Monticolo&Foti, dal cantiere alla costruzione di opportunità per le persone fragili

Dai cantieri dell’hotellerie di lusso ai progetti per persone con disabilità: Martina Norbedo, Segretario Generale di Fondazione Monticolo&Foti ETS, racconta come un gruppo attivo nel settore delle costruzioni e degli impianti ha trasformato la responsabilità sociale d’impresa in progettualità concreta
Dai cantieri dell’hotellerie di lusso ai progetti per persone con disabilità: Martina Norbedo, Segretario Generale di Fondazione Monticolo&Foti ETS, racconta come un gruppo attivo nel settore delle costruzioni e degli impianti ha trasformato la responsabilità sociale d’impresa in progettualità concreta

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Gli affreschi storici del Four Seasons di Firenze, l’Hotel Cipriani, l’Excelsior di Venezia e il Grand Hotel Bristol di Rapallo, sono alcuni dei cantieri che portano la firma di Monticolo&Foti Impianti, una realtà specializzata in impianti elettrici e meccanici per il segmento luxury. Dal 2022 l’impegno del gruppo aziendale va oltre i cantieri con la Fondazione Monticolo&Foti ETS, che in quattro anni ha avviato più di 50 progetti per persone con disabilità. Ne abbiamo parlato con Martina Norbedo, Marketing & PR manager di Monticolo&Foti e Segretario Generale della Fondazione.

Martina Norbedo

Il Gruppo Monticolo&Foti vanta una divisione impiantistica altamente specializzata. Quali sono le vostre principali competenze e in quali settori operate?
Il Gruppo Monticolo&Foti si avvicina a un traguardo importante: 60 anni di storia, esperienza e continua evoluzione. Nel tempo abbiamo consolidato le nostre competenze impiantistiche scegliendo di orientarci verso progetti complessi e di alto profilo, nei quali la qualità esecutiva, la competenza tecnica e l’attenzione al dettaglio rappresentano elementi distintivi. Ci piace definire il nostro approccio “sartoriale”: ogni progetto è unico e richiede soluzioni studiate su misura, capaci di coniugare innovazione tecnologica, funzionalità e rispetto dell’identità architettonica. Operiamo su tutto il territorio nazionale attraverso tre sedi, a Trieste, Venezia e Firenze, concentrandoci principalmente su tre ambiti: hotellerie di lusso, luxury living e major projects, senza dimenticare un settore che ci contraddistingue particolarmente, quello degli interventi su edifici storici e di pregio. Nel mondo dell’ospitalità di lusso, un’esperienza particolarmente significativa è stata quella del Four Seasons Hotel di Firenze, nel cuore del centro storico. Intervenire in un contesto di così straordinario valore storico e architettonico, caratterizzato anche dalla presenza di affreschi originali, ha richiesto competenze specialistiche, estrema precisione e una costante integrazione tra esigenze tecnologiche e tutela del patrimonio artistico. A Venezia abbiamo inoltre operato in strutture iconiche dell’ospitalità internazionale, come l’Hotel Cipriani e l’Hotel Excelsior, esperienze che testimoniano la nostra capacità di affrontare interventi complessi in contesti esclusivi.
È proprio questa la nostra filosofia: non limitarci a realizzare impianti, ma offrire soluzioni integrate, costruite attorno alle esigenze di ogni progetto, dove tecnologia, architettura e qualità esecutiva dialogano costantemente.

