Il recupero del Faro Isla Pancha e la sua trasformazione in hotel

Frammento di un film, tema da romanzo, dipinto su tela, il faro fa parte dell’immaginario collettivo che riconduce al romanticismo, alla vita solitaria, al tempo passato nella contemplazione del mare, nella meditazione e in ritiro. Oggi, a Ribadeo, Comune della Galizia a metà strada fra La Coruña e Gijón, l’archetipo del faro ha trovato una sua interpretazione concreta, per volontà di José Luis López Braña, della società Eirobra, e per mano dei progettisti dello studio PF1 Interiorismo, studio di architettura specializzato in interventi legati al settore dell’ospitalità.
Credit Iván Casal Nieto
Frammento di un film, tema da romanzo, dipinto su tela, il faro fa parte dell’immaginario collettivo che riconduce al romanticismo, alla vita solitaria, al tempo passato nella contemplazione del mare, nella meditazione e in ritiro. Oggi, a Ribadeo, Comune della Galizia a metà strada fra La Coruña e Gijón, l’archetipo del faro ha trovato una sua interpretazione concreta, per volontà di José Luis López Braña, della società Eirobra, e per mano dei progettisti dello studio PF1 Interiorismo, studio di architettura specializzato in interventi legati al settore dell’ospitalità.

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“Quando ci è stato commissionato il progetto per il Faro Isla Pancha, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata la dura vita del guardiano del faro, un lavoro tanto romantico quanto solitario”, spiega Loli Moroño, direttrice creativa di PF1 Interiorismo Contract e responsabile per l’interior design del Faro Isla Pancha. Ed è a partire da questa consapevolezza che ha preso avvio il progetto, il cui obiettivo era proprio di mantenere inalterata l’atmosfera tipica del faro, per permettere agli ospiti di vivere un’esperienza unica, irripetibile, soprattutto in Spagna, dove Isla Pancha è il primo faro convertito in albergo. “Conoscevamo bene il faro, perché è uno dei più emblematici della costa galiziana, e la sfida più grande che abbiamo dovuto affrontare è stata la responsabilità di trasformare l’edificio nella prima struttura ricettiva in Spagna situata in un faro”, conferma la progettista.

Credit Iván Casal Nieto

A pianta quadrata, originario del XIX secolo e in uso fino al 1983, il faro è stato riprogettato per far spazio a due suite-appartamenti, con cucina attrezzata, sistemi domotici e, irrinunciabile, la vista mare.
Prioritario, per il committente, è stato garantire il massimo comfort negli ambienti, pur essendo ricavati all’interno di una struttura così particolare e da tutelare. Associare il rispetto dell’identità storica del faro – volontà di progettisti e committente ma anche obbligo normativo – alle funzioni legate all’ospitalità contemporanea senza rinunciare ad alcun comfort per gli ospiti è stato, infatti, complesso e ha richiesto tempi lunghi, soprattutto per il percorso burocratico legato all’ottenimento dei permessi. Una volta superato lo scoglio amministrativo, il progetto è diventato via via più concreto e in otto mesi lo studio PF1 Interiorismo l’ha portato a termine.

Il fascino discreto delle porte a scomparsa

“Non volevamo che questo spazio apparisse pieno di porte. Grazie ai controtelai Eclisse Syntesis Line scorrevole siamo riusciti ad ottenere un risultato di massima integrazione degli elementi porta e parete. Per noi è stata una importante scoperta la possibilità di posizionare un battiscopa filo muro predisposto per l’illuminazione, poiché stavamo cercando un tocco di teatralità ed eleganza per questa installazione”: così la progettista Loli Moroño ha descritto le motivazioni alla base della scelta che ha favorito i sistemi scorrevoli e lo specifico battiscopa filo muro Unico con Emotion, sempre di Eclisse. L’insieme di soluzioni fa parte della filosofia generale del progetto, che ha voluto dare valore alla struttura esistente, un obiettivo raggiunto anche attraverso la scelta di serramenti, arredi e accessori minimalisti, in grado di integrarsi nel contesto senza togliere attenzione e rilievo all’identità storica del faro e al paesaggio che lo circonda.

