Nella grammatica della musica la melodia ha andamento ascendente, dal basso verso l’alto, come pennellate acustiche; l’armonia, invece, ha movimento circolare, come l’abbraccio caldo di una boiserie: un fluire che gira, avvolge e ritorna. Per la fisica del suono, orecchio e mente percepiscono queste combinazioni come piacevoli. Non si tratta di semplici suggestioni ma vere e proprie frequenze, vibrazioni, rapporti matematici: sintonie che influenzano l’organismo in senso psicofisico, stimolando e favorendo il benessere.
Il subliminale e il sublime
La musica è fondamentale per il corpo umano, perché agisce in modo diretto, anche senza che ce ne accorgiamo. Il ritmo può sincronizzarsi con il battito cardiaco e il respiro, aiutando a rallentarli o a renderli più energici. Per questo una musica calma rilassa, mentre una vivace infonde movimento. Alcuni motivi riducono lo stress e la tensione fisica, altri sollevano l’umore, favoriscono il sonno e il rilassamento. Tutto questo, nel mondo dell’hôtellerie, migliora il comfort degli ospiti e scandisce le diverse fasi della giornata.
Accordi, sottofondi, atmosfere
Tailor Music è un’azienda italiana specializzata nel music design per alberghi, ristoranti e spa. Progetta colonne sonore su misura, coerenti con l’identità della struttura, per creare un’esperienza emotiva piacevole e renderla memorabile. La musica diventa così uno strumento di accoglienza e benessere e ogni progetto nasce dal confronto con la proprietà e da un’analisi degli ambienti, includendo anche l’ottimizzazione acustica. Le selezioni evitano standardizzazioni: reinterpretano i brani per renderli in linea con il contesto. Nella case history figurano Aman Venice, St. Regis Roma, La Posta in Val d’Orcia e Casa Angelina in Costiera Amalfitana. Il lavoro si articola in quattro fasi: progettazione, installazione, calibrazione e monitoraggio con aggiornamenti stagionali. Il repertorio? Mediterraneo, italiano, soft, jazz, grandi classici rivisitati, evergreen e bossa nova.
Tracce profonde
Alla base c’è un solido know-how musicale affiancato da un background imprenditoriale. Alessandro Lotto, fondatore di Tailor Music, è un ingegnere con esperienza internazionale e MBA e unisce visione strategica a sviluppo progettuale. Con lui lavorano Oscar Meccia, esperto nella valutazione musicale, e Andrea Lenzi, DJ, musicista elettronico e art director, che integra sensibilità artistica, competenze tecniche e attenzione all’identità sonora degli spazi. Da questo sodalizio è nata nel 2001 la prima consulenza musicale per il Gallery Hotel Art di Firenze della Lungarno Collection. Nel tempo, la passione si è evoluta in una ricerca sull’audiobranding. L’incontro tra Alessandro Lotto e Marco Solforetti ha portato nel 2016 alla nascita di Tailor Music, pensando alla musica negli spazi dell’ospitalità come un ecosistema relazionale e non come un semplice sottofondo. È Andrea Lenzi, che in Tailor Music cura progettazione e gestione dell’identità sonora, a raccontare a Hotel Domani in che modo il suono contribuisce a costruire nell’ospite la percezione del luogo.

