Pietro Palladino: il ruolo chiave della luce in hotel

“L’albergo è un luogo di permanenza e di incontro. Nella hall, nelle stanze, al bar o al ristorante è fondamentale creare un’atmosfera simile a quella che il fruitore percepisce negli ambienti privati abituali”. Pietro Palladino spiega quanto pubblico e privato, in hotel, tendano a fondersi
“L’albergo è un luogo di permanenza e di incontro. Nella hall, nelle stanze, al bar o al ristorante è fondamentale creare un’atmosfera simile a quella che il fruitore percepisce negli ambienti privati abituali”. Pietro Palladino spiega quanto pubblico e privato, in hotel, tendano a fondersi

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Le strutture alberghiere sono oggi spazi fluidi e poliedrici, destinati non solo all’accoglienza turistica o allo svolgimento di attività business, ma anche all’offerta di servizi e spazi innovativi destinati allo smart working, alla socializzazione, allo svolgimento di attività sportive o di svago, a ospitare eventi, senza dimenticare gli aspetti gastronomici e le potenzialità di bar e ristoranti. Un mix di funzioni diversificato ma integrato, un luogo nel quale la luce svolge un ruolo fondamentale. Ne abbiamo parlato con l’Ing. Pietro Palladino fondatore, insieme all’Arch. Cinzia Ferrara, dello Studio Ferrara-Palladino Lightscape, da oltre 25 anni punto di riferimento nel settore dell’illuminazione.

Come si è evoluto in questi anni il rapporto tra la luce e lo spazio nelle strutture ricettive?
Per soddisfare le differenti esigenze che si alternano all’interno dei singoli ambienti, ci si è orientati verso sistemi di illuminazione che rendessero possibile la creazione di differenti scenari luminosi pre-configurati e/o personalizzabili. Il consolidamento della tecnologia led e il rapido sviluppo dei sistemi di gestione digitale hanno reso possibile la realizzazione di sistemi “smart” altamente flessibili e personalizzabili attraverso dispositivi mobili quali tablet o smartphone. Negli ultimi anni, inoltre, c’è una crescente sensibilità degli ospiti degli hotel rispetto alla qualità dell’illuminazione. Secondo studi condotti nel 2014 dall’azienda Osram a Londra alcuni hotel hanno registrato circa 10.000 recensioni sul tema dell’illuminazione da viaggiatori che lamentavano una luce scarsa e inefficace nelle loro stanze. La scelta di alcune strutture di eseguire interventi di ammodernamento e miglioramento dei sistemi di illuminazione ha contribuito a incrementare in modo significativo il numero di ospiti, a riprova dell’influenza che una buona illuminazione esercita sulla qualità dell’accoglienza.

Quali sono le regole generali per la progettazione della luce nei diversi ambienti di un hotel?
Il primo impatto di un hotel è dato, senza dubbio, dalla zona d’ingresso e dalla reception, luoghi in cui si svolgono normalmente attività di routine, ma che possono prevedere anche aree d’incontro e di lavoro. La hall definisce solitamente la categoria di un albergo e la luce – se usata in modo opportuno – contribuisce in modo determinante a definire l’immagine dell’hotel. Per i luoghi di aggregazione e ristoro all’interno delle strutture alberghiere, è opportuno prevedere sistemi di illuminazione estremamente flessibili tenendo conto della variazione dei tempi di permanenza durante i vari momenti della giornata e alle attività che vi si svolgono. Ad esempio, in un’eventuale zona bar durante le ore diurne la permanenza è occasionale, mentre di sera le persone vi si fermano più a lungo, fino a divenire una zona di vero e proprio relax. L’illuminazione notturna dovrà perciò ricreare un’atmosfera intima e riposante e i livelli dovranno essere contenuti in modo che i clienti al banco o ai tavoli si sentano appartati e non “in vetrina”. Nella sala ristorante, invece, sarebbe preferibile predisporre almeno due sistemi d’illuminazione: uno più idoneo al pranzo, solitamente più breve e dinamico, caratterizzato da un’elevata quantità di luce distribuita in maniera piuttosto uniforme; l’altro più adatto alla cena o a eventi serali in generale caratterizzato da livelli di luce più contenuti e da un tipo d’illuminazione più localizzata per creare un’atmosfera intima e rilassante. Ovviamente, deve essere destinata particolare attenzione alla progettazione della luce all’interno delle stanze che devono risultare ambienti confortevoli. La stanza di un hotel è, di fatto, una camera da letto, un soggiorno, un ufficio, un bagno: un luogo dove riposarsi, concentrarsi, lavorare e prendersi cura dell’igiene personale. L’illuminazione deve perciò essere concepita in modo tale da consentire lo svolgimento di attività diverse che richiedono un’illuminazione funzionale ben calibrata. Questo obbliga ad avere più configurazioni, per cui l’impianto d’illuminazione dovrà essere composto di tante accensioni che potranno essere sovrapposte (es. luce centrale con abat-jour o con appliques). In ogni caso, la luce deve contribuire a porre sempre le persone a proprio agio, in un ambiente visivo in grado di rispondere a specifiche esigenze.

Quali sono le strategie per mixare al meglio le qualità della luce naturale e i vantaggi di una corretta gestione della luce artificiale?
Non è più possibile pensare alle strutture alberghiere come edifici destinati unicamente al pernottamento o allo svolgimento di meeting. Le occasioni e i tempi di permanenza in queste strutture si sono moltiplicati ed è necessario verificare in che modo le caratteristiche dell’ambiente, tra cui l’illuminazione, influiscono sul benessere delle persone. È dimostrato, infatti, che tutta la luce, non solo quella solare, condiziona l’orologio biologico del corpo umano che determina, tra l’altro, i ritmi circadiani (cicli sonno-veglia). Questi sono “tarati” rispetto alla variazione ciclica della luce naturale che, in base alla stagione e al momento della giornata, presenta caratteristiche diverse in termini di quantità e colore. Per questo motivo è opportuno prevedere un adeguato apporto di luce naturale negli ambienti costruiti, che non deve tuttavia risultare in alcun modo molesta per gli ospiti. Negli ambienti in cui la luce naturale risultasse insufficiente o, comunque, durante le ore serali, è indispensabile prevedere un’integrazione con sistemi di luce artificiale mirati a garantire livelli di illuminamento sufficienti non solo allo svolgimento delle attività, ma anche alla corretta stimolazione dei fotopigmenti responsabili dei cicli biologici dell’individuo. Un buon impianto di illuminazione artificiale deve essere in grado di assecondare o, addirittura, simulare la variazione della luce nell’arco della giornata, garantendo ottime prestazioni in termini di resa del colore. L’utilizzo di sistemi di gestione digitali – unitamente all’impiego di elementi quali sensori di presenza e di luminanza, sensori crepuscolari e temporizzatori – consente di modulare in modo automatico la luce artificiale, il che comporta una significativa riduzione dei consumi energetici e migliori prestazioni del sistema.

Pietro Palladino: il ruolo chiave della luce in hotel
- Ultima modifica: 2021-09-28T15:48:15+02:00
da Davide Cattaneo

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