TACCUINO DI VIAGGIO

Il fascino della campagna veronese e della sua ospitalità

La campagna veronese al tramonto con i vigneti in primo pianoLa campagna veronese contiene un incredibile scrigno di ricchezze umane, naturali e culturali racchiusa tra il Lago di Garda, che ne tempera il clima quando il vento spira da Ovest, i Monti della Lessinia, che salgono fino al Pasubio a Nord, la Pianura Padana che prosegue verso Venezia e ancora più lontano verso la Slovenia a Est. È terra di vino (Amarone, Recioto, Soave), di mercanti, di industrie fin da quando l’imperatore tedesco del Sacro Romano Impero (successore di Carlo Magno) scendeva lungo la valle dell’Adige dopo aver superato le Alpi al Brennero o al passo di Resia, superava la chiusa di Verona e dilagava verso la ricca Pianura Padana per raccogliere le tasse, dirimere le liti, governare con giustizia teutonica. La contea del Tirolo si formò tra il 1250 e il 1295 per garantire la tranquillità del passaggio dell’imperatore ma anche dei mercanti che percorrevano le strade che salivano o scendevano dall’Europa verso l’Italia, la famiglia Della Scala (amici di Dante Alighieri) si impose a Verona per lo stesso motivo: assicurare il transito sicuro della Chiusa di Verona. Quanta storia lungo la via Postumia e la riva orientale del Lago di Garda…

A Colognola ai Colli, in mezzo alle viti che coprono larga parte dell’orizzonte, nella seconda da metà del 1700 fu progettata e realizzata una splendida villa in stile palladiano, Villa Zoppi, riaperta a giugno come boutique hotel di classe dalla famiglia Gonzato, che da quattro generazioni a Colognola vende scarpe e vestiti nel negozio più importante della zona, il Gonzato Calzature e Sportswear. Borghesi erano gli Zoppi, che si sposarono con un’altra importante famiglia borghese del tempo, i Morelli, borghesi sono i Gonzato e i Zordan, che con Erika e Alessandro, due appassionati Millennials, gestiscono il nuovo albergo, borghese è l’atmosfera elegante quanto contemporanea che vivi nell’albergo, nelle sue camere (alcune con sauna e vasca) dove il letto è monumentale e il televisore sulla parete opposta è cinematografico (50 pollici).

 

 

Andare a Colognola significa anche incontrare gli amici del territorio, da Andrea Bonamini, che con la sua famiglia gestisce l’Hotel Bareta a Caldiero, a 3 chilometri di distanza da Villa Zoppi, ed Enrico Miglioranzi, che con la sua famiglia gestisce l’Hotel Alla Campagna a San Giovanni Lupatoto, a una ventina di minuti di automobile. Enrico è un direttore d’albergo e un maître di prim’ordine, la cucina dell’albergo merita molto più di una menzione. Così gli ho scritto dopo la cena di sabato sera:

Grazie Enrico, grazie a te e alla tua splendida famiglia. Siete innanzitutto dei ristoratori degni dello stellone italiano, assai più importante delle stelle di importazione. Siete genuini, seri, attenti alla qualità del prodotto e al recupero delle tradizioni della nostra cucina che è innanzitutto cucina popolare, di campagna, dai gusti semplici, immediati. Nulla a che vedere con la chimica applicata alla gastronomia o la scopiazzatura di cucine altrui. Il segreto della nostra cucina è da sempre l’inventiva di mamme, nonne, bisnonne che creavano manicaretti squisiti con ciò che offriva l’orto e il poco che trovavano nelle madie.

Niente artifici ma solo la bontà del pomodoro, della cipolla, dell’aglio, della melanzana, della carota, della patata rispettati durante la cottura, mai nascosti con salse esagerate. Era una cucina borghese quando i borghesi si rovinavano la salute alle cene degli aristocratici. Oggi è una cucina pienamente consapevole di sé, orgogliosa delle sue radici popolari, sana, gustosa, capace di arricchirsi continuamente con l’apporto di materie prime aliene, come lo furono in passato il mais, il pomodoro, la patata, i fagioli, il cacao, il riso, il frumento, interpretandoli in maniera originale e facendoli diventare così italiani a tutti gli effetti. Il segreto della cucina italiana? L’effetto wow quando l’annusi prima e l’assaggi poi. La cena di ieri sera è stata una cena all’insegna dell’effetto wow accompagnata dagli eccellenti vini del territorio ma soprattutto dalla convivialità delle tavolate italiane, l’ingrediente segreto che rende unica la cucina italiana. Grazie.
Oggi si va a Verona.

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