QuiLaigueglia, Laigueglia (SV)

Incredibili albe. Fantastici tramonti

Poco meno di 500 anni fa la costa ligure era spesso oggetto di assalti e razzie da parte dei corsari barbareschi che avevano le basi a Tunisi e Algeri e agivano per conto del sultano turco di Istanbul. Laigueglia fu cannoneggiata nel 1543, assalita all’alba nel 1546. Le stesse coste, che hanno mantenuto intatto il sapore del tempo, oggi sono preda felice di un altro genere di corsari: i turisti, soprattutto i villeggianti che ne affollano le spiagge e i borghi dalla tarda primavera fino all’inizio dell’autunno. QuiLaigueglia è una Rete di imprese che ha come slogan quello di Carlin Petrini: essere felici di vivere a Laigueglia per rendere felici chi vi soggiorna

“Il turismo del futuro? Parte dai cittadini residenti, dalla loro qualità della vita, dalla capacità di essere felici, dalla loro cura verso la terra che abitano. I turisti verranno di conseguenza”
Carlin Petrini

Luglio è il mese più indicato per la villeggiatura in Liguria e in particolare sulla riviera di Ponente, dove il sole tramonta oltre l’orizzonte di fronte alla costa che sia mare o qualche promontorio che chiude la vista a meno che non vi si salga all’ora che volge il disio. Questa doveva essere l’opinione anche di Turghud Alì, meglio conosciuto come Dragut, Viceré di Algeri, Signore di Tripoli e di al-Mahdiyya, detto anche la Spada vendicatrice dell’Islam. Il 25 luglio 1546 Dragut sbarcò di notte a Laigueglia, ne catturò gli abitanti caricandoli sulle sue navi con l’intenzione di venderli come schiavi sulla piazza di Algeri o di ottenerne onerosi riscatti. Dalle parti di Anzio, 600 chilometri più a Sud, la sua flotta fu intercettata per caso e tempo dopo da una flotta cristiana nella quale veleggiavano anche barche di Alassio. Il capitano alassino Berno riuscì a impadronirsi di una delle navi corsare scoprendo che vi erano prigionieri alcuni dei laiguegliesi rapiti, liberandoli. Degli altri, la maggior parte, non se ne seppe più nulla. Era la seconda volta che i corsari barbareschi attaccavano Laigueglia. Tre anni prima era stato il predecessore di Dragut, Khayr al-Dīn detto il Barbarossa, ammiraglio dell’imperatore ottomano Solimano. I saraceni tentarono lo sbarco sottoponendo il borgo a un intenso cannoneggiamento. Gli abitanti erano fuggiti verso le colline dell’interno. Intervenne la flotta della Repubblica di Genova e i Turchi abbandonarono l’impresa. Nel 1546 gli abitanti di Laigueglia furono sorpresi nel sonno anche perché nessuno aveva avvistato le nere vele della flotta corsara. Anzi, il giorno prima all’orizzonte era sfilata la flotta genovese infondendo un senso di sicurezza assai mal riposto. Andò peggio a Rapallo, sulla riviera di Levante. Il 4 luglio 1549 Dragut assediò la cittadina depredando il borgo e le chiese. Dopo tre giorni il corsaro ripartì portando via come schiave più di cento fanciulle rapallesi. Erano tempi complicati.
Oggigiorno, a Laigueglia quell’antico episodio bellico è ricordato tra luglio e agosto con la rievocazione di quella battaglia utilizzando fuochi pirotecnici e bagni in mare da parte sia degli attaccanti che degli attaccati. Nessuno si fa male e tutto finisce in una gran festa.
Dietro alla festa, e ai tanti eventi che caratterizzano la piccola cittadina ligure (1800 residenti d’inverno, oltre 20.000 l’estate), c’è l’impegno costante e gravoso di uomini e donne del posto che amano la loro terra, le sue tradizioni, con il trasporto tipico delle piccole comunità italiane che hanno fatto del nostro Paese una destinazione turistica davvero unica per diversità culturale, climatica, naturale, enogastronomica quanto uniforme per la lingua neoromanza declinata in un’infinità di varianti e inflessioni locali e quel sapore di italianità fatto di empatia e disponibilità umana che accomuna gli ipercritici italiani dal Brennero fino a Trapani e da Ventimiglia fino a Trieste. Il mondo ci ama e ci apprezza assai più di quanto ci amiamo noi stessi. E’ il paradosso del nostro Paese e dobbiamo imparare a conviverci.

