New York, fine di un mito: il Chelsea Hotel degli artisti bohémien diventa un albergo luxury

Si chiama Chelsea Hotel, ma è molto più di un albergo. Ed è destinato a cambiare pelle. Uno degli edifici più iconici di New York, luogo di ritrovo di gran parte degli artisti che hanno dato un senso al Novecento, diventerà infatti un hotel di lusso.

L’edificio, famoso per il rosso della sua facciata e per il suo stile tra gotico e art déco, è oggi abitato da una cinquantina di long-stayers, ma ha ospitato nelle sue stanze personaggi del calibro di Arthur Miller, Charles Bukowski, Tennessee Williams, Jean-Paul Sartre, Mark Twain, Andy Warhol. E ancora, hanno soggiornato nella struttura – 170 stanze su 12 piani – geni come Jack Kerouac, Robert Mapplethorpe, Cartier-Bresson, Jackson Pollock e Diego Rivera.

Janis Joplin nella hall del Chelsea Hotel

E’ qui, tra queste stanze, che Leonard Cohen, all’epoca innamorato di Janis Joplin, compose la canzone “Chelsea Hotel #2”. Ed è qui che Bob Dylan scrisse “Sad-Eyed Lady of the Lowlands”. E poi c’è il lato oscuro: è qui che il poeta gallese Dylan Thomas trovò la morte per i troppi drink, e sempre qui che il bassista dei Sex Pistols Sid Vicious assassinò la sua ragazza Nancy. Morì anch’esso pochi mesi dopo per un’overdose di eroina.

L’hotel è stato gestito fino al 2007 dalla famiglia Bard, che ne aveva confermato lo spirito bohémien, ospitando innumerevoli artisti e accettando pagamenti anche in opere d’arte. Poi la lunga crisi e il nucleo di abitanti che ha resistito fino ad oggi, anche nei dieci anni di chiusura ai nuovi clienti. Ma la nuova proprietà degli imprenditori Ira Drukier, Richard Born e Sean MacPherson, celebri per i loro boutique hotel di tendenza – ad esempio il Ludlow, il Maritime e il Bowery – vuole oggi rimettere mano a tutto, e fare del pantheon rosso di Chelsea un luxury hotel, con l’obiettivo di accogliere i primi ospiti già entro la fine dell’anno.

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