L’Hotel Schgaguler sorge a Castelrotto, nel comprensorio dell’Alpe di Siusi, nel cuore delle Dolomiti, alla metà degli anni ’80 grazie allo spirito imprenditoriale dei coniugi che gli diedero il nome. Sempre all’avanguardia in fatto di offerta di servizi, si rinnova nel corso degli anni, ma è nel 2018 che diventa un elegante boutique hotel. A seguito di un concorso di idee indetto dalla famiglia Schgaguler, Peter Pichler Architecture si aggiudica il progetto: il cantiere inizia a marzo per concludersi a luglio dello stesso anno, segnando il ritmo di una sinergia virtuosa fra committente, studio di progettazione, maestranze e artigiani locali.

I tre volumi monolitici della nuova costruzione riprendono la struttura originaria, reinterpretata però in chiave contemporanea dal punto di vista sia architettonico sia materico. Lo stile classico, con volumi regolari e coperture a doppia falda inclinata, assume una nuova immagine nella visione di Peter Pichler: “la casa tradizionale si apre” per dar modo alla luce naturale e al calore di entrare, ai paesaggi delle Dolomiti di far parte degli interni. “Più che rinnovare semplicemente le camere e la Spa, l’obiettivo era dare vita a un nuovo modello di ospitalità. Si trattava cioè di trasformare l’hotel in vera e propria ‘destinazione’ e non più semplicemente un appoggio logistico per visitare le Dolomiti”, racconta Peter Schgaguler.

L’impegnativa ristrutturazione che ha trasformato il 4 stelle in un elegante boutique hotel è il risultato di una storia familiare e imprenditoriale virtuosa. Creato da Gottfried Schgaguler con la moglie Elisabeth nel 1986, l’edificio, dapprima adibito a residence, viene ristrutturato e ampliato nel 2002, con un ristorante, una palestra aperta al pubblico e un grande centro benessere; nel 2005 la trasformazione in hotel 4 stelle e l’inizio della partecipazione alla gestione dei figli di Gottfried e Elisabeth: Peter, Tobias e Sandra che, insieme al fratello Martin, designer che vive a Ginevra, saranno, qualche anno più tardi, i promotori del cambiamento.

Diaframmi trasparenti

“Volevamo unificare la struttura ma anche rinnovare l’offerta”, spiega Peter Schgaguler. “L’essenza del nostro lavoro è l’unicità. Crediamo che esista un grande potenziale per un boutique hotel caratterizzato da un linguaggio architettonico coerente e contemporaneo, nel rispetto dell’autenticità e della tradizione”, conferma il progettista Peter Pichler.
Pur nel rispetto del contesto locale e dei suoi dintorni, la forte identità architettonica dell’hotel persegue una rivisitazione contemporanea dello stile alpino reinterpretando elementi vernacolari.

Il progetto ha mantenuto la sola struttura in calcestruzzo dei tre volumi monolitici esistenti, a cui è stato aggiunto un piano, interamente in legno per non gravare con il peso sullo scheletro esistente, con le tradizionali coperture a falde. Nella nuova immagine dell’hotel, la facciata si smaterializza: le solette, i pilastri e le doppie falde dei tetti sono l’ossatura di una costruzione che rimane a vista e sporge esile, con imbotti svasate, su diaframmi trasparenti che espongono gli ambienti interni proiettandoli nel paesaggio. L’espressiva facciata esoscheletrica cambia a seconda dell’orientamento e della dislocazione delle funzioni all’interno.

Trasparenza e stabilità
Per la balaustre delle logge i progettisti hanno scelto il sistema Garda AP di Aluvetro, una linea di parapetti in vetro e alluminio dal design minimale che assicura elevate trasparenza, leggerezza, stabilità e sicurezza. Il sistema Garda è composto da diversi elementi: profili di alluminio anodizzato, sistemi di fissaggio, carter, vetri stratificati e temperati e, se richiesti, corrimano. La versione AP prevede il fissaggio inferiore annegato nel pavimento lasciando liberi e senza profili il filo superiore e i lati per avere massima pulizia formale e trasparenza. Il sistema monta differenti tipologie di vetro temperato e stratificato, testate per resistere all’impatto dinamico, garantendo massima sicurezza. Sei le tipologie disponibili, oltre a varie combinazioni cromatiche e a diverse finiture superficiali, come i colori e le serigrafie coprenti, semi-coprenti o ombreggianti, per una maggiore privacy, con la possibile integrazione dell’illuminazione led.

Lungo il fronte esposto a nord-est, verso il paese di Castelrotto, la struttura quasi scultorea è meno profonda, per permettere l’ingresso della radiazione solare e illuminare i percorsi di distribuzione e le aree pubbliche. Nella facciata esposta a sud, aperta sul paesaggio montano, la geometria affusolata ha una profondità maggiore e crea logge che ombreggiano in modo naturale le camere secondo la diversa inclinazione dei raggi solari durante l’arco della giornata e l’alternanza delle stagioni. Questi elementi sono composti in parte da strutture tridimensionali prefabbricate progettate con software 3D e lavorate off site, trasportate in cantiere e montate agganciandole alla struttura portante esistente, demandando alla realizzazione in opera solo alcuni elementi.