QuiLaigueglia
“Sei anni fa abbiamo fondato la rete di imprese QuiLaigueglia” spiegano a una voce i membri della rete. “Oggi abbiamo 32 aziende aderenti, rappresentanti di tutti i settori merceologici del turismo. QuiLaigueglia è stata la prima rete di impresa di tipo turistico creatasi in Italia: tra alberghi, stabilimenti balneari, ristoranti, bar, negozianti che dapprima si sono uniti intorno al blog, che costituisce la parte fondamentale della nostra identità e che, quindi, ha dato vita alla rete attuale. Abbiamo creato un sito oltremodo dinamico, www.quilaigueglia.it. La nostra mission è bene espressa dalla frase di Carlin Petrini, fondatore di Slow Food, esposta dal Comune di Laigueglia all’ingresso del nostro borgo, uno de I Borghi più belli d’Italia, l’associazione di cui facciamo parte nata nel marzo 2001 su impulso della Consulta del Turismo dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), con l’intento di contribuire a salvaguardare, conservare e rivitalizzare piccoli nuclei, comuni, ma a volte anche singole frazioni, che, trovandosi al di fuori dei principali circuiti turistici, rischiano, nonostante il grande valore, di essere dimenticati con conseguente degrado, spopolamento e abbandono. Tutto ciò si concretizza nell’intraprendere tutte quelle attività e sinergie, mirate all’apprezzamento di una Laigueglia slow, che porta alla valorizzazione e alla condivisione degli aspetti ambientali, culturali ed enogastronomici del nostro Comune e dell’ambito circostante, l’aspirazione al miglioramento della qualità della vita da parte dei residenti, l’evoluzione dell’offerta promozionale e dei servizi verso i turisti. Essere un cliente di un’azienda in rete con QuiLaigueglia rende i nostri associati ospiti privilegiati di persone che lavorano quotidianamente connessi tra di loro al fine di condividere con i nostri ospiti finali tutte le risorse del territorio che ci ospita, accompagnandoli nel loro soggiorno dal momento della prenotazione alla partenza, proponendo informazioni, agevolazioni, attività, in parte visualizzabili sul nostro sito, per fargli godere al meglio la loro vacanza. Proponiamo un turismo di motivazione, di esperienza, che aiuti a migliorare sempre di più la qualità della vita sia di chi risiede che di chi è ospite di Laigueglia. Dalla canoa alla vela, dal trekking al nordic walking, dal ciclismo classico alla mountain bike, dalla corsa alla marcia, proponiamo tutti i generi di sport ricordando la massima antica mens sana in corpore sano, mai attuale come nella nostra epoca.”

