La porta in hotel, tra design e architettura

L’importanza degli accessi, il valore delle porte come parte di tutto il progetto, l’estetica e la sicurezza come caratteristiche che alimentano un pensiero integrato, omogeneo, customizzato per l’identità di ogni luogo. Con Marco Piva abbiamo parlato di porte, ma anche di molto altro…
Marco Piva, foto di Davide Corona
L’importanza degli accessi, il valore delle porte come parte di tutto il progetto, l’estetica e la sicurezza come caratteristiche che alimentano un pensiero integrato, omogeneo, customizzato per l’identità di ogni luogo. Con Marco Piva abbiamo parlato di porte, ma anche di molto altro…

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Quali caratteristiche deve avere una porta per il settore alberghiero? Come si conciliano le esigenze estetiche con quelle di funzionalità e praticità di uso imprescindibili per una struttura ricettiva? Ne abbiamo parlato con Marco Piva, designer e architetto e soprattutto autore di molti progetti di hotel e di porte, partendo proprio da un ragionamento sulle evoluzioni degli spazi della ricettività.

Il sistema Edges disegnato da Marco Piva per Lualdi tratta l’elemento porta come sistema in una visione architettonica d’insieme

“I temi più importanti nel mondo dell’ospitalità stanno subendo oggi consistenti variazioni rispetto al passato e sicuramente alcune, enfatizzate dalla pandemia in corso, porteranno a una sempre maggiore necessità di configurare spazi pubblici più flessibili e dinamici e spazi privati più ampi e articolati. Per la filosofia progettuale del mio studio è fondamentale definire un rapporto armonico con il luogo in cui il progetto si inserisce, una radice su cui fondare tutta l’ipotesi progettuale. Ciò significa che, pur ricercando un mood estetico riconoscibile, riteniamo che questo si debba modulare di volta in volta in rapporto alla location e al suo contesto territoriale oltre che agli obiettivi del developer e del brand gestionale. Perseguiamo ogni volta un progetto cucito su misura per la sua destinazione funzionale ed estetica, supportato da un’attenta ricerca sui materiali e sulle nuove tecnologie e orientato fortemente verso gli aspetti di sostenibilità ambientale e di efficienza energetica; elementi che consentano all’opera, una volta compiuta ed attivata, di ottenere i migliori risultati funzionali ed emozionali nei confronti dei suoi fruitori finali: gli ospiti. Un altro aspetto determinante è la flessibilità degli spazi, che permette di adeguare la struttura alle esigenze del momento e aiuta a rispondere ai trend di utilizzo della struttura ricettiva a seconda degli eventi o delle stagionalità. Progettare mantenendo il tema della flessibilità come “focus point” permette infatti di definire spazi in grado di modificarsi agevolmente anche nel tempo in funzione delle necessità operative. Ad esempio molti degli spazi della ristorazione, a causa della pandemia, sono stati ripensati strutturalmente, rimodulandone le aree sulla base delle procedure e delle tempistiche legate alla preparazione e alla distribuzione delle vivande per configurare servizi F&B efficienti, efficaci e sicuri: un adeguamento possibile solo se, alla base, è stato sviluppato un complesso lavoro di analisi e di modellazione virtuale indispensabile per concepire spazi e ambienti fluidi e funzionali. Anche la reception e la conciergerie, nei nostri progetti, si stanno sempre più riconfigurando verso un’accoglienza più personalizzata, quasi intima, con dimensioni delle componenti funzionali, vedi ad esempio i banconi, più ridotte rispetto al passato. Tendiamo per questo a eliminare la rigida codifica delle aree, a favore di ambienti sempre più dinamici e interconnessi. In ultimo, ma non meno importante, bisogna introdurre nei progetti nuove e più equilibrate visioni, nuovi valori di misura e di rispetto nei confronti dell’ambiente sociale e naturale che accoglie rinnovate o nuove strutture ricettive. In questo contesto, anche la scelta dei materiali e delle tecnologie ha un ruolo fondamentale: i materiali e i componenti per l’architettura e l’interior design dovranno mettere in primo piano la sicurezza e il benessere delle persone che vi sosteranno e che vi lavoreranno, in assonanza con l’urgenza più generale che chi progetta oggi percepisce come un must: contribuire in ogni modo possibile alla preservazione del Pianeta in cui viviamo.