Proiettati verso le vette

“La tradizione che si sposa con la cultura e le antiche maestrie dei luoghi sono gli elementi chiave nel design dell’hotel” tengono a precisare i progettisti. Una lettura moderna degli elementi della tradizione architettonica locale che vede l’applicazione di soluzioni tecnico-costruttive attuali: la finitura superficiale a gesso della pelle esterna, declinata in un tono di grigio brillante che richiama il cromatismo della pietra delle montagne circostanti, il cristallo trasparente delle balaustre delle logge, con un unico fissaggio inferiore con il profilo incassato nella soletta per la massima pulizia formale, la lavorazione industrializzata delle finiture in legno di castagno autoctono all’interno.

Gli interni sono semplici, progettati all’insegna della funzionalità: sia le camere sia gli spazi comuni sono caratterizzati da layout aperti che integrano armoniosamente diverse funzioni. Le partizioni non strutturali sono diaframmi rivestiti in legno (e interamente in legno all’ultimo livello), spesso aperti, che invitano alla fruizione senza ostacolare la circolazione libera degli spazi e la proiezione, sempre presente, verso le montagne e la natura circostante. Gli spazi pubblici, come la hall, il bar e il ristorante, si trovano al piano terra proiettati verso l’esterno da ampie vetrate; il bar, in particolare, prosegue senza soluzione di continuità in una terrazza caratterizzata da una suggestiva vista verso il Massiccio dello Sciliar.

Un’oasi di relax
Protagonista dell’area bagno, a tutti gli effetti una mini-Spa privata, la vasca freestanding Hammam di Rexa Design. Disegnata da Monica Graffeo, Hammam è una collezione che evoca l’esperienza della stanza da bagno come luogo magico e sensoriale in cui abbandonarsi al relax di corpo e mente. La vasca è in Korakril, realizzato con una mescola di resine acriliche e minerali naturali, con zoccolo nello stesso materiale. Resistente, igienico, antistatico e inalterabile alla luce, il Korakril nella versione Pure White disegna un oggetto dalle linee essenziali ed eleganti, che nella versione freestanding diventa iconico, definendo il carattere degli spazi.

Il livello interrato ospita, riservate e accoglienti, le aree dedicate al benessere: 1.400 metri quadri con una Spa, piscine e saune, una palestra professionale e un centro estetico. Le camere e le suite si trovano ai livelli superiori e sono caratterizzate da un design minimale che non rinuncia a un’atmosfera accogliente, riprendendo il dialogo tra tradizione e innovazione. Il calore del legno di castagno distribuisce i locali di servizio, spesso fungendo anche da testata al letto che traguarda una magnifica vista all’esterno; la vasca è freestanding, anch’essa in posizione privilegiata rispetto alla vista.

La nuova offerta del Boutique Hotel Schgaguler non si limita a una rinnovata organizzazione degli spazi all’insegna di un elegante funzionalità e a una serie di servizi interni attenti e curati, propone, secondo le intenzioni della famiglia, “un’esperienza di viaggio”. L’Alpe di Siusi è un paradiso del trekking e degli sport sulla neve e Gottfried Schgaguler accompagna personalmente i suoi clienti in avventure speciali: escursioni estive all’alba per godere dell’incanto delle Dolomiti e trekking al Lago di Antermoia, con la possibilità di fare il bagno nello specchio d’acqua circondato dalle pareti rocciose, gite con gli sci d’inverno approfittando delle molteplici stazioni sciistiche, come il percorso Sellaronda e il Giro della Grande Guerra, ma anche ciaspolate e discese notturne al chiaro di luna con la slitta. L’hotel offre anche un servizio di noleggio di e-bike per percorrere sentieri storici e arrivare senza troppa difficoltà ai passi Sella e Gardena. Per gli amanti delle tradizioni, tra settembre e ottobre, le fattorie di montagna aprono le loro porte per ricevere degli ospiti: il Törggelen, la nota usanza gastronomica altoatesina, si unisce così a un’escursione attraverso le foreste dell’altopiano dello Sciliar, sempre guidata dal fondatore e capofamiglia Gottfried Schgaguler.

Giochi di chiaroscuro
Per rinnovare le superfici degli spazi interni ed esterni dell’hotel, lo studio di architettura ha scelto HD Surface. Le pareti e i pavimenti delle camere e dei bagni sono stati rivestiti con lacollezione Perfect Combination, un rivestimento costituito da una malta colorata a base d’acqua. Realtà sinergica fra cemento e resina, questa superficie dall’effetto nuvolato valorizza il lavoro artigiano con giochi di chiaroscuro che rievocano l’intensità materica del cemento ma con uno stile minimal che esalta la durevolezza, l’elasticità e l’impermeabilità della resina. Le logge delle camere e la terrazza al piano terra sono rivestite con la collezione GeoOutdoor, una malta ecologica, eco-compatibile e pronta all’uso dalle elevate prestazioni meccaniche. La miscela è traspirante, resistente ad agenti atmosferici e sbalzi di temperatura, impermeabile e antiscivolo.

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