Noi siamo il turismo: il caso Napoli, storia di una rinascita?

Nel consueto appuntamento settimanale in video diretta facebook
nel gruppo “Noi siamo il turismo”
si è parlato di Napoli.

Guest star: Adele Di Mauro, professionista di lungo corso del mondo hospitality, Sales & Marketing Manager di The Britannique Naples Curio Collection (5 stelle) e Palazzo Caracciolo MGallery Collection (4 stelle superior) nel capoluogo campano.

“È un momento senza precedenti, di totale stallo, è quasi anacronistico parlare di rinascita – esordisce Adele Di Mauro -. Per me Napoli è sempre stata viva, finalmente nel tempo è riuscita a sfatare alcuni luoghi comuni che hanno penalizzato la sua immagine in passato, dovuti anche a una cattiva comunicazione”.

Negli ultimi 5 anni Napoli ha registrato numeri importanti nel turismo, grazie anche ad eventi di portata internazionale. “tutta la macchina turistica si era mossa bene – prosegue la S&M Manager –, persino in questo momento ritengo che la nostra regione si sia distinta a livello internazionale nella gestione dell’emergenza sanitaria, come tutta l’Italia del resto; perché non dobbiamo scordare che agli occhi del mondo siamo tutti parte di uno stesso paese”.

Napoli, Piazza Plebiscito

Napoli rinasce ogni volta, questa volta però il problema è mondiale. “La situazione è day by day, è un work in progress continuo. Come azienda il 9 marzo abbiamo aperto il secondo albergo, con determinazione, per dare un segnale molto forte, consci che saremmo stati vuoti. L’abbiamo fatto partendo dalla formazione. Grazie agli strumenti all’avanguardia che ci vengono dati dalle nostre catene, siamo un po’ un faro per tutta la città”.

Come poter replicare un modello di successo? Conta come si viene amministrati o vige l’arte di arrangiarsi? Chiede Maurizio Faroldi, General Manager milanese.
“Napoli ha sempre rappresentato la porta di ingresso al Sud anche per un fatto logistico, negli ultimi anni c’è stato un boom sotto tutti i punti vista (incremento dei voli), c’è stata una crescita esponenziale anche a livello artistico, nelle direzioni museali – risponde Adele Di Mauro –. La regione ha lavorato molto bene, con una visione lungimirante, una scelta oculata degli assessorati. C’è bisogno di un lavoro di squadra anche a livello nazionale, e serve rigore e progettualità. La regione da sola non può farsi veicolo dello sviluppo dell’intera nazione. E quando all’estero si parla di eccellenze come il Teatro San Carlo o La Scala, si parla di Italia”.

Avete cambiato strategia, come vi state muovendo?
“La situazione è in continua evoluzione. Ci muoviamo in base a come si muove il mercato. Sin dal primo momento ci siamo mossi verso l’accoglienza a 360 gradi, in tutte le forme, verso il cliente b2b, b2c, abbiamo riformulato le offerte, i contratti, abbiamo restituito dove dovevamo restituire, garantito per il futuro dove dovevamo garantire…”

Abbiamo formulato una nuova proposta per il Mice con cancellazione senza addebito fino a 48 ore prima dell’evento e dell’arrivo. Proprio per stimolare le aziende a pianificare da settembre in poi; non vogliamo aspettare il 2021. Le aziende devono assumersi la responsabilità di ripartire, organizzare eventi nel modo giusto, seguendo i protocolli di sicurezza”.

Stiamo lanciando Napoli come meta balneare, perché a Napoli si può andare al mare, che è pulitissimo, c’è una fauna che non si vedeva da tempo… ci siamo attivati con proposte nuove, stiamo cercando di riposizionale la città, proporre la destinazione in chiave diversa. Serve elasticità, attenzione, preparazione: non c’è bisogno di andare lontano per andare al mare, i musei hanno aperto tutti, offrono persino percorsi virtuali…”

L’incidenza dell’incoming sul turismo campano?
“Il 60% della clientela è straniera, per questo sarà dura riconquistare le posizioni di prima, ci vorrà del tempo. Per ora l’offerta è rivolta soprattutto al mercato domestico. Sarà difficile recuperare il turismo internazionale se non si riattivano i voli, per alcune compagnie non accadrà prima di metà ottobre. Anche da questo punto di vista la situazione è in continua evoluzione. Le action che si mettono in atto sono a 360 gradi, non sono mirate solo all’Italia, anche se nell’immediato sarà giocoforza un turismo interno e leisure piuttosto che business e Mice”.

Gli hotel riapriranno tutti a Napoli e dintorni?
“Io mi auguro di sì, la volontà è aprire a luglio non oltre – spiega Adele –. Molti hotel hanno approfittato di questo periodo di stallo per ristrutturare, per effettuare lavori prima rallentati dal forte flusso. Gli imprenditori non si sono fermati, anche sulle isole, stanno approfittando per effettuare un restyling globale delle strutture. Non solo per la sicurezza, ma anche per posizionarsi ancora meglio nel 2021. Per ripartire tutti alla grande”.

Ma alcune strutture campane che hanno determinati livelli, con altissimi standard, e lavorano con una clientela prettamente internazionale, rinvieranno l’apertura della stagione. Altri apriranno nella primavera 2021. “Dobbiamo rifare i conti con la spesa media di un italiano rispetto alla clientela straniera alto spendente. Ma oggi si farà più attenzione alla sicurezza, al servizio e alla professionalità delle strutture più che al prezzo. La gente piuttosto ridurrà i tempi della vacanza”.

“25 miliardi di euro spesi per l’outgoing dagli italiani l’anno scorso quest’anno potrebbeero essere indirizzati verso l’italia e il sud in particolare”, puntualizza Renato Andreoletti, direttore di Hotel Domani.

Il piano di rilancio deve essere nazionale e internazionale, bisognerà riposizionare l’Italia nel mondo – sottolinea Adele Di Mauro -, serve un piano di marketing e comunicazione anche per la sicurezza che abbiamo dimostrato; siamo stati citati come esempio nel mondo, questo momento va cavalcato, ma va fatto a livello nazionale”.

Manca un Ministero del turismo che faccia da cabina di regia nazionale – conclude Renato Andreoletti, direttore di Hotel Domani. “Il problema poi sono le infrastrutture. Dove ci sono il turismo arriva facilmente, altrove sono solo chiacchiere”.

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