“Il cliente ci ha dato assoluta libertà nel progettare gli interni del faro, ponendo solo tre condizioni: che venissero garantiti qualità, calore e comfort”. Per seguire queste indicazioni, serramenti, finiture, arredi e accessori seguono uno stile minimalista, con la chiara intenzione di dare maggior valore all’esistente. In particolare, sono stati recuperati due elementi originali dell’edificio, costruito nel 1857: il pavimento in piastrelle idrauliche (o cementine) e la scala in ferro battuto che accompagna verso la lanterna centrale. La scala proviene dagli antichi laboratori artigianali del metallo della vicina Sargadelos, un centro molto attivo nell’ambito della lavorazione dei materiali e conosciuto anche per il processo di lavorazione del caolino, un’argilla bianca purissima tipica della vicina città di Burela e utilizzata soprattutto per la produzione di porcellana.

Nota importante, la lanterna originale del faro è stata recuperata e riparata soprattutto perché potesse illuminare il percorso degli ospiti verso la cima del faro rispecchiando le modalità del passato, in modo da offrire loro un’esperienza a 360 gradi. “Il team di PF1 Interiorismo Contract ha imparato molto, durante le varie tappe del progetto, sulla storia e sul patrimonio della nostra terra, la Galizia, sviluppando parallelamente una competenza ancora più alta sull’esecuzione di progetti di contract alberghiero”.

Burocrazia e tempi: l’esempio spagnolo
La conversione del faro e la sua nuova destinazione d’uso hanno richiesto il rispetto di una serie di passaggi burocratici e tempi piuttosto complessi; ne parla direttamente José Luis López Braña: “Il percorso è stato lungo, anche perché si è trattata della prima esperienza di conversione di un faro a destinazione ricettiva sia per noi che per le autorità locali. Il problema principale ha riguardato la burocrazia e il dover presentare la richiesta sia agli uffici che rappresentano le autonomie locali, sia a quelli del governo. L’area di Isla Pancha vive una situazione particolarmente complessa, considerando che bisogna tenere in considerazione sei diversi riferimenti amministrativi. Un percorso sicuramente lungo, ma siamo soddisfatti della resa finale!”. A proposito di tempi, per la concessione del faro e della sua area sono stati necessari 18 mesi, per ottenere il ‘permiso de obras’, cioè l’autorizzazione a procedere con il cantiere altri 12 mesi. Ne sono seguiti altri 8 per i lavori prima della inaugurazione ufficiale.

Concluso il percorso architettonico di conversione del faro, ha preso piede il progetto di gestione di Isla Pancha, la cui filosofia per l’ospitalità può essere riassunta, secondo il committente José Luis López Braña, in una semplice espressione: “Proponiamo intimità e privacy, perché l’ospite si senta su un’isola, con il faro come casa”. Considerando l’ospite la principale ‘risorsa’ del faro, José Luis López Braña continua così la descrizione sulla politica per l’ospitalità seguita dalla sua struttura: “Vogliamo che il cliente si senta a proprio agio e soddisfatto, con l’unico obbligo di godersi l’isola, l’hotel e il Mar Cantabrico. Per questo offriamo la massima attenzione nella tutela della privacy degli ospiti”. La permanenza media è di una notte, in cui coppie – ma anche famiglie – vivono la particolare esperienza di sentirsi ‘guardiani del faro’ e comprenderne stile, atmosfera, suggestioni.

Il marketing della struttura si focalizza soprattutto sulle comunicazioni attraverso i canali social, Instagram e Facebook, a cui da pochi mesi si è aggiunto anche il profilo su TikTok. “La pandemia ci ha fatto capire, in modo ancora più determinante, che la strategia pubblicitaria più efficace per una struttura particolare come la nostra è quella legata alla presenza online, quindi continueremo a dare visibilità all’hotel attraverso questi mezzi”, conferma José Luis López Braña.“Un luogo magico, unico, speciale, dove si respira pace. Un’esperienza confortevole in un appartamento molto accogliente, con un arredamento moderno, bello e con dettagli preziosi”, recita una recensione su Tripadvisor, segno – fra gli altri – del successo del progetto e della gestione. Dal punto di vista architettonico, i riconoscimenti arrivano anche da varie menzioni e premi, nazionali e internazionali, fra cui il Best Interior Design Project Award agli Hostelco Awards 2018, la Gold Medal nella categoria Hospitality Boutique Hotels 2020, e la presenza fra i finalisti nel World Wilde Biennal of Interior Design and Landscape 2020.

Il recupero del Faro Isla Pancha e la sua trasformazione in hotel - Ultima modifica: 2021-11-29T15:31:47+01:00 da Antonia Solari

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