Lo slogan che rappresenta il nuovo Hilton Milan, tornato con una nuova veste dopo un profondo intervento di restyling, è “Breeze of Milan”. Una vera dichiarazione d’intenti, perché alla base dell’intervento di restyling, del concept ristorativo e delle esperienze proposte dall’hotel c’è l’intenzione di trasmettere – in varie forme – l’idea di milanesità.

“Il claim sintetizza quello che vogliamo percepisca l’ospite in tutta la sua esperienza di soggiorno: una brezza milanese che si può sentire in tutto l’albergo – spiega Daniele Fabbri, general manager di Hilton Milan dal 2022 – Milano è una città che dopo l’Expo è cambiata moltissimo, diventando anche una destinazione leisure. Fino a 25 anni fa a chi arrivava qui per lavoro poteva capotare di ripartire senza aver vestito nulla della città; oggi chi invece viene a Milano – grazie a una comunicazione più attenta e all’avvento dei social media – vuole anche scoprire un particolare angolo della città o provare un determinato ristorante”.
Ospitalità in evoluzione
Così Milano ha visto trasformarsi i viaggiatori per business, che estendono il loro soggiorno per motivi di piacere e, per un modello di accoglienza che pone nuove domande, gli hotel sono chiamati a proporre nuove risposte. “Hilton Milan è profondamente cambiato perché sono cambiati i bisogni del cliente e noi dobbiamo anticipare le risposte a queste nuove richieste” spiega ancora Fabbri. Anche perché l’Hilton Milan ha la fortuna di essere uno degli alberghi più grandi in questa posizione e con caratteristiche molto interessanti per molti target: 4 stelle, 320 camere, 13 sale per meeting, una delle quali per 200 persone e con due collegabili, location molto vicina alla stazione. Una combinazione che garantisce un buon mix nella clientela, che è sta business che leisure che mice.
Spirito dinamico
Il progetto di redesign dell’albergo è durato due anni, 2024 e 2025, e si è svolto in due fasi distinte, chiudendo soltanto metà albergo. L’intervento è stato seguito da THDP – a parte l’area buffet che è stata disegnata da ovre.design – e ha adottato un approccio contemporaneo che ha valorizzato luminosità, comfort ed estetica complessiva utilizzando una palette cromatica, una serie di texture e un’illuminazione che ha contribuito a creare un’atmosfera accogliente in tutto l’hotel.
Sono state interessate dall’intervento entrambe le ali dell’hotel, comprese le suite, l’Executive Lounge e le principali aree comuni. Executive Room, Suite e Junior Suite sono state completamente ripensate, con interventi nelle camere da letto, nelle aree living e nei bagni. Anche tutte le altre camere sono state modernizzate per offrire ambienti più luminosi e funzionali, pensati per il relax e il benessere degli ospiti. Sono stati rinnovati anche gli spazi dedicati a meeting ed eventi sono stati rinnovati con nuove moquette e arredi moderni. Le sale, riprogettate con cura, offrono oggi un ambiente più moderno e accogliente, caratterizzato da una nuova palette cromatica che alterna eleganti tonalità di verde e bordeaux.
Profumi milanesi anche in cucina
Il concept ristorativo è coerente con la ‘breeze’ che tutto l’hotel intende trasmettere. Già dal nome: il ristorante si chiama Cotoliamo, un termine che è una combinazione tra la cotoletta e l’amore. Con la cucina guidata dallo chef Paolo, il ristorante è aperto anche agli ospiti esterni e, grazie a una comunicazione mirata, è molto frequentato dai local in pausa pranzo. Non solo: “Proponiamo anche delle cooking class basate sulla cucina milanese storica, perché uno dei pillar che noi sul quale puntiamo molto è la milanesità, cioè la capacità di trasferire l’essenza di Milano ai nostri clienti” chiarisce Fabbri.
Esperienze naturali
Una delle innovazioni dell’hotel è la serra sul terrazzo, un angolo di verde per l’ospite in una zona della città che ha un carattere decisamente urbano, vicino al distretto degli affari.

Alla serra sono collegate anche diverse esperienze, come la preparazione del pesto con il basilico che cresce in hotel o dell’olio piccante con i sei diversi tipi di peperoncino coltivati in loco, e anche la proposta mixology, che utilizza, per i suoi cocktail le erbe della serra.