“La musica è invisibile ma profondamente strutturante. Se gli elementi visivi definiscono lo spazio, il suono ne evoca il tempo e la percezione emotiva: è ciò che orienta – spesso in modo inconscio – il modo in cui un ospite vive un ambiente. È una specie di architettura del tempo e in questo senso, citare il pensiero di Eero Tarasti, tra i massimi esperti di semiotica musicale, è fondamentale: la musica non subisce il tempo dell’orologio, ma è capace di generare un tempo proprio. In pratica, attraverso il suono, non viviamo più il tempo cronometrico, ma entriamo in una dimensione percettiva costruita dal suono stesso, che non è semplice accompagnamento, ma leva strategica che definisce l’identità di uno spazio, rendendolo intimo o dinamico, accogliente o contemplativo. Non è il tempo reale a determinare la percezione di un ambiente, ma come il suono ne modella la durata interiore. Il nostro lavoro non è reinventare l’hotel, ma comprenderne il carattere e assecondarlo con un linguaggio sonoro adeguato. Ogni struttura ha una propria ‘firma sonora’: non un jingle, ma un insieme armonico di timbri, ritmi e silenzi che crea riconoscibilità. Anche se difficile da descrivere, l’ospite la capta chiaramente. E il suono diventa un’estensione del brand”.
Una costruzione narrativa
Tra emozione e strategia, da dove si parte per costruire una selezione musicale? “Il punto di partenza è sempre un sistema, non un singolo elemento: nome, architettura, contesto, target e momenti della giornata definiscono il progetto – spiega Lenzi – La playlist non è una semplice selezione, ma una costruzione narrativa che regola mood, densità sonora e presenza della musica, che deve emozionare senza disturbare: soluzioni neutre o non guidate rischiano di risultare invasive o insignificanti. L’obiettivo è la coerenza, non la visibilità. La scelta tra brani esistenti e musica originale dipende dagli obiettivi: i primi evocano immaginari e memoria; la seconda garantisce unicità. Dal lato del management deve anche essere misurabile nei suoi effetti: aumento della permanenza, qualità dell’esperienza, ritorno del cliente. Non è solo una questione di gusto, ma di costruzione di senso”.
Poesia e tecnica
Scegliere la musica è solo ‘un pezzo’ del percorso: Tailor Music lavora anche su come i suoni interagiscono con gli ambienti in cui vengono riprodotti. Lo spiega ancora Andrea Lenzi: “Mi è capitato di lavorare su ambienti architettonicamente molto eleganti ma acusticamente “freddi”: grandi volumi, superfici riflettenti, un’estetica visiva curata ma con resa sonora poco accogliente. In questi casi lo spazio può risultare distante e impersonale. Non basta intervenire sulla musica: abbiamo agito su correzione acustica e sistema audio, controllando riverberi e riflessioni. Aspetti spesso sottovalutati ma fondamentali, perché senza una base tecnica adeguata anche il miglior repertorio perde efficacia. Distribuzione dei diffusori, gestione delle basse frequenze e pressione sonora sono elementi decisivi. Con questa integrazione siamo riusciti a creare una dimensione completamente diversa e lo spazio ha iniziato a ‘respirare’ in modo più umano”.
Non solo per gli ospiti
Quali sono gli effetti della musica in hotel per chi in albergo non è in vacanza ma ci lavora? “Come osserva il collega Alessandro Lotto – spiega Lenzi – l’esposizione prolungata alla musica influisce su energia e umore: una rotazione poco curata può avere effetti negativi. Allo stesso tempo, lo staff è un osservatorio prezioso dei feedback della clientela. L’ennesima riprova che il suono non è decorazione, ma architettura invisibile. Questo approccio è il risultato anche della visione che ho approfondito lavorando con il fondatore di Tailor Music, Marco Solforetti, che ha contribuito in modo decisivo a portare il tema della musica nell’hospitality su un piano progettuale e non più decorativo”.
Come in tour
E il libro di Marco Solforetti, ‘La musica che accoglie’, ha dato il via a una serie di incontri di confronto tra operatori del settore in cui si approfondisce il ruolo dell’identità sonora come elemento chiave. I primi appuntamenti al Grand Hotel Parker’s di Napoli e al Vetera Matera di Napoli hanno confermato quanto il tema sia ormai centrale e condiviso nel settore. Il progetto è ideato, organizzato e promosso da Tailor Music attraverso Luxury Music Experience, un format che indaga il ruolo della progettazione sonora nell’ospitalità contemporanea.
