Accordo sul Recovery Fund in fase di stallo, più complicato del previsto

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in una video diretta dal consiglio europeo, dove si sta discutendo sul Next Generation Eu e sul prossimo bilancio settennale, ha informato che il negoziato è in una fase di stallo, trovare un accordo si sta rivelando più complicato del previsto. “Tante le questioni su cui ancora stiamo discutendo che non riusciamo a sciogliere. Sto invitando tutti però a convergere verso un obiettivo comune, quello di approvare Next Generation Ue, un programma per la ripresa europea, non solo dei Paesi più colpiti, ma di tutta l’Europa”.

Conte ha precisato che il Consiglio sta ragionando anche sul quadro finanziario pluriennale, il bilancio dei prossimi 7 anni. Le partite in discussione sono molteplici, questo rende molto complicato arrivare ad un’intesa comune. “Per esempio, si sta discutendo dell’ammontare totale di Next Generation Ue. Alcuni Stati mettono in discussione l’ammontare dei sussidi, ci sono poi aspetti procedurali riguardo alle verifiche dell’esecuzione del programma, aspetti complessi che riguardano la distribuzione delle competenze tra Commissione europea, il Consiglio, il Parlamento. Poi ancora c’è il quadro finanziario pluriennale con tutti i vari aspetti che riguardano i famosi ‘Rebates’, con tante altre poste in gioco su cui stiamo cercando di trovare un accordo, una sintesi”, ha aggiunto il Presidente del consiglio.

Una sintesi necessaria nell’interesse di tutti, precisa, che però deve rispondere a un principio fondamentale, ovvero che gli strumenti approvati siano proporzionali alle crisi in atto ed efficaci: “la riposta europea deve essere pronta, collettiva e robusta dal punto di vista della consistenza economica”, ha precisato Conte.

“Ci stiamo confrontando duramente con i cosiddetti paesi frugali, come l’Olanda, che non condividono la necessità di una risposta consistente soprattutto per quanto riguarda i sussidi, ma mettono anche in discussione in parte i prestiti. Stiamo cercando di coinvolgere tutti in questa prospettiva europea”.
La convinzione del Presidente del consiglio è che tutti devono comprendere che non sono solo i Paesi meno resilienti a giovarsene, ma è tutta l’Europa.
“In un’economia integrata dobbiamo tutti risollevarci per ripartire tutti insieme ancora più competitivi, ancora più resilienti. Dobbiamo competere con lo spazio globale, con la Cina, con gli Stati Uniti e dobbiamo farlo al più presto perché ci sono tante sofferenze nelle nostre rispettive comunità, tante lacerazioni del tessuto sociale e produttivo che meritano un pronto rimedio”, ha concluso il suo intervento il Presidente del consiglio.

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