Turismo, l’ipotesi del governo: stagione estiva al via dal 15 maggio

Riaperture più vicine. Per l’Italia e – di conseguenza – anche per il mondo del turismo. Domani è infatti prevista una riunione della cabina di regia del governo, che avrà sul tavolo la graduale ripresa delle attività – bar, ristoranti, palestre, piscine, stadi, teatri, discoteche, eccetera – a scaglioni, con l’ipotesi di partire già da fine aprile e con il ritorno delle zone gialle dai primi di maggio. E finalmente, anche per la tourism industry tricolore, si vede la proverbiale luce in fondo al tunnel. Forse già da metà maggio, in tempo per un pieno avvio della stagione estiva.

L’anticipo al 15 maggio
E se inizialmente il ministro del Turismo Massimo Garavaglia aveva ipotizzato la data del 2 giugno, spiegando poi che si riferiva però “a una data finale entro la quale mi auguro sia aperto tutto o quasi tutto“, ieri, nel corso di un incontro con Unionmare Veneto, il ministro ha dato ulteriori dettagli in tal senso: “Garavaglia – ha spiegato Alessandro Berton, presidente di Unionmare Venetoci ha comunicato di aver già proposto al ministro della Salute Roberto Speranza di aprire le spiagge per il 15 maggio, sulla base dei protocolli della scorsa estate che hanno dimostrato di funzionare”.

“Dare date certe”
Intervistato dalla trasmissione Oggi è un altro giorno, Garavaglia ha sintetizzato spiegando che “l’orientamento del Governo è chiarissimo: riaprire con sicurezza, quando ci saranno le condizioni ma dare già delle date e delle certezze perché il sistema economico ha bisogno di certezze e di organizzazione. E anche i cittadini hanno bisogno di capire che orizzonte hanno davanti“.

“Il Green Pass? Un lasciapassare, non un passaporto”
Il ministro ha inoltre chiarito che “il Green Pass non sarà un passaporto vaccinale ma un lasciapassare. Il vaccino è una delle condizioni, poi ci sono anche l’aver avuto il covid e si hanno gli anticorpi, oppure se si ha un tampone negativo. Non vedo il problema nel farsi un tampone e poter circolare liberamente. Penso che si andrà in questa direzione, poi i tempi dell’Europa saranno quello che saranno ma mi sembra inevitabile che i protocolli alla fine prendano atto di queste che sono le condizioni generali

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