Palazzo Firenze torna ad aprire le sue porte con un “volto” tutto nuovo. La struttura di Baglioni Hotels & Resorts ha presentato il risultato del suo profondo restyling, che ha richiesto circa sei mesi di lavori. Nel quartiere di Santa Croce, in via Ghibellina, l’hotel occupa Palazzo Jacometti Ciofi, costruito nella prima metà del Settecento per volontà del marchese Giovanni Maria Baldinucci, tesoriere del Papa, su un terreno già appartenuto all’esploratore Giovanni da Verrazzano. Questa eredità è il punto di partenza dell’intervento, che ha coinvolto le aree comuni e le 24 camere e suite.
La filosofia dell’intervento
A guidare il progetto di ristrutturazione – firmato dallo Studio Marco Piva – è stato il concept “beauty by design”: una bellezza pensata per essere vissuta, che invita l’ospite a rallentare, osservare e scoprire i dettagli degli ambienti. Arredi su misura, nuove cromie e soluzioni di illuminazione contemporanee si affiancano agli affreschi, agli stucchi e alle superfici originali, rendendo gli spazi più confortevoli e mantenendone riconoscibile l’identità. “Ogni spazio – si legge in una nota – è stato oggetto di uno studio specifico, attraverso un confronto costante con la Soprintendenza, restauratori e maestranze locali specializzate. Porte, pavimenti in cotto e superfici originali sono stati recuperati e valorizzati, mentre materiali, tessuti e rivestimenti sono stati scelti in relazione alle decorazioni esistenti“.
Al progetto hanno contribuito alcuni dei principali nomi del design italiano: Rubelli per i tessuti, Gessi per i complementi da bagno e Cassina per sedute e complementi d’arredo. L’illuminazione comprende lampade Flos, tra cui Noctambule e Coordinates, mentre nella Suite Da Verrazzano trova posto il tavolo in marmo Isamu Stone di Baxter.
Gli spazi rinnovati
Il rapporto tra elementi storici e contemporanei attraversa l’intero palazzo. Nella Sala della Musica, concepita come teatro privato con nicchie per i musicisti celate dietro pannelli decorativi, il progetto valorizza il carattere dell’ambiente attraverso nuovi arredi, materiali e cromie. Nelle Signature Suite, situate ai piani alti, sono invece le figure a cui gli spazi sono dedicati a suggerire colori, forme e texture.
La De Pepi Suite, di 91 metri quadrati, rende omaggio alla famiglia fiorentina legata al commercio delle spezie: la palette richiama i cromatismi del pepe, mentre le superfici e le linee degli arredi si ispirano a oggetti come mortai e macinini, affiancandosi agli affreschi settecenteschi e ai pavimenti in parquet. Nella Da Verrazzano Suite, di 168 metri quadrati, il tema del viaggio e della navigazione prende forma attraverso tonalità dal blu all’ocra, superfici materiche e profili che evocano il movimento delle onde. La suite comprende due grandi saloni affrescati e una camera con soffitto a cassettoni decorato. Le due suite possono unirsi nella Santa Croce Royal Suite, un appartamento di 260 metri quadrati con un intero piano riservato, due camere da letto, bagni en suite e tre salotti. La Junior Suite Terrace offre invece un balcone privato con vista sulla Basilica di Santa Croce.
La general manager e l’architetto
“Oggi il palazzo esprime pienamente la propria anima, offrendo una lettura autentica di Firenze attraverso i suoi spazi, la sua atmosfera e la sua storia”, afferma Flora Grillo, general manager di Palazzo Firenze.
“Ci siamo avvicinati a Palazzo Firenze con grande rispetto per il suo valore storico e monumentale – spiega l’architetto Marco Piva – ma con la consapevolezza che un edificio così importante non può essere semplicemente conservato. Il nostro obiettivo era restituirgli una nuova vitalità. Non si tratta solo di un palazzo, ma di una parte della città: intervenire qui significa contribuire a quella che definiamo ‘magnificenza civile’, una bellezza condivisa, che arricchisce il tessuto urbano”.
Il food e la città
Il legame con il territorio prosegue a tavola, da Guelfi e Ghibellini, il ristorante e bar al primo piano. Lo chef Antonino Pepe interpreta la tradizione toscana con ingredienti locali e di stagione e accenti mediterranei. Il menu comprende proposte vegetariane, vegane e senza glutine; la carta dei vini affianca etichette toscane e italiane a una selezione di champagne. Al piano terra del palazzo si trova inoltre Enoteca Pinchiorri, ristorante insignito di tre stelle Michelin, con proprietà e gestione indipendenti dall’hotel.
Tra le botteghe artigiane di Santa Croce, il vicino mercato di Sant’Ambrogio e i luoghi d’arte raggiungibili a piedi, il soggiorno si apre alla scoperta della città. L’hotel propone anche esperienze personalizzate, costruite intorno agli interessi e ai desideri degli ospiti. Palazzo Firenze fa parte di Baglioni Hotels & Resorts, collezione italiana di The Palace Company, gruppo internazionale dell’ospitalità di lusso, ed è membro di The Leading Hotels of the World. Entrato nella collezione nel 2009 come Baglioni Relais Santa Croce, ha assunto il nome attuale nel 2024.