Le esperienze
Tre sono le tipologie di esperienze che QuiLaigueglia propone:
Gustare e riscoprire (vivi la Laigueglia più vera). Un borgo ricco di odori e colori dove il mare si presenta come un’immensa tavola azzurra distesa sotto i piedi, tra spiagge di sabbia finissima e bassi fondali. Una ragnatela di stradine lastricate che spesso si concludono in terrazze sul mare o in maestose costruzioni in pietra tutte colorate da piante e fiori. Nelle località di villeggiatura, sono gli angoli più segreti e nascosti a offrire sorprese inaspettate. Oltre l’antico borgo marinaro, fatto di vicoli e piazzette, esiste una Laigueglia sconosciuta, fatta di sentieri e scorci panoramici mozzafiato. Si può approfittare della splendida passeggiata lungo la via del Castello Romano tra ulivi e pini marittimi, di circa due chilometri, che conduce al borgo antico di Colla Micheri: un piccolo centro che sembra uscito dai libri di storia dove il tempo sembra essersi fermato; gli odori della natura, il panorama sul golfo di Laigueglia e una prospettiva dell’isola della Gallinara che assomiglia a una grossa tartaruga marina, lasciano sempre di stucco.
Ascoltare e sorprendere. Un’isola pedonale di 500 metri di lunghezza nel centro storico dove poter passeggiare liberamente e in sicurezza tra le case strette le une alle altre, che per esigenze di spazio si protendono verso il mare disegnando ampie piazze. Un lungomare di quasi quindici chilometri collega Capo Mele alla vicina Alassio, dove camminare, correre o pedalare, respirando l’aria del Mar Ligure, così ricca di iodio. La miglior sabbia di rena fine cui un bimbo possa aspirare per rotolarsi, scavare buche alla ricerca dell’acqua, costruire castelli di sabbia, tracciare piste su cui far correre le proprie biglie, inventare giochi di ogni sorta. Il più sicuro dei mari, con la spiaggia che gli degrada lentamente sotto, per imparare a nuotare o giocare liberamente, conoscere l’ambiente marino senza correre il rischio di non poter improvvisamente toccare. Un molo che si spinge in mare con il suo approdo, per invitare a conoscere da vicino i cetacei del nostro mare. Una Baia del sole che abbraccia, proteggendo dal troppo vento o dalle intemperie. Una collina dagli scorci fantastici, da percorrere in lungo e in largo, tra indicazioni sicure in mezzo alla macchia mediterranea o a pini marittimi secolari. Il parco acquatico in mare più grande della Riviera Ligure, adatto a tutte le età, da otto a ottant’anni, ancorato a pochi metri dalla spiaggia. Parchi avventura fatti di liane e ponti tibetani in cima alla cresta. Esperienze, eventi e manifestazioni adatte a tutti, per godere una fantastica vacanza in famiglia.
Ammirare e competere. Il cuore trova il suo ritmo, il sudore espelle le tossine dal corpo, mentre il cervello espelle lo stress accumulato. Andando più veloce tutto intorno sembra rallentare e si riesce così a riappacificarsi con il mondo esterno, a rientrare in sintonia con la natura. L’ambiente in cui si corre, il panorama che ci circonda è molto importante, ma anche la scelta del momento fa la sua parte. Sicuramente non c’è momento migliore dell’alba, la nascita di un nuovo giorno.
Praticare gli sport outdoor consente di viaggiare all’interno di noi stessi, in una riappropriazione della nostra essenza troppo spesso persa all’interno della quotidianità caotica che viviamo; è una modalità per riappacificarci con il nostro Io e con coloro che ci circondano. Consente di provare quella sensazione di quando arrivi in vetta ad ammirare il panorama, di sentirti davvero bene, soddisfatto, in pace con te stesso e con il mondo e insomma, in una parola, felice.

Che cosa sono le Reti di imprese
Le reti rappresentano uno strumento giuridico – economico di cooperazione fra imprese che, attraverso la sottoscrizione di un contratto, detto appunto “Contratto di rete” si impegnano reciprocamente, in attuazione di un programma comune, a collaborare in forme e ambiti attinenti le proprie attività, scambiando informazioni e/o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica e/o realizzando in comune determinate attività attinenti l’oggetto di ciascuna impresa.
Lo scopo della rete si identifica nell’obiettivo di accrescere, individualmente e collettivamente, la capacità innovativa e la competitività sul mercato delle imprese partecipanti, quale ragione d’essere dell’aggregazione, nelle forme e nelle modalità definite dalle imprese stesse all’interno del contratto. L’introduzione del Contratto di rete – quale forma di aggregazione per ottimizzare le risorse e quale strumento di realizzazione di obiettivi strategici – nasce dall’esigenza di stare al passo con un mercato globalizzato e, in conseguenza, di competere su qualità e innovazione, utilizzando (o facendo leva sul) l’introduzione delle tecnologie orizzontali e la condivisione di conoscenze e risorse. (Fonte: Dintec. Consorzio per l’innovazione tecnologica)

