L’Hotel Bella Vista di Trafoi, ai piedi dell’Ortles, nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio, è stato costruito nel 1875. Così la struttura a conduzione familiare – appartiene a Gustavo Thoeni e alla sua famiglia – ha visto l’arrivo dei primi turisti – prima solo in estate, poi anche in inverno – le prime auto che arrivavano in zona – la prima gara automobilistica in montagna fu la Trafoi – Cortina – e nel corso degli anni ha sviluppato il suo modello di ospitalità come family hotel. Nel 2026 per l’hotel si apre un nuovo capitolo, con l’apertura della nuova ala dell’hotel, progettata da Matteo Thun.

L’ispirazione della nuova ala arriva dal vissuto di Matteo Thun, anche lui originario dell’Alto Adige e amico di Gustavo Thoeni: “Questo progetto nasce da un ricordo d’infanzia: le aquile sopra Trafoi e il silenzio della montagna. Ai piedi dell’Ortles, prende forma un nido contemporaneo, un’architettura leggera e intima che si inserisce nel paesaggio alpino. Ogni spazio è progettato come un’apertura verso la natura, in modo che il vero protagonista resti sempre il paesaggio”. La nuova ala è caratterizzata da una leggera struttura esterna in legno e da un’architettura organica che si innesta perfettamente nella natura che la circonda. Le grandi vetrate aprono lo sguardo verso le cime dello Stelvio e le Dolomiti dell’Engadina, dissolvendo il confine tra interno ed esterno e portando i panorami dentro gli spazi dell’hotel.
Lo studio Matteo Thun & Partners ha collaborato per gli interni con l’architetto Christina Biasi von Berg dello studio Biquadra di Merano, e per la parte strutturale, esecutiva e urbanistica con l’ingegnere Wolfgang Oberdörfer.

Il primo intervento, completato nel dicembre 2025, ha dato vita al nuovo lounge bar con camino, “Home of Gold”: uno spazio intimo e avvolgente che racconta la storia sportiva di Gustav Thöni e della leggendaria “Valanga Azzurra”. Non solo un ambiente di convivialità, ma una narrazione architettonica dove il calore del fuoco e i materiali naturali dialogano con i ricordi di un’epoca che ha segnato lo sci mondiale. Contestualmente è stata realizzata la nuova reception, concepita come punto di connessione tra l’edificio storico del 1875 e la nuova ala. Uno spazio di passaggio che diventa simbolo di continuità tra passato e presente, tra tradizione alpina e visione contemporanea.
Con l’apertura di maggio 2026, l’esperienza si amplia ulteriormente con 24 nuove suite, orientate verso l’imponente paesaggio dello Stelvio che si aggiungono alle 26 della struttura originaria per un totale di 50 camere. Grandi finestre panoramiche incorniciano le vette, mentre gli interni accolgono angoli soggiorno e zone relax dove la luce naturale diventa elemento progettuale. Ogni suite è pensata come un osservatorio privilegiato sulla montagna, un rifugio silenzioso dove il panorama entra a far parte dello spazio abitato.

Nel nuovo progetto il benessere è un’estensione naturale del paesaggio. Tra le novità un’ampia area benessere, riservata agli adulti, con spa e un’area relax completamente immerse nella montagna. La piscina a sfioro si apre verso il Canyon del Trafoi come una terrazza sospesa, mentre una grande vetrata panoramica incornicia le vette e amplifica la profondità dello sguardo. Nuotare qui significa immergersi in un orizzonte che non ha confini, dove l’acqua riflette il cielo e le montagne diventano parte dell’esperienza sensoriale. Accanto alla piscina, un’ampia vasca idromassaggio con una splendida vista sul paesaggio, sale per yoga e fitness e quattro nuove saune: dall’infrarossi alla biosauna, dal bagno turco alla sauna per famiglie. L’area relax “Fire and Ice” con focolare e doccia di neve traduce in esperienza sensoriale il dialogo primordiale tra fuoco e ghiaccio, elementi che da sempre definiscono l’identità alpina. All’esterno, la sauna panoramica trova una nuova collocazione immersa nel paesaggio, accanto a un piccolo lago naturale alimentato da una sorgente che sgorga all’interno della proprietà.
All’esterno, la “Natur-Arena” un’area relax che abbraccia visivamente le montagne circostanti, invita alla contemplazione e alla riconnessione con i ritmi dell’ambiente circostante. Qui il wellbeing nasce dalla natura e ritorna alla natura, nel rispetto dei suoi ritmi e delle sue stagioni. In questo contesto, il benessere non è evasione, ma riconnessione: con il proprio respiro, con il paesaggio, con la dimensione più autentica della montagna.
