Antincendio, prevenire è meglio: parola agli esperti

Due professionisti della sicurezza e della prevenzione degli incendi raccontano le norme per la sicurezza contro il fuoco, la situazione negli hotel italiani e le priorità per salvaguardare ospiti e personale
Immagine di Dangais da Pixabay
Due professionisti della sicurezza e della prevenzione degli incendi raccontano le norme per la sicurezza contro il fuoco, la situazione negli hotel italiani e le priorità per salvaguardare ospiti e personale

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In hotel la sicurezza non è un dettaglio tecnico: è la premessa invisibile di ogni esperienza di ospitalità. Dietro una notte serena, una colazione in sala o un corridoio silenzioso nelle ore notturne, esiste un sistema complesso fatto di norme, strategie progettuali, formazione e gestione quotidiana. Un quadro nel quale la prevenzione degli incendi ha un ruolo di fondamentale importanza.

Ne parliamo con Mirco Damoli, presidente di Prevenzioneincenditalia, e con Roberto Masciopinto, coordinatore regionale Puglia dell’associazione. I due ingegneri ci guidano attraverso le norme, le criticità più frequenti riscontrate nelle strutture ricettive e le sfide future, tra innovazione tecnologica e priorità di investimento. Un confronto tecnico ma concreto, che mette al centro un interrogativo fondamentale: se la sicurezza antincendio in hotel sia vissuta come mero adempimento burocratico o come autentico investimento sulla tutela delle persone.

È vero quanto si dice, che il quadro normativo antincendio italiano sia il più “severo” del mondo?

M.D.: Uno studio comparativo elaborato alcuni anni fa, realizzato confrontando le misure di sicurezza antincendio richieste per un albergo “medio”, non evidenziava una marcata differenza con altri Paesi europei; per alcune misure le prestazioni richieste erano comparabili o inferiori – resistenza al fuoco, numero di scale minimo… – e per altre più stringenti, ad esempio sulla reazione al fuoco. In generale, possiamo affermare che il quadro normativo italiano è oggi sufficientemente completo, sia dal punto di vista progettuale che della gestione della sicurezza antincendio. Questo permette a professionisti e aziende del settore di adottare le misure più adeguate e idonee per minimizzare il rischio di incendio e garantire il raggiungimento dell’obiettivo di salvaguardia delle persone.

Qual è oggi lo stato dell’arte tra gli albergatori italiani, quanto a sensibilità e corretta informazione verso la sicurezza antincendio? 

M.D.: L’approccio alla sicurezza antincendio da parte dei titolari delle attività alberghiere non è uniforme; come per altri settori produttivi si riscontrano diverse sensibilità sul tema. Purtroppo si rilevano ancora casi in cui l’attenzione e la sensibilità degli operatori del settore è funzionale agli adeguamenti che vengono richiesti dagli organi di controllo, ai fini dell’assolvimento degli adempimenti burocratici.

Quali sono i principali rischi di incendio specifici per un hotel rispetto ad altri edifici aperti al pubblico?

R.M.: Nelle attività alberghiere progettate e gestite nel rispetto dei criteri dettati dalle norme di settore la probabilità di innesco di un incendio, per tipologia di impianti e materiali, è paragonabile a quelle di altre attività aperte al pubblico. La particolarità delle strutture ricettive è rappresentata dalle caratteristiche delle persone che le frequentano. In particolare, la tipologia di ospiti che possono essere presenti in un albergo è la più varia – adulti, anziani, bambini, persone con esigenze speciali – e il loro livello di conoscenza degli ambienti è in genere poco approfondita; inoltre, in particolare nelle ore notturne, gli ospiti sono in condizione di “non veglia”. Tutte queste condizioni comportano una relativa complessità nella gestione di un’eventuale emergenza, a cominciare dai tempi di risposta all’eventuale allarme, che non sono immediati; questa condizione influenza la redazione delle regole tecniche e la conseguente progettazione delle misure di sicurezza.

Quali sono gli errori più frequenti riscontrati durante le verifiche o le consulenze?

M.D.: Attraverso le consulenze che i professionisti della nostra associazione svolgono su tutto il territorio nazionale emerge un quadro complessivo carente in termini di adeguata gestione della sicurezza antincendio sia in esercizio che in emergenza. La mancata o non corretta gestione delle misure di sicurezza antincendio comporta una rapida riduzione del livello di sicurezza raggiunto con l’adeguamento alle disposizioni vigenti – inefficienze impiantistiche, carenza nelle compartimentazioni… – oltre che comportare una rapida vanificazione degli investimenti fatti.

In fase di progettazione o ristrutturazione, quali elementi non dovrebbero mai essere sottovalutati?

R.M.: In linea di principio non esiste una misura di sicurezza che prevale sulle altre: la sicurezza antincendio si persegue attraverso la progettazione e la gestione di un’adeguata strategia antincendio che si concretizza con la realizzazione di soluzioni tecniche e gestionali che, tutte insieme, concorrono a minimizzare il rischio e raggiungere l’obiettivo di salvaguardia delle persone. La progettazione dei percorsi dedicati all’esodo con il supporto di segnaletica e illuminazione d’emergenza, l’individuazione dei luoghi sicuri e l’utilizzo di impianti di rilevazione e segnalazione di allarme. Infine – ma non per minore importanza – occorre ricordare che il Piano di Emergenza di un’attività ricettiva deve essere “inclusivo” e deve quindi comprendere anche tutte quelle misure e attenzioni specifiche che consentano la salvaguardia della vita di tutti gli occupanti, in particolare delle persone con fragilità.

