Hotel de la Ville, Monza

I primi 60 anni a Monza della famiglia Nardi

La Famiglia Nardi è giunta alla quarta generazione come albergatori. Nel 2018 ha festeggiato i primi 60 anni di gestione dell’Hotel de la Ville di Monza, edificato a fine 1800 come Ristorante Eden. Cresciuto nel tempo, con l’acquisizione di una villa inizio ‘900 e di una nuova ala nel corpo centrale, l’Hotel de la Ville è diventato l’albergo di riferimento della clientela business e legata agli eventi sportivi dell’Autodromo di Monza. Di categoria 4 stelle Lusso, l’albergo propone 70 camere comprese due tre suites e 5 junior suites e alcune sale riunioni. Eccellente il ristorante Derby Grill che occupa parzialmente anche la Veranda, l’ultima realizzazione. L’albergo dispone di due parcheggi e garage coperto
La famiglia Nardi. Da sinistra, i fratelli Tany e Gigi con i genitori

Monza dista solo 15 chilometri da Milano, assai meno dalla sua periferia settentrionale. Dal punto di vista urbanistico, non esiste alcuna discontinuità tra le due città. Monza è una città antica, che ebbe il suo momento di gloria in epoca longobardica quando la vicina Milano era ai suoi minimi storici. I Longobardi avevano la capitale a Pavia e la residenza estiva a Monza, assai più salubre: Milano, pochi decenni prima dell’arrivo dei Longobardi, nel 538 era stata assediata e distrutta durante la guerra tra Bizantini e Goti. Fu Teodolinda (570-627), regina dei Longobardi, a edificare il Duomo di Monza e a far forgiare la Corona Ferrea (che nella tradizione avrebbe incluso anche uno dei chiodi usati dai Romani per crocifiggere il Cristo). Con quella corona furono incoronati i re d’Italia longobardi prima, gli imperatori germanici del Sacro Romano Impero poi, infine Napoleone Bonaparte, che se la pose sul capo nel Duomo di Milano nel 1805 quando si incoronò re d’Italia. Ce n’è di storia in questa piccola città di 120.000 abitanti alle porte settentrionali della metropoli lombarda. A Monza gli Asburgo d’Austria a fine 1700 fecero costruire dal Piermarini una villa principesca che fungeva da residenza estiva per il Governatore Generale della Lombardia, fu utilizzata con la stessa funzione dai francesi nei 15 anni della loro permanenza a Milano, ancora dagli austriaci dopo il 1815 e infine dai Savoia quando crearono il regno d’Italia, nel 1861. Fu davanti alla Villa Reale che Gaetano Bresci, anarchico italiano espatriato in Argentina, sparò a re Umberto il 29 luglio del 1900 per vendicare la folla milanese che protestava per la mancanza di pane e che il generale Bava Beccaris aveva preso a cannonate nel maggio del 1998. Infine, Monza è sede dell’autodromo nazionale, un circuito automobilistico internazionale situato all’interno del parco di Monza (a poco più di 2000 metri dalla Villa Reale). È il terzo autodromo permanente più antico al mondo, dopo quello di Brooklands (non più in uso) e quello di Indianapolis; inoltre è la sede storica del Gran Premio d’Italia; dal 1950 (con l’eccezione del 1980) è stato ininterrottamente la sede del Gran Premio d’Italia di Formula 1, organizzato dall’Automobile Club di Milano. Fu dopo il regicidio del 29 luglio 1900 che alcuni imprenditori locali decisero di edificare sopra l’esistente Ristorante Eden un numero di camere per trasformarlo in Eden Hotel Savoia, al fine di accogliere la quantità crescente di monarchici in pellegrinaggio alla Cappella Espiatoria, il memoriale voluto da Vittorio Emanuele III a ricordo del padre Umberto I. Nel 1946 l’albergo cambiò nome in Hotel de la Ville. Nel 1958 l’albergo, diventato di proprietà di un’altra importante famiglia di Monza, i Fossati (Regolo Fossati nel 1948 ha fondato l’industria alimentare Star), fu dato in gestione a Bartolomeo Nardi, classe 1921, un albergatore di lungo corso. A Bartolomeo subentrarono i figli Luigi (detto Gigi) e Arcangelo (detto Tany) rispettivamente classe 1947 e 1952. Oggi è la volta di Francesco, classe 1990, figlio di Gigi, che ha affiancato padre e zio. Francesco ha una sorella e due cugini che per ora hanno scelto di percorrere altre vie professionali. Francesco ha seguito le orme di papà Gigi e dello zio Tany andando a studiare in Svizzera dove si è laureato al Glion Institute of Higher Education e a Les Roches-Gruyère University of Applied Sciences (nel 2014). Durante il suo percorso accademico ha lavorato presso l’Hilton Park Lane e il Brown’s Hotel di Londra. E’ rientrato a Monza subito dopo la laurea, facendosi carico dell’ambito comunicazione, revenue e marketing.
“L’Hotel de la Ville è un albergo in progress fin da quando l’abbiamo preso in gestione nel 1958” spiegano a una voce Gigi, Tany e Francesco Nardi. “E’ diventato il punto di riferimento obbligato del segmento più elevato del mercato dell’accoglienza e dell’ospitalità che gravita su Monza che sia per affari, per sport, per o eventi. Non ci siamo limitati soltanto a connotare l’albergo con un carattere che lo rendesse unico dal punto di vista dell’habitat e dell’arredo, arricchendolo per esempio con collezioni originali, lo abbiamo reso unico e inconfondibile anche per le scelte dei materiali e del comfort offerto.” Un altro punto di forza dell’albergo è l’enogastronomia, che i Nardi seguono in prima persona da sempre, e che oggi ha come riferimento Fabio Silva, napoletano di Secondigliano, classe 1978, arrivato al De la Ville nel 1997 come commis di partita e poi cresciuto sempre più, arricchito negli anni da importanti stage: Claudio Sadler, Antonino Cannavacciuolo, Paola Budel al Venissa, Luigi Biasetto perché c’era da approfondire anche la pasticceria. Dal 2011 è diventato l’Executive Chef dei ristoranti dell’albergo. “Fabio è dotato di un notevole spessore umano e professionale che ci porterà alla conquista dei migliori traguardi possibili in un settore, la gastronomia, nella quale in questi ultimi sessanta anni l’Italia ha conquistato il primo posto a livello planetario. La nostra cantina non è meno brillante con poco meno di 400 etichette del miglior vino italiano. Roberto Brioschi, altro pilastro della nostra azienda, da oltre trent’anni riceve gli ospiti del Derby Grill in qualità di Direttore di Sala, affiancato dal Primo Maître, Antonio Renzulli, arrivato anch’egli giovanissimo in albergo.”

L’articolo completo sarà pubblicato su Hotel Domani N. 2 Febbraio 2019

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