Booking.com indagata per Iva evasa sugli appartamenti in affitto

L’Italia starebbe indagando su Booking.com per mancati versamenti di Iva. L’ammontare, stimato sui 150 milioni di euro, sarebbe relativo agli appartamenti dati in affitto tra il 2013 e il 2018; non agli alberghi che provvederebbero al regolare versamento dell’imposta. La notizia è stata divulgata dal Financial Times.
Booking.com in realtà non si ritiene parte in causa perché considera le prenotazioni delle transazioni dirette tra chi affitta e gli ospiti. Ma la mancanza di un sistema automatico per il pagamento dell’Iva significa che l’imposta spesso non viene pagata, con un conseguente significativo deficit nel tempo, per questo le autorità italiane vogliono appurare se la nota piattaforma di prenotazioni online ne è responsabile. Pare che l’anno scorso abbiano contattato le loro controparti nei Paesi Bassi, dove ha sede Booking.com, emettendo un ordine di indagine europeo. Gli olandesi però avrebbero rifiutato di procedere con il caso. Ora l’Italia intende presentare un altro ordine di indagine europeo rivisto per portare avanti il ​​caso. Booking.com ha dichiarato di non essere stata informata di alcun problema dalle autorità italiane e che le commissioni che addebita ai suoi partner di alloggio sono regolarmente soggetta all’Iva.

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