Un’idea di fedeltà diversa da tutte le altre e che mette l’esperienza al centro della scena. La propone UNA Italian Hospitality con il suo nuovo loyalty program, “battezzato” con il nome di untourist e pensato per rendere la fidelizzazione più immediata, flessibile e vicina alle esigenze dei viaggiatori contemporanei, dando la possibilità di vivere il territorio attraverso l’ospitalità, la cultura, l’enogastronomia e le persone.
Come funziona il programma
L’iscrizione a untourist è gratuita e consente di accedere fin dal primo soggiorno a vantaggi dedicati, a partire da un bonus di benvenuto di 1.500 punti. Il programma si sviluppa attraverso quattro livelli di appartenenza – Traveller, Explorer, Passionate e Lover – che accompagnano progressivamente gli ospiti offrendo benefici e opportunità sempre più esclusivi. I punti accumulati possono essere utilizzati per saldare nuovi soggiorni, upgrade di camera, servizi dedicati ed esperienze legate al food & beverage, al wellness, alla scoperta del territorio, nonché all’acquisto di Gift Card. La loyalty diventa così non soltanto uno strumento per premiare la fedeltà degli ospiti, ma un modo per ampliare le occasioni di esperienza.
Il concept di untourist
“Con untourist abbiamo voluto interpretare la loyalty in modo coerente con il viaggiatore di oggi: una persona che non cerca soltanto un luogo in cui soggiornare, ma un’esperienza memorabile che possa continuare e rinnovarsi nel tempo. Per questo abbiamo scelto di costruire un programma basato su vantaggi concreti, flessibilità e possibilità di scoprire sempre qualcosa di nuovo. Il nostro obiettivo è che ogni soggiorno non rappresenti un punto di arrivo, ma lasci un’impronta duratura, che porta in sé il seme di una nuova successiva esperienza”, osserva Giorgio Marchegiani, Amministratore Delegato di UNA Italian Hospitality.
Lo scenario italiano
L’iniziativa di UNA Italian Hospitality si inserisce in un contesto in cui il turismo in Italia continua a crescere e, nel contempo, cambiano le modalità con cui i viaggiatori scelgono destinazioni, periodi e modalità di soggiorno. Nei primi sei mesi del 2026 le presenze in Italia sono aumentate del +4,9% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre a luglio la crescita è stata del +4,4%, sostenuta in particolare dalla componente internazionale, in aumento del +6%. Parallelamente, la domanda va incontro a una destagionalizzazione e si distribuisce sempre più tra destinazioni diverse: accanto al mare, crescono città d’arte, piccoli centri e destinazioni emergenti, mentre il periodo di viaggio tende a estendersi oltre i tradizionali mesi di luglio e agosto.
Il 2026 di UNA Italian Hospitality
Sul piano aziendale, i primi otto mesi del 2026 “confermano – come si legge in una nota – il momento positivo di UNA Italian Hospitality, che registra una crescita del +8,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. A sostenere la performance è soprattutto l’evoluzione del mix geografico della domanda: gli ospiti provenienti dal Nord America crescono del +28,7%, mentre quelli da Europa e Regno Unito del +2,4%“. Anche il segmento leisure registra un andamento positivo, con i ricavi delle destinazioni balneari di UNA Italian Hospitality in crescita del +6,2% nell’estate 2026. Numeri che confermano un’evoluzione delle scelte di viaggio, sempre più orientate a combinare una destinazione con la scoperta del territorio e che favoriscono una distribuzione della domanda tra destinazioni e stagioni differenti.
L’analisi dell’a.d.
“I risultati dei primi otto mesi confermano la solidità del nostro percorso di crescita, ma raccontano anche un’evoluzione più ampia del mercato. La domanda verso l’Italia è sempre più internazionale e articolata e si distribuisce tra città, destinazioni leisure e territori di nuova esplorazione, mentre il viaggio tende a superare i tradizionali picchi stagionali. La crescita dei flussi di clienti dal Nord America, insieme alle performance delle nostre destinazioni balneari, dimostra quanto sia importante saper intercettare esigenze di viaggio diverse e accompagnare l’ospite in un mercato in continua evoluzione e tendenzialmente più sofisticato, dove il viaggio è sempre meno un bene puramente voluttuario e sempre di più ingrediente ricorrente dello star bene”, conclude Marchegiani.
