Politica & Territorio

Governatore Fedriga, perché non ascolta la Carnia?

In Carnia, al confine con l’Austria, il Passo di Cason di Lanza da alcuni anni vive una situazione assurda: l’unica strada che lo collega con la pianura, quella che passa da Paularo e Pontebba, asfaltata nel 2013 quando vi passò il Giro d’Italia, è sempre più dissestata al punto che nell’estate 2020 è stato chiuso il versante verso Pontebba mentre quello verso Paularo è in condizioni critiche, al limite della praticabilità. Sul passo ci sono diverse malghe che svolgono anche mansioni ricettive e ristorative, c’è un rifugio, il Fabiani. Comuni e Regione si rimpallano le responsabilità all’insegna della massima incompetenza

Governatore Fedriga, un anno fa le scrissi per segnalarle la situazione a dir poco paradossale in cui vivono le malghe e il rifugio Fabiani che sono accessibili esclusivamente tramite la strada provinciale Paularo-Pontebba che sale fino al Passo di Cason di Lanza, a quota 1500 metri, laddove la Carnia confina con la vicina Carinzia austriaca. E’ un posto fantastico, fuori del mondo: vi domina il verde della natura, il grigio della roccia, l’aria è salubre, il rumore di fondo è dato dallo scampanare delle mucche al pascolo da cui i malgari ricavano formaggi e burro di notevole qualità, tra luglio e agosto è il paradiso dei mirtilli, dei lamponi, delle fragole e dei rododendri, dopo la pioggia, al primo risplendere del sole estivo, i raccoglitori di funghi scendono a valle con i cestini ricolmi soprattutto di porcini. Non vi arriva la luce elettrica, smartphone e Internet si sono fermati a fondo valle. Sull’altro versante, in Austria, funziona tutto, ma è noto che gli austriaci sono dei facinorosi: se non gli dai tutto, chissà come si arrabbiano. I carnici no. Sono brava gente…
La strada fu asfaltata in occasione del passaggio del Giro d’Italia nel 2013. La strada avrebbe bisogno di una continua manutenzione anche perché l’estate è percorsa nei due sensi da un vero e proprio esercito di ciclisti, automobilisti, camperisti e motociclisti che, nonostante la ristrettezza della sede stradale, amano salire in quota, godere del panorama, frequentare i sentieri, scalare le ferrate del Monte Zermula o della Creta di Aip, bere una buona birra, assaggiare i piatti preparati dai malgari come dai rifugisti, fermarsi per una notte o per soggiorni più prolungati, acquistare i prodotti delle malghe. La sede stradale spesso corre tra la montagna e i precipizi, delimitati dal guard rail, riducendosi a una sola carreggiata. Bisogna avere nervi saldi, una grande perizia nella guida, una notevole empatia nei confronti di chi incroci nei punti più critici dove uno dei due deve manovrare per tornare indietro e trovare una piazzola o uno slargo sufficiente per passare in due. Basterebbe mettere dei semafori al passo e nei punti di partenza a Paularo come a Pontebba, disciplinando salita e discesa per fasce orarie (tipo ogni due o tre ore) per facilitare i flussi ed evitare la sincope che ti coglie quando incroci un camper dopo una curva cieca e non hai alcuna possibilità di passare. Hanno fatto così al Passo Marteller, tra Sud Tirolo e Austria, e funziona perfettamente. Lo hanno fatto anche alle Cinque Terre in Liguria: turisti e locali hanno imparato a memoria gli orari in cui trovano il verde per transitare.
Lo scorso anno nei mesi di luglio e agosto furono appaltati lavori di disboscamento, sicuramente necessari anche se improvvidi per le date scelte, subappaltati ad aziende austriache e ceke che intervennero con pesanti automezzi dissestando ulteriormente la strada. Avete presente quanto pesa un autoarticolato carico di tronchi? Il risultato? La strada da Pontebba al Passo di Cason di Lanza quest’anno è stata chiusa dal Comune (in Internet non trovi alcuna indicazione in proposito), quella che sale da Paularo è in condizioni a dir poco penose, con buche abissali e una strada dissestata in molti punti in maniera pericolosa. Meccanici e carrozzieri ne avranno di certo tratto vantaggio, assai meno le attività turistiche e soprattutto il senso di appagamento e il ricordo dei turisti che vi sono transitati. Se questo è stato l’esito della mia missiva dello scorso anno, cui mi rispose sbrigativamente che l’aveva trasmessa all’assessore competente, eviti di informare l’assessore alla viabilità onde evitare ulteriori danni agli amici malgari del Passo di Cason di Lanza.
Mi chiedo: nella regione a statuto speciale Friuli Venezia Giulia la Carnia è considerata una sorta di cenerentola? Chi l’ha preceduta, “Speedy Gonzales” Serracchiani, era molto brava nel tagliare i nastri quanto sorda nell’ascoltare i consigli. La sua mente era volta altrove, verso Roma, città che le ha dato i natali dove è tornata per intraprendere una ambiziosa carriera politica. Non è, Governatore Fedriga, che anche lei nutra ambizioni che travalicano la regione motivo per il quale è particolarmente distratto relativamente ai problemi dei suoi amministrati?
In Carnia sono famosi per l’essere gente laboriosa, di poche parole (anche perché capirli quando parlano in dialetto è praticamente impossibile) e molti fatti. Non li sottovaluti.

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