Marketing Turistico. 20 Regioni, 21 slogan…

Babele Italia

In Italia ci sono 20 regioni e 21 enti turistici visto che Trento e Bolzano fatto per sé. Non esiste una regia nazionale, ognuno naviga a vista, chi con intelligenza, chi meno. Se il neoministro del Turismo con portafoglio vuol farsi spazio, forse dovrebbe partire proprio dall’individuazione di uno slogan comune che rappresenti l’Italia, uno slogan del genere “Sii felice, sei in Italia!”. Patti chiari, voglio i diritti d’autore…

“Respira, sei in Trentino” trovo sia uno degli slogan più azzeccati che stiano circolando nel mondo del turismo. Esprime valori universali condensandoli in uno slogan breve quanto efficace. In Trentino puoi respirare senza rischiare il contagio. In Trentino l’aria è talmente buona e sottile che soltanto respirandola migliora anche il tuo umore oltre che la tua salute. L’aria è vita e in Trentino l’aria è migliore, di conseguenza è migliore anche la vita che vi si conduce, residenti come ospiti. In Trentino sei circondato dalle montagne, che purificano l’aria oltre a rifornire le sorgive di acqua pura. In Trentino sei in un territorio riposante già nei colori, sicuro per il senso civico che vi si respira ma anche per il controllo del territorio garantito dai robusti montanari e dalle forze dell’ordine. Non è scritto sui muri ma lo respiri nell’aria… In Trentino mangi bene perché da sempre è il fanoso chilometro zero che alimenta il commercio dei formaggi, delle carni, dei prodotti dell’orto come dell’allevamento. C’è la cultura dei canederli ma anche famosi ristoranti stellati, negli alberghi come nei rifugi alpini. La sicurezza è nelle ferrate dove gli alpinisti che non vogliono rischiare l’osso del collo possono arrampicare in assoluta sicurezza grazie all’imbrago che avvolge il corpo senza impedirne i movimenti, ai moschettoni che si muovono agganciati ai cavi d’acciaio infissi nelle rocce e controllati periodicamente.
In Sud Tirolo-Alto Adige hanno scelto lo slogan “I più bei momenti di luce”. E’ assai meno efficace dello slogan trentino.
Le Marche hanno scelto come testimone Roberto Mancini, il commissario tecnico della nazionale di calcio. Lo hanno già fatto in passato, con esiti assai poco efficaci. L’uomo non sa parlare in pubblico e nessuno glielo ha ancora insegnato. Non si esprime, recita malamente un copione. In passato promuoveva le Marche ma poi veniva fotografato in Sardegna, dove era anche proprietario di un albergo. Se trionfa agli Europei di calcio, forse aiuterà la sua regione di nascita altrimenti sarà un altro flop. Ci provarono con Dastin Hoffman, noto attore americano, doppiato da Giancarlo Giannini. Forse il vero obiettivo era aumentare i flussi turistici dagli States. Non so con quale esito.
In Sicilia lo slogan è “Sì, Sicily” riferita al mare di cui ti vuoi circondare piuttosto che alla natura. In inglese diventa “See Sicily”, gioco di parole per spronare a vedere l’isola. Mi sembrano slogan deboli, troppo generici.
Nel sito della Puglia viaggiareinpuglia.it hanno risparmiato sugli slogan puntando solo sulle immagini, suggestive di certo ma insufficienti a imprimersi nella memoria come lo slogan del Trentino. Ricordo quello, non meno bello, della Spagna: “Sorridi, sei in Spagna” accompagnato dallo splendido logo di Joan Mirò, un inno al sole e ai colori della bandiera spagnola. Copiare dai migliori si può. Anzi, si deve.
Il sito della Regione Lazio, visitlazio.com, ha un bel catenaccio “Lazio eterna scoperta” ma nessuno slogan efficace. “Idee di viaggio” non è uno slogan ma una rubrica del telefono…
Nel sito della Regione Lombardia in-lombardia.it sembra di essere in un supermercato, assai diffusi in regione peraltro. Non c’è uno slogan ma un’infinità di proposte divise per scaffali… Non so quanto sia efficace.
Visitpiemonte.com propone come slogan “La nostra ospitalità è singolare”. L’avrà proposta Luciana Litizzetto… Sulla sua efficacia ho più di un dubbio…
C’è una agenziainliguria.com che esibisce un sito anni Ottanta come concezione, tutto scritto neanche avessero usato un ciclostile. Sarà il frutto dell’Agenzia Regionale per la Promozione turistica ma di certo non brilla per originalità… La Liguria proposta dall’Agenzia in Liguria  parte con uno slogan accattivante “Experience Liguria. Follow your passion” poi si concentra sulle palanche proponendo itinerari legati al prezzo stile compagnie aeree low cost. Perché no?
Il sito ufficiale della Valle d’Aosta lovevda.it pubblica una brochure mutuata pari pari dal cartaceo, immagino. La consulti solo se hai già deciso di andare in Valle d’Aosta altrimenti fuggi ululando…
Il Friuli-Venezia Giulia in passato propose uno slogan che ancora ho in testa “Ospiti di Gente Unica”. Oggi lo slogan è “Benvenuto in Friuli Venezia Giulia. Ci sei mancato!” Non male. Fa piacere essere accolti con un sorriso che già trapela da questa frase. Il sottotitolo è “Vacanze sicure”. Mai come oggi l’ospite che si reca al mare ha bisogno di sentirsi rassicurato… Pare che in Friuli Venezia Giulia non ci sia montagne, che siano le Alpi Carniche, il Tarvisiano, il Carso… Nulla le richiama… Sono stato ospite per le mie vacanze estive di quella regione per diversi anni, purtroppo confermo: a chi la governa le montagne non piacciono… che fosse la Serracchiani prima o Fedriga ora, le montagne proprio gli sono indigeste…

