Turismo, la formula per ripartire secondo Deloitte

Innovazione, coesistenza digitale-fisico, iper-personalizzazione, rafforzamento dei rapporti tra pubblico e privato, spinta allo slow tourism sono gli elementi chiave per far ripartire il mondo del turismo, duramente provato dalla pandemia, secondo Andrea Poggi, Innovation Leader di Deloitte North South Europe. “Il turismo – dichiara – nel corso dell’anno ha risposto comunque con una capacità imprenditoriale singolare, cercando di intercettare e interpretare i nuovi trend del 2020 nati come risposta alle difficoltà emerse dalla pandemia, iniziando ad offrire prime soluzioni innovative e tecnologiche capaci di rispettare le restrizioni governative agli spostamenti e di rispondere con efficacia alle nuove esigenze di sicurezza e flessibilità dei viaggiatori”.

Un modello ibrido

Grazie alla tecnologia e al digitale, in questi mesi di stallo il mondo del turismo e della cultura non si sono fermati. Le numerose iniziative online come tour virtuali, spettacoli teatrali, cinema, visite ai musei, spesso interattivi, hanno riscontrato un gran successo. Ciò però non significa che il futuro della cultura e del turismo possa essere totalmente virtuale, come conferma una ricerca svolta in Italia da Deloitte.

Nel sondaggio solo il 13% degli intervistati ha dichiarato di preferire la fruizione di servizi in modalità totalmente digitale per musei, cinema, spettacoli teatrali, mentre il 44% del campione è favorevole a un modello ibrido (Deloitte Innovation Summit, 2020). Il denominatore comune delle nuove proposte di valore quindi è la coesistenza di digitale e fisico, dove il digitale potenzia o abilita la parte esperienziale.

La tecnologia al servizio del turismo

Le tecnologie dovranno rispondere alle esigenze dell’uomo, ponendolo al centro di nuove proposte di valore – precisa Poggi -. Passato questo momento di trasformazione, quando si potrà tornare al turismo come lo conoscevamo, l’aspetto tecnologico non dovrà prevaricare e sostituire quello umano, ma anzi ne sarà un necessario completamento, arricchimento e supporto, semplificando l’accesso e la fruizione di certi servizi o attrazioni turistiche”.

“In sintesi – prosegue Poggi – l’innovazione è la stella polare per il rilancio del turismo, attraverso investimenti in un ecosistema tutto italiano, fatto di startup, PMI e nuove soluzioni alimentate da programmi di Open Innovation e Trasferimento Tecnologico, dove Ricerca, Business Communities e Pubblico collaborano attivamente per trovare soluzioni innovative accessibili a tutti gli operatori turistici e in linea con i bisogni di sicurezza e di personalizzazione dei turisti stessi. Il Next Generation Fund costituisce un’opportunità senza precedenti per invertire la rotta e stimolare il turismo, partendo dai pilastri di innovazione e sostenibilità: l’Italia – patria del turismo eccellente – ha tutte le carte in regola per farlo con successo e proporsi come leader di un rinnovato turismo negli scenari europei e globali”.

Esperienze tailor made e sostenibilità

L’innovazione permette anche di rispondere a utenti sempre più esigenti e attenti all’esperienza attraverso un “turismo iper-personalizzato”. Secondo un report di Selligent l’83% dei millennials è disposto a condividere i propri dati per avere un’esperienza di viaggio migliore e più personalizzata, mentre l’85% dei viaggiatori (senza distinzioni di età) ritiene che gli itinerari personalizzati siano molto più allettanti delle soluzioni standardizzate.

L’aumento della richiesta per un turismo più personalizzato e meno massificato è anche una conseguenza di una consapevolezza via via crescente, da parte dei viaggiatori, degli impatti che il turismo ha sul territorio e sulla natura. La transizione verso un settore più verde, e quindi più sostenibile, passa attraverso l’innovazione e la digitalizzazione. Alcuni operatori del settore, in particolare quelli più digitali e innovativi, si sono già attrezzati per adattarsi alle nuove esigenze del consumatore. Per esempio, Skyscanner, la piattaforma di prenotazione voli, ha implementato in 30 mercati le “Greener Choice Labels”, etichette che in fase di prenotazione segnalano ai viaggiatori quali sono i voli che emettono meno CO2 rispetto alla media della tratta selezionata. Inoltre, costruire una mobilità più sostenibile, anche dove esiste già un sistema rodato, è possibile, come dimostra il caso dell’isola greca di Astypalea. In un interessante esempio di partnership tra pubblico e privato, è stato creato insieme un progetto con l’obiettivo di rendere i trasporti sull’isola completamente elettrici.

Turismo: la ricetta per la ripartenza

Sarebbero tre le variabili da attivare per far ripartire il mondo del turismo secondo Deloitte, ovvero:

  • Primo tra tutti, bisogna puntare sul rafforzamento dei rapporti tra pubblico e privato. Tramite il potenziamento degli uffici di rappresentanza all’estero potrebbe essere ad esempio possibile promuovere con maggiore forza direttamente sul suolo estero il Made in Italy e raccontare l’Italia come meta turistica ricca di tesori da scoprire, usando anche soluzioni digitali e innovative.
  • Il Governo potrebbe inoltre supportare l’imprenditorialità innovativa privata tramite il rafforzamento del patrimonio culturale e territoriale, fatto non solo di opere ma anche di esperienze, usando innovazione e tecnologie come leve essenziali per renderlo più accessibile (es. rinnovamento delle strutture artistiche e culturali, utilizzo di VR per rendere l’arte immersiva) e conosciuto (es. piani di marketing territoriali con strategie innovative, come l’influencer marketing o il gaming-marketing).
  • Sarà infine fondamentale portare avanti un piano di sostenibilità e di valorizzazione di luoghi meno conosciuti, perfetti sostituti delle mete di massa, per sostenere lo Slow Tourism, le comunità e le culture locali, rendendole una leva di sviluppo per conservarle e valorizzarle. È proprio qui che entrano in gioco innovazione, sostenibilità e green per diffondere la conoscenza e per incentivare la rinascita dei borghi e dei centri storici di cui l’Italia è ricca, promuovendo ad esempio il turismo in bici che, nel solo 2019 ha generato 55 milioni di pernottamenti, il 6% della domanda turistica italiana.

 

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