Il turismo internazionale in Italia nel mese di marzo

Il saldo della bilancia dei pagamenti turistica ha presentato nel mese di marzo 2019 un surplus di 696 milioni di euro, superiore all’avanzo nello stesso mese dell’anno precedente (616 milioni). Lo si evince dai dati pubblicati dalla Banca d’Italia.
Le spese dei viaggiatori stranieri in Italia (2.607 milioni) sono cresciute dell’11,3 per cento, quelle dei viaggiatori italiani all’estero (1.911 milioni) sono aumentate del 10,7.
Nel primo trimestre del 2019 la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia è aumentata dell’8,8 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; quella dei viaggiatori italiani all’estero è cresciuta del 10,8 per cento.

Il primo trimestre del 2019 conferma l’andamento positivo del turismo incoming in Italia che dura almeno dal 2015. Il Made in Italy è percepito come uno stile di vita che si deve assolutamente assaporare, costi quel che costi, sia in termini economici che di over tourism come sta accadendo in alcune destinazioni, con Venezia sopra tutti. Il turismo cresce, rischiano di crescere in maniera esponenziale anche i problemi legati alla mancanza di governo del fenomeno. Venezia è il caso più eclatante ma non è il solo. Il Comune incassa più di 30 milioni di euro solo dalla tassa di soggiorno ma non ne impegna alcuno nella manutenzione e ristrutturazione della città. Ha invece concesso licenze di costruzione per quasi 10.000 posti letto nei pressi della stazione ferroviaria di Mestre, alcuni per alberghi low cost. La massa di turisti che in cinque minuti si riverseranno in treno a Venezia come pensano di arginarla i soloni del Comune che poi vanno in televisione per annunciare tornelli e altre demenzialità del genere?

Venezia è un caso da manuale, anche da manuale di psichiatria sulla sindrome da suicidio che ha colto noi italiani in questi ultimi 25 anni. Poi toccherà a Firenze, Roma e via discorrendo. Il turismo è un fenomeno che va gestito, i flussi di turismo vanno selezionati e anche discriminati per favorire chi vuol fare turismo abbinando cultura a enogastronomia, sport a esperienze. Chi vuol solo consumare i lastricati delle nostre strade, che se ne resti a casa. Posso provare solidarietà per chi arriva in barcone rischiando la pelle per un futuro migliore più o meno illusorio. Non ho alcun rispetto per chi vuol vivere un’esperienza mordi e fuggi, magari con contorno di droga e alcol, pur di dichiarare che è stato a Venezia o in qualsiasi altro posto che sia alla moda del turismo contemporaneo. La verità è rivoluzionaria e un turismo che non educa, che non seleziona, che non sceglie, è un turismo reazionario, che oltretutto paga stipendi da fame e vive spesso di evasione fiscale.

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