Le Olimpiadi Milano-Cortina 2026
Il Veneto ha scelto la via più facile ma pressoché obbligata: “Veneto, the land of Venice”. L’aveva fatto anche il Lazio una volta presentandosi in BIT come “Lazio, regione di Roma.” Venezia è la città turistica più famosa del mondo, con l’avvento del mercato cinese la sua fama si è ulteriormente consolidata. Venezia è la patria di Marco Polo, che in Cina ha tantissimi estimatori al pari del Gran Khan Kublai di cui fu amico nei 17 anni in cui visse nell’impero cinese controllato all’epoca dai mongoli. Il sito non si limita a promuovere solo Venezia ma la utilizza per far conoscere l’intera regione che con le prossime Olimpiadi della neve Milano-Cortina e le Paraolimpiadi della neve di Cortina d’Ampezzo, che si svolgeranno entrambe nel 2026. Per il Veneto è la grande occasione per emanciparsi da Venezia e proporre per esempio le Dolomiti del Bellunese Patrimonio dell’Umanità Unesco. Con esclusione di Cortina, famosa fin dal 1956 quando si svolsero le Olimpiadi della neve e per tutte le tappe dei Mondiali di sci che vi si svolgono ogni anno, le Dolomiti venete rappresentano la parte più cospicua delle Dolomiti Patrimonio dell’Umanità Unesco. L’evento del 2026 è l’occasione per farle scoprire agli italiani oltre che al mondo, magari iniziando dal sito della Regione Veneto…