Quali caratteristiche pensi debbano avere le porte per stanze e per ambienti comuni?
Il tema degli accessi è molto importante perché racchiude diversi aspetti che vanno oltre la configurazione estetica della porta: dalla sicurezza al servizio, dalla segnaletica alla prestazione, fino alla manutenzione e durabilità. A seconda del tipo di accesso, si configurano specifiche necessità che devono essere tenute in considerazione in fase di progettazione. Le porte dedicate alle sale meeting/conferenze ad esempio devono tenere conto della necessità di rispondere a prestazioni di isolamento acustico, quelle delle camere oltre al tema dell’acustica sono fortemente cariche di tecnologie di servizio, quelle di ingresso/emergenza di tecnologie di allarme e sicurezza, ecc. In generale, ritengo che le porte debbano racchiudere in sé, nell’ovvio rispetto di tutte le normative, una serie di format di utilizzo che le rendano attrezzate per rispondere a diverse esigenze, senza che la tecnologia a bordo risulti esteticamente invasiva soprattutto agli occhi dell’ospite. Come nelle porte delle camere che abbiamo disegnato per l’Excelsior Hotel Gallia, nelle quali i pannelli di rivestimento, che possono sembrare semplici elementi decorativi, sono in realtà una importante componente funzionale che consente di accedere facilmente agli elementi tecnici della porta (meccanica, elettronica) contenendo inoltre al loro interno vani con ganci a scomparsa, occhioli, e sono pensati per essere facilmente rimossi e sostituiti in caso di danneggiamento. Anche nell’hotel La Suite di Matera la porta di accesso alle camere, fortemente caratterizzata dal punto di vista estetico, è elemento tecnico di servizio che incorpora segnaletica, tecnologia di accesso, sicurezza. Per conciliare le esigenze estetiche a quelle funzionali quindi, da sempre il mio Studio, non solo in campo alberghiero, considera la porta come un elemento architettonico, che va ripensato per ogni singolo progetto e che può nascondere all’interno del disegno caratteristiche prestazionali di tecnologia molto elevate.

Quali possibilità di personalizzazione esistono oggi per le porte per le stanze d’albergo?
La porta è un componente di design che, soprattutto nel settore alberghiero, va pensato e configurato ad hoc in ogni opera, per cui le possibilità di personalizzazione sono molteplici. In tutti i progetti che ho realizzato, le porte di accesso alle stanze, partendo da modelli tecnici di riferimento, sono state disegnate ad hoc, con funzionalità ed estetica ogni volta diverse. Che la porta si integri nella spazialità più generale di un dato progetto, risultando quasi impercettibile, piuttosto che emerga con il suo disegno, è una scelta progettuale che viene definita miratamente, in rapporto al linguaggio architettonico e degli interni che desideriamo esprimere. Personalmente, ho lavorato in entrambi i modi, con pareti e boiserie che rendono l’elemento porta quasi a scomparsa, oppure con soluzioni che ne rimarchino la presenza attraverso stipiti e imbotti che talvolta possono assumere caratteri e dimensioni quasi monumentali. Sicuramente, però, la porta rappresenta per me una vera e propria “architettura in miniatura”, dove ogni singolo componente – stipite, cornice, zoccolo, maniglia, illuminazione e interfaccia funzionale tecnologica di accesso – è sempre disegnato, facendo confluire all’interno del design esigenze estetiche, prestazionali e, perché no, anche emozionali.