Laigueglia
Laigueglia, 1800 abitanti, fa parte dell’associazione de I Borghi più belli d’Italia. Si trova sulla costa di Ponente della Liguria. Il mare di fronte, in direzione Est, con la Corsica oltre l’orizzonte verso Sud. Alassio è a meno di 5 chilometri in direzione Nord seguendo la costa. Imperia è a 18 chilometri verso Sudovest sempre seguendo la costa. Le colline che salgono verso le montagne dell’Appennino e il Parco Naturale regionale delle Alpi Liguri alle spalle con cime che arrivano ai 2000 metri di altezza. Genova dista 100 chilometri risalendo la costa verso Nordest. La frontiera francese è a soli 70 chilometri sempre seguendo la costa verso Ovest. Torino è a 180 chilometri, Milano è a 220 chilometri superati gli Appennini. Ciò spiega perché la riviera di Ponente da sempre, e in particolare dagli anni Sessanta dello scorso secolo, è meta di un consolidato turismo di villeggiatura alimentato soprattutto dai grandi bacini demografici piemontese e lombardo, con un interessante passaggio di clientela di lingua francese che vi sosta volentieri anch’essa per villeggiatura o durante il Grand Tour verso la Toscana e Roma.
Laigueglia in passato è stata soprattutto un piccolo borgo di pescatori e di naviganti aperta verso il mare con le colline e le montagne a proteggerla alle spalle garantendo anche una agricoltura legata al clima temperato della riviera ligure che consente da sempre la coltivazione dell’ulivo, degli agrumi, di tutto ciò che cresce abbondante negli orti. Il Mare Mediterraneo è una sorta di grande, caldo lago salmastro la cui temperatura non scende mai sotto i 13 gradi anche negli inverni più rigidi. Quando nella vicina Pianura Padana le temperature scendono anche al di sotto dello zero, in Liguria la differenza positiva può essere anche di 30 gradi. Insomma, in Liguria non fa mai freddo. Semmai, è il vento che caratterizza la costa e spazza via le nuvole in un attimo quando soffia il vento di tramontana. E’ il mare il grande protagonista del Ponente Ligure: quando è in burrasca, può cambiare il profilo delle coste e provocare ingenti danni.

Thor Heyerdahl
Il norvegese Thor Heyerdahl, classe 1915, è stato una sorta di star della scienza come dei mass media. Scienziato empirico come pochi, volle sempre dimostrare in prima persona le incredibili intuizioni che accompagnarono la sua avventura culturale e umana. Biologo e antropologo, Heyerdahl nel 1947 effettuò la traversata di 4.300 miglia dalle sponde dell’America del Sud alle Isole Tuamoto che intraprese con il Kon-Tiki (Dio del Sole), la zattera costruita con legno di balsa, giunco e papiro, per dimostrare che gli Inca, e non solo loro, avrebbero potuto attraversare l’Oceano e raggiungere e colonizzare la Polinesia. Fu apprezzato autore di molteplici volumi sui suoi itinerari e regista, premiato con il prestigioso premio Oscar nel 1951 per il documentario Kon-Tiki. Numerosissimi furono i suoi viaggi ed esplorazioni archeologiche tra Oceano Pacifico, Atlantico, Galapagos, Isola di Pasqua, Perù, isole Canarie e, infine, in Russia nel Mar d’Azov, la sua ultima spedizione.
I coniugi Heyerdahl all’inizio degli anni Settanta per motivi di salute approdarono in Liguria, ad Alassio, alla ricerca di un luogo salubre dove trascorrere una convalescenza. Thor scoprì Colla Micheri, sopra Laigueglia, e se ne innamorò trasformando un paese allora abbandonato in un accogliente e ridente borgo e dove si stabilì in una torre di avvistamento cinquecentesche fino alla fine dei suoi giorni e in cui vive ancora la figlia Marian con il marito, Ole Lislerud.
Heyerdahl scelse Colla Micheri, dove sono sepolte le sue ceneri (vi è morto il 18 aprile 2002), perché lo giudicava un luogo magico tra le montagne dell’interno che arrivano anche a 2000 metri e sono innevate l’inverno e il mare, sempre tiepido tutto l’anno.
Colla Micheri è un borgo medioevale edificato sulla collina fra Laigueglia e Andora, lungo il tracciato dell’antica via romana Julia Augusta. Una targa ricorda che nel 1814 vi sostò il cesenate papa Pio VII di ritorno dall’esilio in Francia impostogli da Napoleone Bonaparte nel 1809. In posizione dominante sul mare insiste una torre saracena cinquecentesca; sotto di essa è posta la tomba di Thor Heyerdahl.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here