L’Emilia Romagna ha puntato su un concetto forte quanto chiaro: “Top Experience” declinandolo in “Food Valley”, “Città d’Arte”, “Castelli”, “Golf”, “Terme & Benessere”, “Riviera”, “Motor Valley”, “Appennino e Parchi Naturali”, “Cammini” e poi “Grandi Eventi”, “Offerte Tematiche”, “Cosa Fare”. Davvero tanta roba. Bravi! Soldi ben spesi.
La Toscana si avvale del sito Visit Tuscany che è anche uno dei brand più noti al mondo. Lo slogan “Toscana. Rinascimento senza fine” è a dir poco azzeccato. Poi la Toscana è anche molto altro ma è soprattutto Dante Alighieri, Petrarca, Boccaccio, Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti e tutta l’infinità di pittori e scultori del loro tempo senza dimenticare Lorenzo il Magnifico e la famiglia dei Medici, la cui ultima esponente, Anna Maria, sorella del Granduca Gian Gastone (morto senza eredi), nel 1737 riuscì a legare le collezioni di famiglia al museo appena costituito delle Gallerie degli Uffizi sottraendole alla rapacità degli Asburgo-Lorena che avevano appena sostituito la famiglia nel granducato. Maria Teresa imperatrice d’Austria aveva bisogno di soldi per sostenere il suo traballante trono, il marito Stefano, diventato Granduca di Toscana (dopo aver rinunciato al ducato di Lorena a favore della Francia), avrebbe voluto vendere le collezioni per trasformarle in moschetti e cannoni…
Nella vicina Umbria, ricca di storia quanto la Toscana ma spesso in ombra a causa degli ingombranti vicini, si sono inventati uno slogan perlomeno originale “Io amo il mare dell’Umbria” (con la Valle d’Aosta, sono le uniche due regioni che non hanno sbocco al mare) per attirare l’attenzione e poi offrire le bellezze naturali, enogastronomiche, storiche e culturali della più bella, piccola regione che esista. Molto originali.
La Basilicata è diventata soprattutto Matera da quando Matera ha sbancato letteralmente i tavoli del turismo internazionale grazie a Matera capitale culturale d’Europa 2016. Quell’onda non si è più arrestata. “Basilicata. Bella scoperta!” è il richiamo che accompagna filmati dove chi si affaccia sul panorama di Matera urla letteralmente dalla meraviglia e per la gioia. Li capisco. L’ho fatto anch’io. Poi il discorso si allarga perché la Basilicata è anche molto altro, dal mare al Volo dell’angelo (fatto!) tra Castel Mezzano e Pietrapertosa, sulle Dolomiti Lucane, a una cucina ricca di profumi, a una natura rigogliosa. La Basilicata, con il Salento, hanno un posto particolare nella mia memoria. Vi arrivai per la prima volta nel 1970 19enne a bordo di uno Stornello Guzzi di soli 125 cc ma capace di portarmi da Rimini fino a Paestum lungo la dorsale appenninica e poi da Paestum a Bari passando per Potenza e Matera. Sono i viaggi della vita…
La Campania ha puntato sull’incredibile patrimonio naturale e storico che la caratterizza distribuendolo su vari slogan: “”UNESCO. 9 riconoscimenti come Patrimonio dell’Umanità”, “Arte e Cultura”, “Mare. 27 porti turistici, 469 Km di costa, 38 spiagge Bandiera Blu”, “Natura. 9 parchi, 5 oasi naturali e 3 parchi marini protetti”, “Percorsi dell’anima. Oltre 100 cammini a piedi o in bici”, “Sapori. 37 ristoranti premiati, 515 eccellenze tra vini e prodotti tipici”. Come non andarci?
“La bellezza è negli occhi di chi ci guarda” è lo slogan della Calabria che si trova in turiscalabria.it. Per amor di patria evito di attirarmi gli strali dei calabresi come è accaduto a Corrado Augias quando, commentando il futuro della regione, se ne uscì con un laconico “Calabria terra perduta, irrecuperabile.” Anche dal punto di vista del turismo. La sua non era una sentenza ma un grido di dolore. Anche il mio.
La Sardegna è un’isola che dal punto di vista geologico fa parte del continente europeo ma non della piattaforma africana su cui poggia la penisola italiana. E’ un piccolo continente di una bellezza straordinaria che non ama essere invasa dai turisti. Lo si vede anche dalla mediocrità della sua promozione turistica. “Statevene a casa, la Sardegna è nostra!” potrebbe essere uno slogan azzeccato se non fosse politicamente scorretto…
Il Molise è la regione che non c’è. I dati statistici sono assai poca cosa nonostante il potenziale di una regione deliziosa sotto tutti i punti di vista compreso il Tintilia, vino rosso dal bouquet fantastico quanto sconosciuto anche per la limitata produzione dello stesso. Il portale turistico è inguardabile.

L’Abruzzo è mare e montagna che si specchiano vicendevolmente. “Benvenuti in Abruzzo, inizia qui il tuo viaggio” è uno slogan a dir poco debole come la gestione della regione, con le strade provinciali tra le più scassate che mi sia mai accaduto di percorrere. Ogni volta che vado dal mio amico Daniele Zunica a Civitella del Tronto rischio l’automobile sui strade fuori squadra e l’osso del collo se è di notte. L’Abruzzo è la fucina dei migliori chef d’Italia, purtroppo non lo è per la qualità di chi l’amministra.

E il sito ufficiale dell’Enit, l’Agenzia nazionale del turismo? Nessuno slogan, così accontenta tutti. Italia, Babele del turismo…

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