Come può essere modificata l’immagine della porta per assecondare il concept della struttura?
La porta è un elemento di transizione spaziale, collega e connette oppure interrompe e demarca territori dell’abitare diversi. È uno dei più importanti componenti dell’architettura e per questo motivo necessita della massima attenzione e creatività progettuale. Le possibilità di personalizzazione possano considerarsi davvero infinite. Gli aspetti principali da indagare riguardano disegno, finitura, funzione e aspetti di servizio, e per ognuno di essi le varianti sono moltissime. I materiali del rivestimento possono essere legni, pelli, cuoi, vetri, metalli, materiali di sintesi e questi a loro volta assumono, grazie alle loro caratteristiche intrinseche, possibilità espressive in grado di riconfigurarne la superficie ogni volta in modo nuovo. Questi materiali, poi, possono interagire e combinarsi tra loro, o integrarsi con l’illuminazione, la tecnologia, in un disegno personalizzato o relazionato al contesto architettonico. Il disegno di una porta offre tantissime opportunità di indagine, come dimostrano le decine di case-history legate ai nostri progetti. Se si sta lavorando su un albergo in città, molto probabilmente la porta della camera affaccerà su un corridoio comune e avrà caratteristiche prestazionali orientate a ambienti chiusi e protetti, mentre se l’albergo è un resort in una località balneare, la porta dovrà portare con sé altre caratteristiche funzionali, tecniche e materiche che ne possano consentire l’uso in ambienti anche esterni, molto probabilmente con finiture differenziate. Le funzionalità che possono essere integrate sono tantissime, dalla segnaletica al sistema di apertura/chiusura elettronico, piuttosto che digitale fino, in casi estremi ove la sicurezza dell’ospite deve essere prioritaria e assoluta, al riconoscimento di dati antropometrici. Le porte che disegno sono “sistemi di accesso” progettati su misura con un design mirato alla location, agli obiettivi funzionali della struttura ricettiva, e che perseguono livelli di eccellenza in rapporto alla innovazione, alla tecnologia e all’estetica.

Dalla collaborazione con Lualdi è nata la serie Edges. Quali sono le sue caratteristiche e come si declina in ambito hotellerie?
Parlando di prodotti industriali di serie, destinati quindi a un mercato retail, Il sistema Edges che ho disegnato per Lualdi è l’esempio perfetto della mia volontà di trattare l’elemento porta come sistema in una visione architettonica d’insieme. La porta infatti, attraverso il taglio del pannello, crea un effetto che dona nuovo volume a un corpo solitamente bidimensionale, interagendo con luci e ombre, ed è supportata da una serie di rivestimenti modulari a parete che, giocando su contrasti materici, o integrandosi con essi, esaltano l’effetto volumetrico dello spazio in cui vengono inseriti. Il concept che sta alla base del progetto Edges è mirato a definire un prodotto decisamente caratterizzato in grado di una risposta articolata sia per una destinazione funzionale alberghiera che residenziale. Da tempo sto proponendo l’ibridazione di soluzioni e di esperienze mutuati dai luoghi destinati alla casa negli spazi dell’ospitalità e viceversa. Le personalizzazioni e funzionalità che caratterizzano la porta e i suoi complementi, inoltre, rendono Edges facilmente declinabile anche in altri contesti abitativi come uffici, scuole o studentati. Per Bencore, ho recentemente firmato il sistema di pareti modulari e porte X-Files pensato per ambienti retail, ufficio e sanitari, caratterizzato da un linguaggio innovativo che deriva dalla particolarità dei materiali utilizzati, Honeycomb, laminati metallici e plastici, in cui ho giocato con trasparenze e geometrie. Anche qui, la volontà è stata quella di creare un prodotto versatile, completo, caratterizzato da un disegno molto riconoscibile in cui è possibile giocare con finiture, luci e spessori.In tutti i casi, nei sistemi di accesso da me disegnati cerco di offrire ottime prestazioni unite a effetti visivi inaspettati: sistemi porta che consentono applicazioni funzionali diverse e personalizzabili, mirate a rapportarsi in modo armonico con i contesti in cui andranno ad inserirsi. Il nostro dipartimento di Industrial Design, dopo una profonda analisi funzionale e una impegnativa ricerca tecnologica, sta lavorando ad un nuovo concetto di “porta intelligente” che proporremo presto sul mercato non solo Horeca ma anche residenziale, un nuovo lavoro che mira a rivoluzionare il concetto di “porta”.

 

 

 

 

La porta in hotel, tra design e architettura - Ultima modifica: 2021-11-10T17:09:41+01:00 da Davide Cattaneo

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