Grand Hotel Astoria, Grado (GO)

“Ci abbiamo creduto. E abbiamo fatto bene!”

Il Grand Hotel Astoria di Grado è stato il primo a riaprire a metà giugno accettando una sfida che poteva finire assai male. Da metà luglio l’albergo e Grado nel suo insieme hanno registrato un tutto pieno che ha salvato i conti economici di tutte le aziende, e del territorio nel suo complesso. Una lezione di serietà e coerenza assai apprezzata dagli ospiti di Grado, italiani e stranieri, uomini, donne e bambini da zero a 100 anni…

Potevamo riaprire l’albergo verso metà giugno in accordo con le disposizioni del governo” spiegano Alessandro Lovato, Giacomo Rubini e Francesca Simsig. Lovato è l’amministratore delegato dell’albergo, Rubini ne è l’anima dal 1992, quando vi arrivò come maître, Simsig è la responsabile vendite. “A Grado la maggior parte degli albergatori di fascia alta intendevano restare chiusi. Le prospettive erano pessime. Che avrebbero fatto gli austriaci, da sempre gli ospiti principali dell’isola? Avrebbero seguito i consigli dei loro governanti e sarebbero rimasti a casa? Che cosa avrebbero fatto gli italiani? Creammo al nostro interno un Comitato Covid per predisporre tutte le misure di sanificazione e di distanziamento secondo le norme più rigorose che erano state emanate. La proprietà effettuò un importante investimento per la segnaletica, per la sanificazione, per dotare i banchi del buffet di vetri (e non di plastica) per mettere al riparo i cibi dall’alito degli ospiti nello stesso tempo dando la possibilità agli ospiti di avvicinarsi per indicare che cosa volevano scegliere. Lo staff è stato informato e formato nella maniera più adeguata. Abbiamo aperto il 12 giugno senza sapere che cosa sarebbe accaduto. C’era uno zoccolo di prenotazioni che non erano state cancellate. Era piccolo ma c’era. Le prime settimane sono state difficili e a un certo punto abbiamo temuto di aver commesso un grave errore. Poi, a partire da metà luglio, il mondo si è improvvisamente svegliato, le prenotazioni sono fioccate come neve in inverno, gli austriaci sono tornati in massa, gli italiani sono venuti in massa, anche chi non conosceva o conosceva poco Grado. Abbiamo registrato il pieno che è continuato per tutta la stagione, fino a fine agosto. Niente gruppi, solo individuali, e parliamo per il nostro albergo di circa 290 persone ogni giorno. Anche per settembre le previsioni sono buone. Mancano i meeting, mancano le aziende, ci sono prenotazioni di gruppi, ritornano anche gli eventi, anche se di dimensioni più ridotte. Il nostro esempio ha trascinato anche gli altri albergatori, che hanno ripreso l’attività seguendo le nostre orme. Il Grand Hotel Astoria è un punto di riferimento per Grado, era giusto che ci assumessimo la responsabilità di accettare il rischio d’impresa di ripartire nonostante i dubbi e le incertezze sull’andamento della pandemia. Quel che ci ha premiato è che innanzitutto gli ospiti stranieri hanno premiato l’Italia, l’immagine che abbiamo diffuso nel mondo di un Paese che non ha sottovalutato la pandemia ma l’ha presa di petto chiudendo tutte le attività per due mesi, rischiando il fallimento economico e milioni di disoccupati pur di bloccare la pandemia, respingerla, domarla. Ci siamo riusciti e il mondo è rimasto meravigliato perché non se lo aspettava dall’Italia. A dire il vero, noi stessi ci siamo stupiti del rigore e della serietà dei nostri connazionali in questa occasione. Poi gli ospiti ci hanno riconosciuto il rigore e la coerenza delle misure che abbiamo assunto: le mascherine sempre e ovunque, per lo staff durante l’intero servizio, per gli ospiti quando si muovevano all’interno dell’albergo. La sanificazione continua e ripetuta di ogni ambiente dell’albergo. Il rispetto delle misure di distanziamento, fatte rispettare anche in situazioni che potevano diventare critiche, come sulla piscina all’ultimo piano. Gli ospiti ne sono rimasti stupiti, perfino