Nella pratica, lo staff di un hotel medio italiano sa davvero come comportarsi in caso di incendio?

R.M.: La formazione del personale è un elemento determinante per tutti i luoghi di lavoro e quindi anche per le strutture ricettive, in particolare quelle complesse e sviluppate su più piani o su aree estese, come ad esempio i villaggi turistici. È opportuno sottolineare che una adeguata informazione e formazione sui rischi specifici presenti nelle strutture, sulle dotazioni di sicurezza e sulle procedure in emergenza deve essere estesa a tutto il personale e non deve essere confusa con la formazione da garantire agli “addetti all’emergenza”, per i quali sono previsti specifici percorsi formativi. La formazione è inoltre completata con l’organizzazione di addestramenti finalizzati all’attuazione delle procedure di emergenza. In merito alla concreta attuazione dell’informazione e formazione, che è parte integrante della corretta gestione della sicurezza, la situazione è ovviamente molto varia ma frequentemente è un elemento debole della corretta strategia antincendio. Per questo motivo gli albergatori devono programmare attività di formazione costante e aggiornata al proprio personale con prove di emergenza da calendarizzare considerando anche la presenza di ospiti. Resta punto fondamentale un addestramento continuo, tenendo in considerazione l’alta frequenza di turn over del personale che negli ultimi anni interessa il settore.

Quali innovazioni tecnologiche stanno cambiando il modo di prevenire e gestire gli incendi?  

M.D.: La tecnologia presente sul panorama nazionale e internazionale è oggi molto evoluta: dalla rilevazione incendi ai sistemi di segnalazione di allarme fino ad arrivare a sistemi di spegnimento, oggi il mercato tecnico offre soluzioni altamente innovative. 

L’intelligenza artificiale può avere un ruolo? 

M.D.: Ad oggi risposte definitive non sono facilmente determinabili. Forse un primo ambito in cui si potrebbe utilizzare l’AI nelle attività ricettive potrebbe essere quello di “supporto” alla gestione della sicurezza antincendio, fornendo un contributo significativo alla programmazione e realizzazione di tutte quelle attività di sorveglianza attiva continua, così fondamentale al mantenimento dell’efficienza e della corretta funzionalità dei presidi di protezione antincendio presenti nella struttura.

Quali sono le priorità per un hotel indipendente che vuole migliorare la propria sicurezza?

R.M.: Premesso, come detto prima, che tutte le misure tecniche e gestionali sono importanti, ciascuna in funzione dei requisiti di sicurezza che è in grado di garantire, possiamo individuare alcuni ambiti di rilievo. Il primo punto è la consapevolezza del rischio, quella del buon padre di famiglia, che tiene alla sicurezza del proprio personale e degli ospiti. Avere contezza, effettiva e non teorica, del rischio incendio della propria struttura ricettiva e condividerlo con i propri collaboratori è fondamentale non solo per comprendere la necessità dell’adozione delle adeguate misure di sicurezza ma per garantirne la corretta gestione, non come mero adempimento burocratico ma come effettivo impegno per garantire la sicurezza delle persone. Un secondo punto è l’attenzione alle modifiche; le strutture turistiche sono attività spesso in evoluzione per fornire alla clientela le risposte più adeguate alle richieste, che evolvono nel tempo. Le modifiche infatti – pensiamo semplicemente agli arredi e ai materiali utilizzati negli allestimenti – possono comportare una alterazione delle condizioni di sicurezza e un innalzamento del rischio, se attuate senza un adeguato filtro da effettuare con la collaborazione di professionisti antincendio. Bisogna investire in formazione e tecnologie più performanti, con estrema attenzione alla scelta di elementi di arredo sicuri e idonei alle caratteristiche richieste dal progetto.

Il quadro normativo

Come spiega l’ingegner Masciopinto, l’attuale quadro normativo di riferimento parte dal Decreto Ministeriale del 09/04/1994 e dai successivi D.M. di aggiornamento e precisazioni. Il DPR 151/2011, che ha riordinato l’Elenco delle attività a maggior rischio d’incendio soggette al controllo da parte dei VVF, raggruppa tutte le attività ricettive (da alberghi, pensioni e motel con oltre 25 posti letto ai campeggi e villaggi turistici con oltre 400 persone) nell’attività soggetta N. 66 dell’Allegato I. Pertanto, oggi la Sicurezza Antincendio in tutte le attività ricettive può essere gestita tramite il Codice di Prevenzione Incendi (DM 3/8/2015) e relativa Regola Verticale RTV 5. (Ad oggi la sicurezza antincendio nelle strutture alberghiere è inserita anche nell’ambito del Codice di Prevenzione incendi del 03/08/2015 con riferimento specifico alla Regola Tecnica Verticale V.5). Non si dimentichi poi che anche le attività ricettive sono ovviamente luogo di lavoro e quindi soggette alla Regolamentazione Orizzontale del D.Lgs. 81/08 (Testo Unico Sicurezza), che dedica uno specifico articolo (Art. 46) alla Sicurezza Antincendio per la tutela dei lavoratori e degli ospiti.

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