Come nasce la Fondazione Monticolo&Foti ETS?
La Fondazione Monticolo&Foti ETS nasce nel 2022 dalla volontà del Gruppo Monticolo&Foti di dare continuità e una dimensione ancora più concreta al proprio impegno nella responsabilità sociale d’impresa, da sempre parte integrante dei valori aziendali. Nel panorama delle piccole e medie imprese italiane rappresenta una realtà piuttosto singolare, un vero e proprio “piccolo gioiello”, perché va oltre il tradizionale concetto di sostegno filantropico. La nostra Fondazione, infatti, non si limita a finanziare iniziative, ma progetta e realizza direttamente interventi concreti, costruendo percorsi capaci di generare un impatto reale e duraturo nella vita delle persone. Ci rivolgiamo principalmente alle persone in situazioni di fragilità, con particolare attenzione alle disabilità intellettive, cognitive e fisiche. Il nostro impegno si concentra su quattro ambiti fondamentali: autonomia di vita, inserimento lavorativo, sport e cultura, con l’obiettivo di creare opportunità, valorizzare le capacità individuali e favorire una partecipazione sempre più attiva alla vita della comunità.
Il 13 maggio abbiamo celebrato quattro anni di attività, un percorso che ci ha permesso di realizzare oltre 50 progetti in Friuli Venezia Giulia, coinvolgere più di 1.300 beneficiari e costruire una rete di circa 50 partner e sponsor.

Avete un approccio preciso: di che cosa si tratta?
Si parla molto di inclusione. Noi preferiamo parlare di accessibilità. I nostri concetti chiave sono accessibilità, partecipazione e crescita delle persone che prendono parte ai programmi. Gli ambiti principali sono lo sport e la cultura, ma soprattutto i progetti che aumentano l’autonomia: l’abitare autonomo e l’inserimento lavorativo. Lavoriamo sempre sul lungo termine, mai sul breve. Ogni iniziativa parte come progetto pilota, sperimentale, e poi la affiniamo edizione dopo edizione in base ai risultati. A volte coinvolgiamo nuovi beneficiari, altre volte accompagniamo gli stessi ragazzi per più anni. Di norma, però, ogni progetto si rivolge a gruppi diversi. Distinguiamo poi i progetti che definiamo “orizzontali”, ideati e gestiti da noi, che distribuiscono il beneficio su tutto il territorio regionale, da quelli “verticali”, con cui sosteniamo direttamente associazioni ed enti del terzo settore.

Qual è stato il primo progetto?
Si chiama “Cantieri Sostenibili”. Per ogni cantiere attivato dal Gruppo Monticolo&Foti vengono piantati degli alberi, per legare la sostenibilità aziendale all’impegno filantropico sul territorio. Ragazzi con disabilità cognitiva, provenienti da associazioni di Trieste, partecipano alla piantumazione e alla cura delle piante. Il progetto ha ottenuto il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e, in precedenza, del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Siete attivi anche nella promozione turistica della regione…
Sì, per il secondo anno collaboriamo con PromoTurismoFVG al progetto “FVG con i miei occhi”. L’obiettivo è far conoscere le opportunità della regione accessibili a famiglie e persone con diversi tipi di disabilità. Il video della prima edizione ha girato tutta Italia. Quest’anno il tema è la montagna, con le sue aree interne: luoghi bellissimi e ricchi di potenzialità, ma ancora poco conosciuti e frequentati. I ragazzi coinvolti hanno disabilità cognitive e intellettive, alcuni anche lievi disabilità fisiche. Nel progetto realizzano le riprese, con camere a 360 gradi o con i propri smartphone, ma sono anche i protagonisti dei video perché testano in prima persona le attività sportive. A Barcis e a Resiutta abbiamo provato delle special bike accessibili al 100%, che possono essere usate da tutti. Le prossime attività si focalizzeranno su altre discipline sportive: rafting, equitazione, hiking, e altri sport invernali. Prima di ogni uscita organizziamo un laboratorio che anticipa l’esperienza, così i ragazzi arrivano sapendo già cosa faranno.

