Olimpiadi Milano-Cortina 2026

Investire nel futuro

Olimpiadi Milano-Cortina 2026. 87.000 camere d'albergo cercasi, eppure 20.000 solo in Veneto. Riqualificate, ristrutturate, ecosostenibili, garantite. Dolomiti Bellunesi saranno tra le protagoniste delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Il territorio della provincia di Belluno si sta organizzando per redigere un Master Plan che consenta di programmare e attuare una profonda riqualificazione del territorio che si proietti non solo sull’evento del 2026 ma che consenta alle Dolomiti venete di essere le grandi protagoniste del turismo italiano e internazionale dei prossimi decenni

Olimpiadi Milano-Cortina 2026. L’Italia è il Paese dei grandi eventi. E’ ciò che riesce a unificare il Paese da Nord a Sud e da Est a Ovest, a scavalcare gli ostacoli burocratici, a superare il settarismo tra guelfi e ghibellini che ci caratterizza fin dall’epoca di Dante Alighieri, di cui quest’anno ricorre il settecentesimo della morte, soprattutto proietta il presente nel futuro. E’ accaduto con il Piano Marshall sul finire degli anni Quaranta dello scorso secolo, con le Olimpiadi di Roma del 1960, con la costruzione delle autostrade che ci hanno reso un Paese autenticamente moderno, con i Mondiali di Calcio del 1990, con le Colombiadi di Genova del 1992, con il Giubileo del 2000, con le Olimpiadi di Torino del 2006, con Milano Expo 2015, tutti eventi che hanno consentito al nostro Paese di diventare sia uno dei Paesi industriali di punta del pianeta che la destinazione turistica più apprezzata a livello internazionale.

Le Olimpiadi della neve del 2026 si svolgeranno tra Lombardia (Milano, dove verranno inaugurate, e Valtellina), Veneto (Cortina d’Ampezzo e Verona, dove si concluderanno) con significative presenze anche di Trentino e Sud Tirolo. Per il Bellunese, la provincia di montagna del Veneto che include Cortina d’Ampezzo e i gruppi dolomitici che aggettano su valli incantate come Agordino, Cadore, Zoldano, Comelico, significa farsi conoscere dal mondo per le eccellenze manifatturiere del passato, dalla gelateria all’occhialeria, per le eccellenze culturali (il Cadore è la terra natale di Tiziano Vecellio, il più grande pittore del 1500, cui rimase legato per tutta la sua lunghissima vita trascorsa a Venezia), per un territorio diventato nel 2009 Patrimonio dell’Umanità Unesco. Gruppi dolomitici come Pelmo, Civetta, Moiazza, San Sebastiano, Antelao, Sorapis, Cristallo, Pomagagnon, Nuvolau, Tofane rappresentano il cuore dello slogan “Dolomiti bellunesi, le montagne di Venezia” che collegano la più bella città del mondo con le più belle montagne dell’arco alpino italiano riconosciute come le più belle in assoluto sia dal punto di vista geologico che dal punto di vista sociale, culturale e storico.

Per il Bellunese (Belluno è da sempre in vetta alle classifiche della qualità della vita delle città italiane) significa cogliere l’occasione per effettuare un ulteriore salto di qualità nella proposta urbanistica oltre che naturale, per i numerosi borghi disseminati nelle valli dolomitiche significa potersi riqualificare attraverso un intervento complessivo coordinato che ne esalti le individualità e nello stesso tempo li inserisca nel progetto olimpico. Da qui al 2026 il Bellunese diventerà una sorta di cantiere dell’immaginazione, della creatività, della cultura dell’accoglienza e dell’ospitalità in cui saranno impegnate in prima fila le amministrazioni comunali, le comunità montane, la Provincia e la Regione a fianco degli operatori privati che saranno gli autentici protagonisti di questa sorta di Rinascimento che la figura di Tiziano Vecellio rappresenta al sommo grado senza dimenticare Albino Luciani, papa Paolo Giovanni I, l’ultimo papa italiano, nato a Canale d’Agordo, che rappresenta l’altro grande protagonista culturale della storia della nostra penisola, il cattolicesimo. Queste terre, infine, hanno fatto parte della Serenissima Repubblica di Venezia, per mille anni una delle più importanti potenze navali del Mare Mediterraneo, che nei boschi del Bellunese si riforniva del pregiato legname per allestire la sua flotta oltre che per selezionare le centinaia di migliaia di pali su cui è stata letteralmente eretta la città lagunare.

Il territorio sarà il protagonista di questo evento che ha una proiezione immediata nel 2026 ma che in realtà si proietta ben oltre. Per le Dolomiti del Bellunese significa proiettarsi nel turismo del Terzo Millennio, il comparto economico, sociale e culturale più importante per il Pianeta Terra, soprattutto il comparto economico che fonde perfettamente i grandi temi della civiltà contemporanea: i cambiamenti climatici, l’impatto ambientale ed ecologico delle attività umane, i modelli individuali e collettivi di utilizzo del tempo, dell’intelligenza, del benessere psicosomatico, dell’avventura nella sicurezza che lega le generazioni da zero a 100 anni e oltre. Il Made in Italy, inteso sia come produzione che come stile e modo di vivere, è diventato il brand più noto e diffuso nel mondo. Nello stile di vita italiano, l’offerta enogastronomica è diventata il cardine attorno al quale ruota l’intera nostra offerta intesa anche come industria agroalimentare con un export in continua crescita.

Milano-Cortina 2026

Un progetto molto concreto che coinvolge l’intero territorio bellunese riguarda la richiesta di finanziamenti per interventi di riqualificazione alberghiera e sostenibilità ambientale e riqualificazione urbana e delle infrastrutture.
Le Olimpiadi di Torino hanno dimostrato quanto una località, candidata ai giochi olimpici, possa trasformarsi a seguito dell’utilizzo dei fondi statali e internazionali destinati all’evento. Il progetto sarà coordinato dal Distretto turistico delle Dolomiti bellunesi, ente senza fini di lucro riconosciuto dal Ministero della Cultura quanto da quello del Turismo. Meglio di ogni altro organismo, il Distretto si presta a rappresentare l’azione pubblico-privata per la realizzazione di un progetto di rilancio competitivo dell’offerta turistica in occasione dell’evento olimpico ma anche in previsione delle ingenti somme costituite dal Recovery Fund che il governo dovrà investire per la ripresa dell’economia e in particolare del turismo, comparto risultato tra i più colpiti dalla crisi pandemica.
Si tratta di redigere un Master plan d’area da presentare al Comitato olimpico e successivamente alla Regione Veneto.

Renato Andreoletti

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