Dicesi “intraprendenza”: non è cosa da tutti fare della propria passione un lavoro mettendosi costantemente in gioco, senza precludersi nulla pur di accumulare esperienza. È quello che ha fatto e continua a fare Nicolò Grillo Della Berta, ventinovenne milanese Director of Front of House a Casa Brera, luxury lifestyle hotel gestito da Marriott International. Quello per l’ospitalità è un amore nato quando era bambino, con il padre “segretario di ricevimento”, come si diceva un tempo, e la madre cameriera in una delle prime strutture 5 stelle di Milano. “Ricordo le splendide feste di Natale, la curiosità per le storie sugli ospiti che mi raccontava mio papà. Era un mondo che mi affascinava molto, anche se inizialmente quando mi sono iscritto all’istituto alberghiero volevo fare il cuoco. Poi ho capito che non era per me, e che il mio futuro sarebbe stato nell’accoglienza turistica”.
Quali sono state le sue prime esperienze lavorative?
La scuola prevedeva degli stage, buttandoci subito nel mondo del lavoro. Ho fatto il facchino e il receptionist in due diversi hotel, fino allo stage più importante, quello al Mandarin Oriental: dovevo fare semplicemente da “cavia” per le risorse umane che testavano una nuova metodologia di colloquio, ma è finita con uno stage offerto subito dopo il diploma. Per cinque mesi avrei dovuto fare il receptionist di notte, non mi sono tirato indietro ed è stata un’esperienza importante. Ho lavorato insieme a un mentore che mi ha fatto capire l’importanza della precisione nel nostro lavoro. Terminato lo stage, mi hanno assunto come vetturiere, un passo indietro rispetto alle mansioni precedenti, ma volevo continuare a lavorare in albergo, e appena si è liberata la posizione di receptionist sono entrato nello staff.
Trovarsi al posto giusto nel momento giusto.
Assolutamente sì, ma ho voluto di nuovo mettermi in gioco per uscire dalla mia comfort zone. Avevo sempre vissuto in famiglia, sempre in Italia, volevo reinventarmi con un’esperienza all’estero. Così sono andato a Londra per tre anni. Ho lavorato prima al Four Seasons come receptionist. Lì ho capito che i risultati bisogna sudarseli, lo spirito di sacrificio è fondamentale, il che significa fare scelte importanti anche a livello emotivo. Prima di diventare Front Office Supervisor, ho rivestito il ruolo di Housekeeping Supervisor, otto mesi di fuoco perché è un mondo molto diverso da quello dell’accoglienza: dovevo motivare persone che non puntavano a fare carriera, ma a mantenere la famiglia. È stato un periodo duro ma formativo. Dopo tre anni ho voluto tuffarmi in un’esperienza più lifestyle al The Standard Hotel come Guest Relations Manager. E poi è scoppiata la pandemia, l’albergo non ha più riaperto e mi è crollato il mondo addosso.
Non sembra però il tipo che rimane fermo sotto le macerie. Come si è mosso?
Sono partito per l’Italia, e quando finalmente dopo mesi di chiusure e aperture siamo tornati alla normalità, si è liberata la posizione di Assistant Front Office Manager al Four Seasons di Taormina, che riapriva i battenti dopo una lunga ristrutturazione. Sentivo la mancanza del mondo del lusso, così mi sono proposto e ho lavorato per un paio di stagioni. Nel luglio 2022 sono stato contattato da The Westin Palace, parte del gruppo Marriott International, per fare il Front Office Manager a Milano. Dopo cinque anni lontano dalla mia città, l’idea di tornare mi allettava. Ed è qui che sono approdato a Casa Brera, inaugurata nell’agosto 2024 e dove lavoro tuttora come Director of Front of House.
Cosa le piace del suo ruolo?
È molto appagante, ma è stato anche molto complesso soprattutto per la preapertura di Casa Brera: dalla configurazione dei sistemi alla scelta dei fornitori, la sfida più grande è stata il recruiting. Cercavo persone che si riconoscessero nei valori dell’hotel, che sono anche i miei: la passione per l’ospitalità, l’importanza del lavorare insieme, la creazione di esperienze uniche per gli ospiti. Dico “ospiti” e non “clienti” proprio perché voglio si sentano accolti in quella che per noi è la nostra casa. Fanno riferimento a me il front office, la conciergerie e i Guest Arrival Expert, che non portano semplicemente i bagagli ma si occupano dell’ospite all’arrivo e alla partenza. Per me il mio ruolo è essere responsabile delle persone che compongono il team del Front of House, dando loro gli stimoli e le soddisfazioni necessarie per restare a lungo a lavorare con noi, e con me.
Per non farsi mancare nulla, è da poco diventato anche presidente della sezione italiana di AICR.
Ho sempre avuto un occhio di riguardo per questa associazione, che è l’amicale dei capi ricevimento e vice direttori di albergo 4 e 5 stelle lusso. Il presidente cercava un successore così, mentre aspettavo l’apertura di Casa Brera, mi sono candidato, e ho assunto il ruolo nell’aprile 2024. L’obiettivo era quello di ridare lustro all’associazione, e il comitato ha fatto un ottimo lavoro di squadra. Sono fiero della coesione che siamo riusciti a creare, dando importanza a tutti, senza dimenticare chi sta dietro le quinte. E i numeri lo confermano: da 25 membri oggi AICR ne conta 80.
