Guido Coffa, dal ritorno alle origini alla nascita dell’eco resort alle pendici dell’Etna

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L’apologo di Monaci delle Terre Nere – un progetto che fonda nella natura circostante le sue radici più profonde – nasce da una storia d’amore e, come spesso accade quando è il cuore a parlare, è frutto di faticosi travagli e di lieti fine importanti, ma partiamo dall’inizio. Tutto comincia nel diciassettesimo secolo, quando i monaci dell’ordine degli Agostiniani Scalzi di Valverde decisero di colonizzare la zona di Zafferana Etnea, dandole il nome di “Contrada Monaci”. Una volta stabilitisi qui, i monaci diedero vita a terrazzamenti per la coltivazione di vitigni. Dal 1800, però, la tenuta divenne di proprietà della famiglia Leotta, che se ne prese cura per tre generazioni fino a quando non decisero di metterla in vendita.

Sul podio di Barawards

Il Convivium Bar di Monaci delle Terre Nere si è classificato al secondo posto nella categoria “Locale Green dell’Anno” all’ultima edizione di Barawards, il premio all’ospitalità italiana d’eccellenza organizzato da Bargiornale, Dolcegiornale, Hotel Domani e Ristoranti.
Nella foto, a sinistra, Guido Coffa sul palco durante la premiazione del locale nel corso della serata di gala di Barawards, organizzata all’Alcatraz di Milano.

È nel 2007 che Monaci delle Terre Nere diventa il colpo di fulmine di Guido Alessandro Coffa, giovane uomo cresciuto nelle campagne di Trecastagni, in provincia di Catania, che ha portato dentro di sé l’amore per la natura ovunque andasse. “Ho passato tanti anni tra Milano, Inghilterra e Stati Uniti lavorando nel campo dell’automotive – racconta -. Pensavo che non sarei mai tornato in Sicilia, forse in pensione. Durante questo periodo mia madre mi disse che prima o poi avrei sentito il richiamo dell’isola e quel momento giunse nel 2007, quando mi ritrovai in Contrada Monaci. Le mamme hanno sempre ragione”.

Dopo anni di viaggi in giro per il mondo, Guido Coffa torna infatti in Sicilia per cercare la sua casa: in una bella giornata di novembre si imbatte in un appezzamento di terra con un rudere di una villa ed è stato amore a prima vista. Nel 2012, dopo anni di duro lavoro per recuperare e restaurare gli edifici preesistenti, sceglie di candidarsi per la prima volta a un bando per agriturismo, che riesce a vincere. È così che, in tempi non sospetti, da una mente visionaria è nato un boutique hotel realizzato secondo i dettami della bioarchitettura sotto il cappello prestigioso di Relais & Chateaux. Oltre a un’azienda agricola e una vitivinicola che vogliono raccontare un territorio salvaguardandolo.

Un progetto che, su un territorio vulcanico, non può che essere in continuo fermento. “In forza alla nostra anima ecologica – prosegue Coffa – quest’anno ultimeremo l’impianto fotovoltaico dotato di accumulatori che ci renderà autosufficienti per la gran parte dei nostri bisogni energetici. Stiamo inoltre ampliando la nostra carta dei vini al ristorante con un ‘Best of’ dedicato al meglio dell’Etna e abbiamo programmato una serie di guest presso il nostro bar di recente inserito fra i migliori di Campari”.

E riguardo invece alla visione più ampia dell’imprenditore e ai suoi obiettivi futuri? “Spesso – dichiara – ci interroghiamo su quale possa essere il contributo che la nostra azienda possa apportare al mondo in cui viviamo. La risposta sembra sempre riportarci alle origini, all’autosufficienza. Siamo testimoni di un meraviglioso momento di rinascimento sull’Etna e siamo certi che il futuro ci porterà a poter condividere tanta bellezza tra noi e i nostri ospiti”.

I colori e profumi della Sicilia

Monaci delle Terre Nere è un luogo dell’anima con una forte energia che la pietra lavica su cui è stato edificato emana. I 25 ettari di terrazzamenti fanno da cornice agli spazi dell’ospitalità, che si articolano secondo la logica dell’hotel diffuso: il cuore pulsante è l’edificio principale, una casa nobiliare del diciottesimo secolo, attorno a cui gravitano camere, suite e ville, restaurate secondo i principi della bioarchitettura e impreziosite da materiali originali e pezzi di design. Ma la protagonista indiscussa è la natura rigogliosa, con i suoi colori e profumi tipici del territorio siciliano: vigneti autoctoni, uliveti, un ampio orto, erbe aromatiche e alberi da frutto che diventano gli ingredienti della cucina del ristorante Locanda Nerello e del Convivium Bar.

Basso impatto ambientale

Monaci delle Terre Nere inoltre ha visto un lungo percorso di trasformazione, passando da 6 a 25 ettari e ampliando l’ospitalità raggiungendo le 24 camere, di cui 8 con piscina privata: l’ampliamento dell’hotel, il miglioramento dei servizi e l’occhio di riguardo per la riduzione dell’impatto ambientale, hanno portato Monaci delle Terre Nere a diventare parte di Relais & Châteaux nel 2019.

Sono tre i pilastri fondamentali su cui si fonda l’ospitalità del resort: biodiversità, eco sostenibilità e chilometro zero, a cui si aggiunge la filosofia di slow living che si adatta perfettamente alle vibrazioni del luogo. Tanto per snocciolare dei numeri, all’interno della tenuta si trovano più di 150 tipologie autoctone di alberi da frutto, molte delle quali tipiche siciliane e in via d’estinzione. Nei terrazzamenti crescono anche verdure selvatiche e più di 40 varietà di erbe, spezie e aromi. Tutte queste piante vengono irrigate sfruttando la struttura naturale dei terrazzamenti e, di conseguenza, la gravità.

Il complesso ricettivo è anche un wine resort con una produzione autoctona. L’Etna è una delle zone più propizie per la viticoltura: è oggi la terza regione più importante d’Italia per la produzione di vino grazie a diversi elementi, tra cui il suolo vulcanico, i diversi microclimi, la coltivazione fino a 900 metri sul livello del mare e la varietà dei terreni. Questo mix di elementi dà vita ad alcune delle pregiate e riconosciute etichette siciliane. Monaci delle Terre Nere produce vini Doc dell’Etna e anche vini biologici provenienti dai vitigni pre-filloxera, ovvero uve reliquie del vulcano.

Guido Coffa, dal ritorno alle origini alla nascita dell’eco resort alle pendici dell’Etna - Ultima modifica: 2024-02-02T11:19:57+01:00 da k4-redazione

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