Salta il Superbonus per gli hotel. Federalberghi e Aica: “Sconcertati”

Niente superbonus per le ristrutturazioni alberghiere. La norma sull’ormai celebre 110% in caso di rigenerazioni in chiave green e antisismica non troverà infatti per il momento applicazione al sistema ricettivo italiano, perché ritenuta troppo costosa, mentre sarà resa più semplice per i condomini ed estesa a case di cura, caserme, ospedali e ospizi.

Le regole per l’accesso hanno finora rallentato la richiesta dello sconto fiscale (2 miliardi su 18 stanziati) e una semplificazione era attesa da proprietari e professionisti. Per fare partire i lavori basterà quindi la comunicazione di inizio lavori (Cila), come per le ristrutturazioni straordinarie, e non servirà più la doppia conformità.

Una grande delusione – è la reazione del presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca -. Nella bozza gli alberghi erano ricompresi, ma poi di fatto sono stati esclusi. Noi ci contavamo molto perché i nostri alberghi, ormai fermi da oltre un anno, hanno bisogno di manutenzione e riqualificazione. È una grande delusione, ma combatteremo al fianco dei ministri, come Garavaglia, che ci sono battuti per introdurre questa misura. Speriamo che in fase di conversione si possa rimediare. Stiamo spendendo centinaia di migliaia di euro per ristrutturare in termini impiantistici le nostre strutture ricettive. Il Superbonus per gli alberghi è indispensabile”.

Per parte sua, da Confindustria Alberghi si dicono – attraverso la vicepresidente Maria Carmela Colaiacovo – “sconcertati. Il passo indietro dell’esecutivo sull’estensione agli alberghi del superbonus è l’ennesima doccia fredda per il settoreIl superbonus è uno strumento fondamentale per poter effettuare nei prossimi anni quegli investimenti necessari a mantenere adeguata l’offerta italiana. Siamo lasciati soli. La ripartenza da sola non basta, si interrompe l’emorragia ma non si può recuperare la perdita accumulata in questi lunghi mesi di fermo. Servono misure ad hoc per sostenere un settore che nell’ultimo anno ha perso fino all’80% del fatturato.Il superbonus va in questa direzione, una misura virtuosa che permette di mantenere gli investimenti nei prossimi anni ed ha ricadute importanti su altri settori produttivi e sulla collettività accelerando quel processo di trasformazione del Paese in chiave di riduzione di consumi ed emissioni”.

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