La cultura è un altro ambito centrale. Come lo declinate?
“In Crescendo”, nato nel 2024 e sviluppato nel 2025 in collaborazione con la Società dei Concerti di Trieste, è un progetto che si propone di avvicinare i ragazzi alla musica classica, espressione di una tradizione culturale profondamente radicata nella città di Trieste. Il percorso si articola in tre momenti: una prima fase di musicoterapia guidata da professionisti specializzati, una seconda fase che coinvolge direttamente i musicisti protagonisti dei concerti e, infine, l’esperienza a teatro, dove ogni partecipante ha l’opportunità di assistere a tre concerti al Teatro Verdi. Un’esperienza che va oltre il semplice ascolto, favorendo la familiarità con la musica, la partecipazione culturale e la crescita personale. A settembre 2026 si è conclusa la seconda edizione del progetto. Insieme ai nostri partner, abbiamo presentato i risultati raggiunti presso il Palazzo della Regione a Trieste, annunciando contestualmente l’avvio della terza edizione. Con questa nuova fase, i ragazzi coinvolti fin dalla prima edizione avranno l’opportunità di completare un percorso triennale, consolidando le esperienze e le competenze acquisite attraverso la musica.

Sta per partire anche un progetto legato alla vela.
Lanceremo presto “Vele spiegate – Ogni abilità trova il suo vento”. Prima di svilupparlo, abbiamo approfondito le esperienze già esistenti a livello nazionale e internazionale nei contesti legati alle diverse forme di disabilità. In Paesi come Francia, Germania e Australia, così come in alcune realtà italiane, la vela si è sviluppata prevalentemente attraverso l’adattamento delle imbarcazioni e il coinvolgimento di atleti con disabilità in ambito paralimpico. Noi abbiamo scelto una strada diversa, stimolante e innovativa: creare un equipaggio composto per metà da persone con disabilità e per metà da persone senza disabilità, chiamate a collaborare attivamente nella gestione dell’imbarcazione. La vela diventa così uno strumento per sviluppare competenze, responsabilità, fiducia reciproca e spirito di squadra. Ogni mansione a bordo ha un valore preciso e ciascun partecipante contribuisce, secondo le proprie capacità, al raggiungimento di un obiettivo comune. Un approccio che riprende la filosofia del Baskin, il basket integrato, nel quale persone con abilità differenti giocano insieme, assumendo ruoli attivi e complementari.
Con “Vele Spiegate” vogliamo portare questo stesso principio in mare, ponendo al centro l’accessibilità, la partecipazione attiva dove ognuno assume un ruolo ben preciso, imparando ad assumere responsabilità e contribuire concretamente a un risultato condiviso.

Uno sport che conoscete bene.
Sosteniamo Trieste All-In, squadra di baskin che abbiamo contribuito a fondare e che oggi conta oltre 50 tesserati tra atleti con e senza disabilità. È la prima squadra triestina ad aver conquistato il terzo posto regionale nella prima fase del campionato. Con realtà come questa realizziamo percorsi di capacity building: organizziamo corsi di formazione per gli operatori del terzo settore, soprattutto sulla comunicazione. Spesso la visione delle associazioni è ancora molto basilare, lontana da un approccio più europeo ed evoluto. Il nostro obiettivo è rafforzarne le competenze, e i risultati non sono mancati.

I prossimi passi?
A Trieste partirà a breve la prima edizione di TuttIN Cucina. Coinvolgerà ragazzi con disabilità cognitiva lieve già inseriti in programmi di autonomia abitativa: la cucina li avvicina al lato creativo e li accompagna verso una maggiore indipendenza in casa. I temi saranno l’alimentazione sana e la sicurezza in cucina. Impareranno a preparare le ricette, legate alla tradizione gastronomica locale, a fare la spesa, a scegliere gli alimenti e gli ingredienti migliori. Già organizzare la lista della spesa è un passo avanti, replicabile nella vita di tutti i giorni. Poi c’è il valore della sensibilizzazione, che arriva anche alle famiglie. I ragazzi tornano a casa e amano raccontare ai genitori quello che hanno imparato: per esempio, come evitare il cibo spazzatura, quali piccoli accorgimenti, anche veloci, rendono un piatto più salutare.

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