Confindustria alberghi plaude al ministro Centinaio e rilancia

classificazione alberghiera, la reception di un hotelConfindustria alberghi ha accolto positivamente le dichiarazioni del ministro Gian Marco Centinaio in tema di classificazione alberghiera e abusivismo, riportate nell’intervista apparsa ieri sul Corriere della Sera.

In particolare il neoministro delle Politiche agricole e del Turismo ha sottolineato l’importanza del settore turistico per l’economica del nostro Paese (12% del Pil) e il suo potenziale inespresso, pari a un ulteriore 8% del Pil.

Un gap recuperabile in parte con la lotta all’abusivismo secondo il ministro. Per esempio con un controllo sulle vendite dei portali di prenotazione online e stipulando accordi con le Ota in modo che vendano solo strutture ricettive certificate.

Urge una ri-classificazione alberghiera

Per quanto riguarda gli hotel, invece, Centinaio ha dichiarato l’impellente necessità di rivedere la classificazione del nostro patrimonio alberghiero. Spesso, infatti, le stelle di cui si fregiano gli hotel non corrispondono alla qualità effettiva delle strutture.

Questo perché per molti alberghi la classificazione risale a diversi decenni prima e nessuno si premura di verificare se gli hotel in questione hanno riqualificato la loro offerta nel corso degli anni.

Tax Credit potenziato e più controlli sull’online

Le affermazioni del ministro hanno dato spunto a Confindustria Alberghi per sottolineare l’estrema importanza di uno strumento come il Tax Credit Riqualificazione per mantenere elevata e competitiva a livello mondiale l’offerta del nostro patrimonio alberghiero.

Nell’ultima tornata le risorse disponibili sono andate esaurite in 12 secondi con 864 domande soddisfatte ed altre 1.486 che sono rimaste senza risposta” ha dichiarato Giorgio Palmucci, Presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi. “Questo ci dice che lo strumento è buono, ma va necessariamente potenziato“.

Alto tema scottante per il settore alberghiero è quello della concorrenza sleale da parte dei cosiddetti affitti brevi e la conseguente necessità di un maggior controllo sull’online. 

“Da molto tempo abbiamo chiesto un intervento, in particolare nei confronti delle Ota che, pur lavorando sulla base di complessi contratti con le strutture presenti sulle loro piattaforma, non fanno alcun controllo sulla reale natura delle strutture stesse e quindi del servizio che offrono ai  loro clienti. Controlli che non sarebbero neppure cosi complicati visto che si tratta di attività soggette a licenza.” aggiunge Palmucci.

“L’Italia è un mercato imprescindibile per gli operatori dell’online ed è necessario che ci sia il rispetto delle norme e, laddove non esistenti, delle regole che blocchino l’incontrollata fuga di valore all’estero che le grandi piattaforme rendono oggi possibile. In questo senso la sentenza del Consiglio di Stato su Airbnb segna un passo in avanti importante verso l’obiettivo di una fiscalità più efficace  in cui anche i grandi player internazionali del web facciano la loro parte.” conclude il Presidente di Confindustria Alberghi

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