A Milano operatori ed esperti si incontrano per discutere di turismo termale e benessere

Si è conclusa la prima edizione di Hub Turismo Terme & Benessere organizzata a Palazzo delle stelline di Milano dal 20 al 22 settembre. Ricco il programma convegnistico che ha visto coinvolti 50 relatori, suddivisi in 33 appuntamenti fra tavole rotonde, laboratori tematici e incontri di presentazione aziendali. Tanti i temi sollevati e i dibattiti suscitati durante i vari incontri. Di seguito una sintesi di quanto è emerso durante la tavola rotonda del 20 settembre e in quella sulle acque termali e la salute.

“In Italia l’offerta oggi è molto ampia con 380 imprese in 19 Regioni e 180 Comuni per un giro di affari di 1 miliardo e mezzo di euro” ha precisato Aldo Ferruzzi, vicepresidente nazionale Federterme e presidente FORST, Fondazione per la Ricerca Scientifica Termale. “Molti comuni hanno terme con una storia di oltre 2000 anni. Avere una lunga storia di per sé non è una prova scientifica di qualità, per questo nel 2003 è nata la Forst, per effettuare ricerca sulle proprietà scientifiche delle acque e la valenza medica delle destinazioni termali. La ricerca dovrà puntare ad una sempre maggiore specializzazione della destinazione termale, al massimo una o due tipologie suddivise per zone – Nord, Centro e Sud. Il rilancio del sistema termale dovrà passare attraverso il riposizionamento dei grandi poli termali che hanno una tradizione storica. La maggioranza delle persone che frequentano le spa negli ultimi anni ha meno di 60 anni. Si è notato per le stazioni termali che si sono servite di una comunicazione sui canali social hanno registrato un significativo abbassamento dell’età anagrafica dei frequentatori. Il pubblico delle terme oggi è trasversale le famiglie e i bambini utilizzano il soggiorno termale soprattutto per la prevenzione. Tutto quello che concerne l’ambito termale deve ancora sviluppare una comunicazione adeguata e corretta, ma la prevenzione sarà la vera protagonista, nel prossimo futuro, delle destinazioni termali, anche in vista di un welfare sempre più attento alla spesa pubblica. Il cliente/paziente che si rivolge alle terme in realtà poi ritorna perché verifica che, a seguito del ciclo di cure, fa meno uso di farmaci e di antibiotici. C’è bisogno di una codifica più precisa della legge 323 che attualmente è in vigore per poter identificare in maniera precisa la presenza o meno di acqua curativa termale o solo di sorgenti di acque calda ma non termale, esiste una differenza ma spesso il messaggio non passa.”

“Obiettivo creare una sorta di Geografia internazionale della Salute” ha aggiunto Cinzia Galletto, moderatrice della tavola “in modo che a livello preventivo il turista della salute, in un neologismo ‘curista’, possa scegliere scientemente la destinazione più adeguata al suo stato di benessere”.

Massimo Tedeschi, referente di Ancot, associazione dei Comuni Termali nel suo intervento ha dichiarato che “Il mondo termale italiano dovrebbe essere più unito. Nel panorama termale c’è sempre stata una separazione concettuale che, a mio parere, è stata un freno verso lo sviluppo del termalismo quale avrebbe dovuto essere. La strada da percorrere è la sinergia della cooperazione fra due correnti, una più conservatrice che vede le terme solo come ‘cura’ e l’altra più progressista che vede le terme legate anche alla domanda del benessere.”

“Il sistema termale oggi riceve 113.000.000 euro sovvenzionati dal sistema sanitario. Bisognerebbe non chiedere aiuto solo allo Stato ma migliorare i rapporti con istituti farmaceutici e chiedere loro di collaborare” questo il tema aperto nell’intervento interessante del prof. Sergio Coccheri di Bologna che aggiunge “andando alle terme si può ridurre l’assunzione di farmaci, e quindi recuperare anche quei giorni di lavoro che altrimenti andrebbero persi”.

Durante la tavola rotonda dedicata alle Acque termali e alla salute, che ha visto il coinvolgimento di alcuni dei più importanti professori di medicina termale nazionale, moderata dal prof. Sergio Coccheri, Il prof. Renato del Monaco con il prof. Ferdinando Mannello e Sergio Berardi, hanno evidenziato come “in tema di salute e in termine di benessere occorre differenziare e ci vuole soprattutto la preparazione del medico di base che spesso non ha la conoscenza adeguata riguardo le diverse proprietà delle acque “. Si è poi sottolineata la differenza fra Acque minerali termali e Acque minerali imbottigliate puntualizzando l’attenzione sul residuo fisso nelle acque minerali “spesso demonizzato per le così dette acque ‘pesanti’ ma senza una reale corrispettivo scientifico che possa essere di danno per la salute anzi spesso è il contrario” questo il tema proposto da Sergio Berardi Terme di Vallio – Castello. In chiusura un interessante intervento del prof. Sergio Coccheri sui risultati della medicina termale e la farmacologia “occorre superare lo scetticismo che la medicina ufficiale ha verso il termalismo… non bisogna parlare di medicina alternativa ma piuttosto complementare.”

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