Il rinnovato splendore dell’hotel The Britannique di Napoli

Credits foto Gnosis Progetti

È un progetto all’insegna della luce quello firmato da Gnosis Progetti per la recente ristrutturazione dello storico The Britannique di Napoli, elegante boutique hotel affacciato su Corso Vittorio Emanuele. Proprio per le sue valenze funzionali, tecniche ed estetiche, l’illuminazione ha giocato un ruolo chiave nel restyling della struttura ricettiva partenopea.

La luce naturale permea gli interni dell’hotel attraverso le ampie vetrate che si susseguono ai piani, fino alla sommità dell’edificio dove la struttura in vetro e acciaio, che ospita bar e ristorante gourmet, sconfina per leggerezza e continuità di vedute nel roof top garden, da cui si gode un’incantevole panorama del golfo e del Vesuvio.

Per l’illuminazione artificiale delle aree comuni, invece, la scelta di Gnosis è ricaduta su Fabbian, spaziando dai prodotti a catalogo di serie, decorativi e tech, a soluzioni custom all’avanguardia, che hanno assecondato l’estro creativo dei progettisti, oltre alle necessità specifiche.

Le soluzioni luminose adottate al The Britannique

I colori intensi e vibranti che caratterizzano le aree comuni del The Britannique traggono ispirazione dai palazzi tardo ottocenteschi del centro storico di Napoli. Per l’illuminazione della hall la scelta dei progettisti è ricaduta sul Sistema Freeline di Fabbian: un intreccio di steli lineari luminosi in alluminio color bronzo in diverse lunghezze che contengono la fonte luminosa, direzionata in modo da creare un effetto decorativo.

Le due postazioni della reception sono invece sottolineate dalle composizioni multispot su misura Tripla, con prismi in vetro montati a quote differenti per generare originali effetti di rifrazione luminosa. Alle spalle del ricevimento, le formelle in vetro del Sistema Tile di Studio Pamio, incassate nella boiserie, sono illuminate da sorgente luminosa strip LED.

Nei vari ambienti della lobby i perimetri dei controssoffitti  – in un caso a volta – nascondono una sorgente per l’illuminazione diffusa. Anche qui è stata adottata una soluzione custom a partire dal Sistema Freeline: steli curvati, raccolti a gruppi di tre, che si staccano dalle pareti per ricadere verso il centrostanza, culminando in un’ulteriore sorgente puntiforme d’accento.

La forma perfetta del cerchio di luce di Olympic diventa applique e sospensione multipla, grazie al gioco creativo nato dall’utilizzo dei diversi diametri disponibili, mentre la struttura della lampada è quasi dematerializzata. Gli apparecchi sono stati sapientemente distribuiti tra le sale della lobby e in prossimità della rampa centrale delle scale.

Il bar della lobby, infine, è cadenzato da un ritmo: quello delle sedute a cui corrisponde, alzando lo sguardo, una delle infinite composizioni realizzabili su misura con il sistema Multispot Tooby, firmato Marc Sadler.

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