Post emergenza: il turismo continua ad essere ignorato

In una lunga diretta video venerdì gli operatori del turismo si sono confrontati sull’impatto della pandemia e sugli scenari futuri. All’unisono i partecipanti hanno denunciato la mancanza del turismo nei tavoli che contano e che stanno decidendo della riorganizzazione nel post emergenza. Non viene data importanza ad un settore chiave dell’apparato produttivo italiano che rappresenta il 13 del Pil, ma sfiora il 20% se includiamo l’indotto.
L’incontro, organizzato da Rete Destinazione Sud, moderato da Michelangelo Lurgi, ha visto la partecipazione anche del direttore di Hotel Domani, Renato Andreoletti (il suo intervento in un articolo a parte) e del presidente dell’Enit, Giorgio Palmucci.
Di seguito una sintesi degli aspetti più rilevanti emersi in alcuni interventi.

Turismo: manca una cabina di regia nazionale

Luciano Manunta, presidente di AIRA, associazione impiegati d’albergo, oltre ad esprimere la forte preoccupazione per l’impossibilità di sapere quando gli hotel riapriranno, ha voluto porre l’accento sul fatto che “un problema può diventare anche un’opportunità, soprattutto per rivendicare una cabina di regia, ovvero un ministro del turismo con portafoglio, che sia un punto di riferimento e ci permetta di ottenere la considerazione che meritiamo, oltre a informazione e formazione, basilari per chi lavora in hotel e per essere pronti a ripartire”.

“Stiamo vivendo una guerra senza bombardamenti. La mancanza di attenzione è ciò che ci allarma maggiormente: il settore viene ignorato ai tavoli di crisi, non c’è il turismo nel tavolo di Colao. L’assenza di questo ministero mai come ora si è sentita in maniera così pesante” ha ribadito Francesco Guidigli, presidente di Solidus, la confederazione nazionale di tutte le associazioni di categoria, come ABI, ADA, AIH, AIRA, AIS, AMIRA, per citarne alcune.

Alberghi non cliniche

“Avremo grosse difficoltà economiche e dovremo riorganizzare le nostre attività” ha aggiunto Alessandro D’Andrea, direttore d’albergo e presidente nazionale di ADA. “Gli alberghi devono essere messi in condizioni di operare. Servono linee guida precise e univoche. Il problema è che turismo e sanità sono di competenza regionale, si dovrà tenere conto dell’eterogeneità dei territori”.

Cario D. Sabla, direttore d’hotel: “Secondo l’Oms, il manager dell’hotel deve redigere un piano operativo su ogni singolo step dell’accoglienza (uso di mascherina, guanti, sanificazione…). Dobbiamo rilevare la temperatura agli ospiti, indicare tutto su un registro, essere pronti al minimo segnale di possibile contagio… cose complesse, che vengono fatti negli ospedali”.

Perché il protocollo delle misure di sicurezza non lo ha preparato l’industria alberghiera? Burioni lo ha fatto per la Ferrari. Forse sarebbe stato il caso di rivolgersi a un virologo per evitare decine di protocolli regionali diversi… e magari l’introduzione di misure assurde, inapplicabili” ha dichiarato Mauro Santinato di Teamwork, sottolineando anche la necessità per il comparto di fare rete per acquisire massa critica.

Aiuti concreti al turismo, non indebitamento

Ad Anna Citarella, Presidente Associazione albergatori Maiori Costiera Amalfitana è stato chiesto se vale la pena aprire? “Dobbiamo guardare la realtà. In Costiera amalfitana abbiamo l’80 per cento di clientela straniera che ora è ferma. Non vedo da parte del governo italiano una proposta seria, concreata e operativa. La cosiddetta iniezione di liquidità è in realtà un invito al credito bancario. Consente di pagare i costi fissi, le imposte. Ma se non produciamo reddito, dove andremo a prendere i soldi per sanare il debito? Serve una manovra straordinaria che preveda l’esonero dal versamento di imposte e tasse perché solo così potremo incominciare a vedere la luce. Riguardo all’occupazione: sicuramente gli imprenditori devono fare la loro parte, ma lo stato ci deve venire incontro, magari facendosi carico dei contribuiti da versare”.

Nota dolente: la banchettistica

Angelo desimone, Resort Oleandri di Paestum si è espresso sulle problematiche legate al settore Banqueting ed eventi: “Paestum vuole fare la sua parte, ma ad oggi non sappiamo se, come e quando si potrà aprire. Si prospettava un anno stupendo, carico di eventi. Il mercato estero è azzerato… Riguardo ai matrimoni, il 30% delle coppie ha preferito posticipare al 2021. 200 eventi programmati di cui 50 grandi eventi sono saltati. Anche gli stabilimenti balneari avranno problemi nel pagare i canoni demaniali. Servono aiuti a fondo perduto per le aziende, l’autofinanziamento bancario non è una soluzione e un palliativo”.

Cinzia Callegari, Direttrice dell’Hotel Fenicottero Rosa a Porto San Paolo, e rappresentante di Emozioni Experience Hotes, piccola rete di hotel in Sardegna, ha invece lamentato la mancanza di un piano strategico di marketing e comunicazione a livello nazionale che permetta alla destinazione Italia di posizionarsi insieme agli altri mercati internazionali, per dire che il nostro paese esiste.

La villaggistica tra i più penalizzati

Nell’incontro è stato messo in evidenza quanto il segmento rischia di essere tra i più colpiti essendo una formula di ospitalità che si basa su condivisione e aggregazione. “In questa emergenza c’è il rischio di non poter soddisfare le aspettative dell’ospite, di compromettere una reputation costruita negli anni” ha dichiarato Renato Marandino di Acampora Hotels, Paestum. “Nello stesso tempo non possiamo lavorare con un’occupazione bassa, i costi supererebbero i ricavi. Servono quindi misure che incentivino gli operatori alla riapertura, ora in forse, e di conseguenza favoriscano l’occupazione. In secondo luogo, chiediamo regolamenti per questo ramo di settore che presenta specifiche esigenze e criticità. Serve una regolamentazione della villaggistica”.

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