso di efficientamento continuo. Per noi il facility management significa assumersi la responsabilità completa della gestione tecnica di una struttura, programmando, prevenendo, controllando e migliorando continuamente l’efficienza degli impianti e dei servizi”.
Nel settore alberghiero questa responsabilità assume un peso particolare, perché la componente tecnica è direttamente collegata alla qualità dell’accoglienza. “L’ospite deve trovare sempre camere climatizzate, acqua calda, impianti funzionanti e ambienti sicuri. Il nostro compito è fare in modo che tutto questo avvenga senza che la direzione debba preoccuparsene”.
Il perimetro delle attività comprende la manutenzione degli impianti termici e di climatizzazione, le pompe di calore, i gruppi frigoriferi, gli impianti idraulici ed elettrici, i sistemi antincendio, gli adempimenti F-Gas e il ruolo di Terzo Responsabile. A questi servizi si aggiungono reperibilità H24, pronto intervento, manutenzioni programmate, reportistica, monitoraggio dei consumi energetici e pianificazione degli investimenti.
Noleggio Efficiente, innovare senza immobilizzare capitale
L’ultima estensione dell’offerta GES è rappresentata dal progetto “Noleggio Efficiente”, attraverso il quale l’azienda affianca alla gestione degli impianti anche il loro rinnovamento, senza richiedere al cliente un investimento iniziale. La formula viene applicata principalmente a pompe di calore, centrali termiche, sistemi per la produzione di acqua calda sanitaria, impianti di climatizzazione e monitoraggio e, più in generale, a tecnologie ad alta efficienza energetica. “All’interno del canone sono normalmente comprese manutenzione, assistenza, copertura assicurativa e gestione tecnica. Al termine del contratto, che può arrivare fino a 60 mesi, l’impianto diventa di proprietà del cliente”. Il modello è particolarmente interessante per le strutture che devono sostituire impianti datati ma, allo stesso tempo, investire nella riqualificazione delle camere, nei servizi, nella digitalizzazione o nel riposizionamento commerciale. Il noleggio consente di distribuire l’investimento nel tempo, trasformandolo in un costo programmabile e collegando la disponibilità della tecnologia a un servizio continuativo.
Vannucchi precisa che, per GES, facility management e noleggio non rappresentano due offerte separate, ma le componenti di un medesimo percorso: la loro combinazione permette di individuare le apparecchiature meno efficienti o maggiormente esposte al rischio di guasto e di pianificarne la sostituzione secondo priorità tecniche ed economiche. Per le catene alberghiere, inoltre, il modello può favorire una progressiva omogeneizzazione delle dotazioni presenti nelle diverse sedi.
Costi prevedibili e servizi su misura
Per le strutture ricettive, qualità del servizio e sostenibilità economica devono procedere insieme. La continuità operativa rimane prioritaria, ma cresce anche l’esigenza di prevedere le spese, ridurre l’impatto delle emergenze e liberare la direzione da attività tecniche e amministrative sempre più articolate. “Oggi gli hotel chiedono soprattutto tre cose. La prima è continuità del servizio. Un fermo impianto in una struttura ricettiva significa camere invendibili, clienti insoddisfatti e perdita economica”. Il costo di un guasto, del resto, non coincide soltanto con la fattura dell’intervento. Può comprendere la mancata vendita delle camere, la necessità di ricollocare gli ospiti, eventuali compensazioni, recensioni negative e un carico di lavoro aggiuntivo per il personale. Prevenire il problema o ridurre i tempi di ripristino significa quindi proteggere direttamente il fatturato. “La seconda riguarda il controllo dei costi. Non tanto spendere meno, quanto sapere in anticipo quanto si spenderà”. Per la direzione, la prevedibilità consente di superare una gestione scandita da urgenze e spese straordinarie. Un piano pluriennale permette di distinguere ciò che richiede un intervento immediato da ciò che può essere programmato, evitando di rinviare gli investimenti fino al momento in cui il guasto rende inevitabile una sostituzione. “La terza è la semplificazione gestionale. Le direzioni alberghiere vogliono concentrarsi sull’esperienza dell’ospite e delegare tutta la complessità tecnica a partner affidabili”. A queste esigenze si è aggiunto negli ultimi anni il tema della sostenibilità: ridurre i consumi incide sui costi operativi, contribuisce agli obiettivi ambientali dei gruppi alberghieri e risponde alle aspettative di ospiti e stakeholder. La risposta a tutto ciò non può essere identica per ogni struttura. Un city hotel business aperto tutto l’anno, un resort stagionale, una struttura con centro congressi o un albergo dotato di spa presentano carichi, criticità e modalità operative differenti. “Non proponiamo mai soluzioni standard. Ogni progetto parte da un’analisi tecnica molto approfondita. La valutazione considera diversi parametri e solo dopo questa fase costruiamo un piano di gestione personalizzato”.
Dalla manutenzione predittiva agli impianti “as a service”
Nei prossimi anni, la trasformazione digitale renderà ancora più profonda l’integrazione tra gestione, manutenzione ed efficientamento. Il monitoraggio da remoto consente di raccogliere dati sulle condizioni di esercizio, individuare anomalie e confrontare le prestazioni di impianti installati in strutture differenti. “Il facility management evolverà da semplice manutenzione a gestione strategica degli immobili. Gli impianti saranno sempre più monitorati da remoto e l’intelligenza artificiale aiuterà a prevedere i guasti prima che si verifichino. Le manutenzioni diventeranno sempre più predittive”.
La disponibilità dei dati è destinata a modificare anche le modalità di intervento. Invece di affidarsi esclusivamente a scadenze prestabilite o attendere il manifestarsi del guasto, sarà possibile riconoscere variazioni di comportamento che anticipano una criticità. “Parallelamente crescerà il modello ‘as a service’: sempre meno aziende acquisteranno impianti e sempre più preferiranno pagare un servizio completo che garantisca prestazioni, continuità operativa e aggiornamento tecnologico”. In questo scenario, GES punta a estendere il proprio ruolo lungo tutte le fasi della vita dell’immobile e dei suoi sistemi tecnologici. Dalla progettazione alla messa in servizio, dalla manutenzione al monitoraggio, fino all’efficientamento e alla sostituzione. È una prospettiva coerente con la trasformazione dell’hospitality. Mentre l’esperienza dell’ospite diventa sempre più personalizzata, digitale e articolata, anche ciò che accade dietro le quinte richiede un livello superiore di coordinamento. La manutenzione smette così di essere una funzione esclusivamente reattiva e diventa una componente strategica della gestione alberghiera: una regia tecnica discreta, chiamata a garantire ogni giorno le condizioni necessarie affinché l’hotel possa concentrarsi sulla qualità dell’accoglienza.
