Federalberghi: “Coprifuoco e ristorazione, regole più rigide di un anno fa, così non si riparte”

Regole più rigide rispetto a un anno fa, ostacoli ovunque, e un coprifuoco che non lascia spazio di manovra: così le riaperture saranno più difficili”. E’ questa la presa di posizione di Federalberghi Veneto sulle disposizioni contenute nella bozza del decreto sul ‘riavvio’ delle attività, che prevedono tra le altre cose il mantenimento del coprifuoco alle 22 e la ristorazione solo negli spazi esterni, ove presenti.

Le aspettative degli operatori, dopo più di un anno nel ‘limbo’, erano decisamente maggiori, e migliori, rispetto alla realtà che la bozza del prossimo dpcm prospetta – osserva il presidente di Federalberghi Veneto Massimiliano Schiavon -. Se non altro ci si attendeva, a distanza di un anno, uno stato più avanzato nella campagna di vaccinazione, attualmente a rilento più che altro per mancanza di vaccini,  con l’avvio dello step riservato finalmente anche ai lavoratori del turismo. Invece sulle riaperture incombono ulteriori complicazioni”.

Quanto al mantenimento del coprifuoco, l’associazione lo considera “una limitazione che mal si concilia con le aspettative di vacanza, in particolare nelle destinazioni costiere”, mentre la ristorazione solo all’esterno “fa camminare con una gamba sola quegli alberghi che non dispongono di ristorazione interna, in particolare nelle città d’arte dove le difficoltà aumentano ulteriormente per la mancanza spesso di plateatici a disposizione – spiega Schiavon -. La speranza è quella di veder scendere ulteriormente la curva dei contagi, che nelle prossime settimane si possa registrare un progressivo miglioramento della situazione pandemica, e che le restrizioni ancora in atto possano essere ulteriormente allentate, parallelamente a una ripresa della campagna vaccinale”.

Schiavon guarda poi al futuro prossimo dell’intero settore: “Una volta sciolti questi nodi, potremmo cominciare a ripensare il nostro modello di offerta turistica, a partire dai servizi proposti e da quelli di destinazione perché siamo ormai consapevoli che quanto successo lascerà il segno e manterrà alcune abitudini al consumo con le quali dovremmo confrontarci d’ora in avanti. Dovremmo imparare a essere più tecnologici, più pazienti, più relazionali, più disponibili a lavorare in team, più innovativi, più sicuri e progettuali, arricchire di contenuti la nostra offerta, essere più sostenibili e solidali. Soprattutto, dedicare ancora più tempo alle nostra formazione e a quella dei nostri collaboratori”.

1 commento

  1. Ho visto l’intervento del presidente Bocca durante la trasmissione ” post” di lunedì 19 /04 nella quale si dichiarava soddisfatto e ringraziava il Presidente Draghi per essersi assunto la responsabilità di una decisione che finalmente da una prospettiva molto importante sia per lo stato d’animo sia per le tasche degli imprenditori ma anche ai turisti che avendo ora una data certa di riaperture stanno cominciando a prenotare facendo intravedere un grosso cambio di tendenza sulle prenotazioni per l’estate. Mi domando, mi sono forse perso qualcosa? Come si fa turismo con le zone gialle ,arancioni e rosse? Come si fa turismo avendo bisogno di un pass per andare da una regione all’altra? Come si fa turismo con il coprifuoco?come si fa turismo dovendosi districare in un mare di regole che cambiano continuamente tenendoci sempre in uno stato d’incertezza? Caro presidente mi può per cortesia dire perché’ e per cosa dovrei essere soddisfatto?

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