imbarazzati del fatto che una volta tanto erano gli italiani a riprenderli e a far rispettare le regole. Non gli era mai accaduto. Qualcuno ha mugugnato all’inizio, tutti sono partiti felici e soddisfatti. Quando le regole sono chiare, ben indicate, fatte rispettare a tutti, gli ospiti ne traggono la sensazione di essere al sicuro, di essersi affidati a persone serie e coscienziose, che la loro salute, quella dei loro cari, quella dei loro figli, è davvero una priorità per noi come lo è ovviamente anche per loro. La vacanza in sicurezza quest’anno è stato l’elemento vincente di Grado e dell’albergo. Sul territorio, nei negozi, gli ospiti hanno trovato la stessa segnaletica, gli stessi comportamenti. Non ci sono stati momenti di nervosismo, non c’è mai stata ressa, neanche sulla spiaggia dove gli ombrelloni sono stati distanziati come da protocolli. Non abbiamo registrato momenti critici, nessuna rissa, nessun focolaio di contagi. Grado è una destinazione ideale da sempre per le famiglie e per le persone in là con gli anni che però sono ancora molto attive. Tutti costoro ci sono stati grati dell’impegno che abbiamo dimostrato ma soprattutto della serietà teutonica che abbiamo imposto. E’ stata una estate serena per i nostri ospiti, di certo assai stressante per noi che abbiamo aumentato il carico di lavoro e lavorato con le mascherine sempre sul volto. Poteva essere una stagione drammatica, abbiamo contenuto brillantemente i danni. In realtà, l’albergo è un presidio sanitario da sempre, fin dall’antichità. Da sempre garantisce la sicurezza di un tetto sulla testa, di un focolare di fronte al quale riscaldarsi, di cibo genuino per rifocillarsi, in passato di una stalla per far riposare il cavallo o di cavalli di ricambio per le carrozze postali. Questa funzione è evoluta nel tempo, in parallelo all’evoluzione dei costumi degli ospiti. Dalla brocca di acqua in camera siamo passati all’acqua corrente e al bagno privato, dal focolare siamo passati al riscaldamento e all’aria condizionata, in cucina si sono imposti i protocolli HACCP per garantire la genuinità e la sicurezza alimentare di ciò che viene cucinato, l’albergo spesso è diventato un resort offrendo i servizi delle SPA e delle palestre, la tecnologia si è evoluta arrivando agli smartphone e a Internet. Quel che è rimasto costante è l’impegno per garantire la migliore accoglienza e ospitalità commisurate ai tempi, ai bisogni, alle esigenze della clientela. Per noi è stato facile, dal punto di vista culturale e professionale, allargare i protocolli HACCP per la gestione e conservazione degli alimenti ed EcoLabel per la pulizia e l’igiene degli ambienti ai nuovi protocolli, appena più rigorosi, indotti dalla pandemia di Covid. Nei ristoranti d’albergo, per esempio, la distanza tra i tavoli è da sempre piuttosto lasca per permettere ai commensali di poter chiacchierare in santa pace senza disturbarsi a vicenda tra i tavoli. Non abbiamo avuto bisogno di distanziare i tavoli ulteriormente. Questo è stato un problema semmai per le pizzerie, i bacari, i ristoranti esterni. Chi rispetta da sempre i protocolli HACCP non ha fatto fatica alcuna per adeguarsi ai protocolli anti Covid. Gli alberghi hanno scoperto che in realtà erano già pronti, sia dal punto di vista culturale che professionale, a far fronte a questa come a qualsiasi altra forma di pandemia. Per noi albergatori, e per tutti i nostri collaboratori, è di certo un motivo di orgoglio aver scoperto che siamo bravi. Anzi, che siamo i migliori. E intendiamo continuare a esserlo.”

Scheda Albergo
Grand Hotel Astoria 4 stelle S
Largo San Grisogono, 3
34073 Grado (GO)
Tel. +39 043183550
Fax +39 043183355
info@hotelastoria.it
www.hotelastoria.it
Amministratore Delegato: Alessandro Lovato
F&B Manager: Giacomo Rubini
Camere: 124
Ristoranti: due
Centro Thalassoterapico
Palestra
Centro congressi: 6 sale meeting
Garage

 

 

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